Lecco. Cresce il ricorso alla Cassa Integrazione Straordinaria: +186% nel primo semestre 2026

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I dati elaborati dalla UIL Lombardia evidenziano un forte incremento sul territorio lecchese, mentre in regione le ore complessive autorizzate calano del 14,4%

Il comparto della meccanica continua a essere il più coinvolto, concentrando circa il 72% della CIG straordinaria regionale

LECCO – Nel Lecchese cresce il ricorso alla Cassa Integrazione Straordinaria. Nel primo semestre del 2026 la provincia registra un aumento del 186%, mentre a Como la crescita si attesta al 93%, nonostante in Lombardia le ore complessive di Cassa Integrazione autorizzate siano diminuite del 14,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dall’elaborazione della UIL Lombardia sui dati Inps.

Nei primi sei mesi dell’anno le ore autorizzate in regione sono state 47,8 milioni. A diminuire è soprattutto la Cassa Integrazione Ordinaria (-26,2%), mentre la Straordinaria continua a crescere (+14,9%), confermando come le situazioni di crisi aziendale restino ancora diffuse.

Rispetto ai primi mesi del 2026 emergono comunque segnali di rallentamento: dopo il +71,1% registrato nel primo trimestre, tra aprile e giugno la CIG straordinaria è diminuita di circa il 33,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un miglioramento che, per la UIL, non basta però a parlare di un’inversione strutturale.

“Bene il calo, anche se non si può non sottolineare che a differenza del dato nazionale in Lombardia si registra un aumento della straordinaria – osserva il segretario generale della UIL Lombardia Antonio Albrizio – e lo confermano le crisi aziendali ancora in atto”. Secondo il sindacato, sono soprattutto i giovani a pagare il prezzo della precarietà, mentre gli ammortizzatori sociali non possono sostituire politiche industriali efficaci e strumenti capaci di garantire occupazione stabile.

Il ricorso alla Cassa Integrazione continua a concentrarsi soprattutto nell’industria, che assorbe quasi 94 ore autorizzate su 100. La sola meccanica rappresenta circa il 72% della CIG straordinaria regionale, confermando come i processi di riorganizzazione e le crisi continuino a interessare principalmente questo comparto.

“Il calo complessivo della Cassa Integrazione è un segnale positivo – evidenzia il segretario della UIL Lombardia Salvatore Monteduro – ma non possiamo fermarci alla media regionale. La crescita della straordinaria e la forte concentrazione in alcune filiere e territori ci dicono che restano situazioni da presidiare”. Per il sindacato è necessario monitorare non solo le ore autorizzate, ma anche gli esiti occupazionali delle crisi, rafforzando politiche industriali, formazione e strumenti di ricollocazione.

Nel confronto tra le province lombarde, Varese resta quella con l’incremento maggiore della Cassa Integrazione nel semestre (+59,8%), pur registrando un rallentamento nel mese di giugno (-57,7%). Milano, invece, chiude i primi sei mesi in calo (-22,7%), ma a giugno segna un aumento del 78,6%, trainato soprattutto dalla componente straordinaria (+139%).

Per il coordinatore della UIL Lario Dario Esposito, il tessuto produttivo di Como e Lecco, caratterizzato da una fitta rete di piccole e medie imprese, rende il territorio particolarmente esposto agli effetti delle difficoltà dei singoli comparti produttivi. A questo si aggiunge il problema dei tempi di erogazione della Cassa Integrazione Ordinaria: a Lecco l’attesa media raggiunge i 23 giorni, tra le più elevate della Lombardia.

“Ma la risposta non può esaurirsi nella gestione dell’emergenza – conclude Esposito –. Como e Lecco dispongono già di strumenti che devono diventare protagonisti di una politica di sviluppo territoriale: dal Tavolo della Competitività della Camera di Commercio, che deve poter vivere nell’oggi e non nei ricordi, fino alle future ZIS. Servono luoghi permanenti nei quali istituzioni, parti sociali, imprese, università e centri di ricerca condividano analisi, individuino le criticità prima che diventino crisi”.

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