190 anni di Airoldi Metalli, Lecco celebra una delle sue imprese storiche

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Tommaso Airoldi (con la targa) insieme ai figli Enrico e Paolo e al presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Marco Campanari

Le celebrazioni oggi pomeriggio al Politecnico, presentato anche il libro “Airoldi Metalli 190 anni – Famiglia, Esperienza, Lavoro”

Targa di Confindustria Lecco Sondrio a Tommaso Airoldi: “Siete un esempio unico nel nostro paese”

LECCO – Centonovant’anni di storia, cinque generazioni e un legame con Lecco che non si è mai interrotto. È stata dedicata all’importante anniversario di Airoldi Metalli la giornata organizzata questo pomeriggio all’Aula Magna del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, dove istituzioni, rappresentanti del mondo economico e imprenditoriale si sono ritrovati per celebrare una delle realtà storiche del territorio.

Fondata nel 1836 da Giuseppe Airoldi, l’azienda ha attraversato quasi due secoli di trasformazioni dell’economia e della società lecchese, mantenendo il proprio legame con il territorio e con il mondo della manifattura. Dalla valle del Gerenzone, culla della tradizione metallurgica lecchese, l’impresa è arrivata a diventare un gruppo attivo nel settore dei metalli non ferrosi e nella produzione e distribuzione di semilavorati di alluminio. Oggi conta circa 100 collaboratori e sette siti produttivi.

Ad aprire il pomeriggio sono stati i saluti del prorettore del Polo territoriale di Lecco del Politecnico, Marco Tarabini, che ha ricordato anche un personale aneddoto legato all’azienda, risalente agli anni in cui era ancora dottorando.

A seguire gli interventi istituzionali di Fabio Dadati, in rappresentanza della Camera di Commercio e di Confcommercio Lecco, del sottosegretario regionale Mauro Piazza, del sindaco di Lecco Filippo Boscagli, del vicepresidente della Provincia Mattia Micheli e del prefetto Paolo Ponta.

Il filo conduttore degli interventi è stato il rapporto tra Airoldi Metalli e il territorio lecchese, una storia imprenditoriale considerata parte integrante dell’identità economica della città.

“Lecco nasce e cresce nella manifattura, l’identità del nostro territorio è questa ed è ancora così, anche se ci stiamo evolvendo e aprendo ad altri settori, come il turismo“, ha sottolineato il sindaco Boscagli. “L’amministrazione comunale sarà sempre vicino a chi vuole produrre e arricchire l’anima e l’identità di questa città”.

La targa a Tommaso Airoldi

Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato quello dedicato a Tommaso Airoldi, classe 1938, accompagnato dai figli Enrico e Paolo, che oggi portano avanti l’azienda. A consegnargli una targa celebrativa è stato Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco Sondrio. “Siete un esempio come pochi ce ne sono in Italia“, ha detto Campanari rivolgendosi alla famiglia Airoldi.

Emozionato, Tommaso Airoldi ha quindi parlato del passaggio generazionale, uno dei temi centrali per il futuro delle imprese familiari.

“Il passaggio generazionale oggi non è scontato né facile, io ho avuto questa fortuna“, ha detto riferendosi ai figli che hanno raccolto il testimone dell’azienda. Da qui un augurio rivolto agli altri imprenditori che si trovano ad affrontare lo stesso percorso: “Auguro anche agli altri questo traguardo”.

Poi un’ultima riflessione, rivolta non solo alla propria famiglia ma al valore del lavoro di squadra: “Da soli non si va da nessuna parte“, ha ricordato Airoldi, sottolineando l’importanza del team nel percorso di crescita dell’impresa.

Il passaggio generazionale nella famiglia Airoldi si è sviluppato progressivamente negli anni, con Tommaso che ha affidato ai figli Enrico e Paolo la guida dell’azienda, continuando ad accompagnarne il percorso. Oggi anche la generazione successiva si sta affacciando nella realtà imprenditoriale di famiglia.

Il libro dei 190 anni

La celebrazione è stata anche l’occasione per presentare il volume realizzato per l’anniversario, “Airoldi Metalli 190 anni – Famiglia, Esperienza, Lavoro”, scritto da Francesco D’Alessio.

Un libro che ripercorre le diverse tappe della storia dell’azienda attraverso immagini e testimonianze, inserendo il percorso della famiglia Airoldi nella più ampia trasformazione del tessuto economico e produttivo lecchese e italiano. Il volume racconta anche la storia della lavorazione del rame, settore che nell’Ottocento ebbe un ruolo importante nella metallurgia lecchese accanto alla più nota tradizione legata al ferro.

Sebastiano Barisoni

All’evento ha partecipato anche Sebastiano Barisoni, giornalista e vicedirettore esecutivo di Radio 24, che ha contribuito al confronto dedicato al mondo dell’impresa e alle sfide che attendono le aziende nel presente e nel futuro.

Nel suo intervento, il giornalista ha descritto il momento attuale come una vera e propria rivoluzione strutturale, un cambio di paradigma che sta interessando l’intero sistema economico. Una trasformazione che ha tre caratteristiche, definite le ‘tre i’: “E’ indistinta, perché coinvolge tutti i settori e nessuno può considerarsi escluso; irreversibile, perché “si è gettati in un mare sconosciuto dove non si hanno più riferimenti”; e imprevedibile nella sua portata finale”.

Proprio l’incertezza, ha sottolineato Barisoni, porta con sé anche il rischio di rifugiarsi nella nostalgia del passato, mentre il cambiamento impone alle imprese di confrontarsi con scenari completamente nuovi.

Tra le trasformazioni già in atto, Barisoni ha parlato della “dittatura dell’algoritmo”, iniziata a suo giudizio circa dodici anni fa e capace di scardinare il rapporto tradizionale tra azienda e consumatore. Grazie agli algoritmi, oggi un cliente può confrontare in tempo reale informazioni, beni e servizi, indipendentemente da dove si trovi. Una dinamica che ha ridotto le posizioni di rendita e cambiato il rapporto di forza tra imprese e consumatori: chi prima poteva contare su una posizione privilegiata si trova oggi davanti a un cliente molto più informato e con numerose alternative.

Il passaggio successivo riguarda l’intelligenza artificiale e il suo impatto sul mondo del lavoro. Barisoni ha messo in discussione l’idea, spesso ripetuta, secondo cui l’AI finirà per sostituire il lavoro umano nella sua interezza. “È una bugia”, ha affermato, riferendosi in particolare alla narrazione sostenuta da alcuni grandi operatori tecnologici americani che, secondo il giornalista, hanno interesse a giustificare gli enormi investimenti effettuati nel settore.

Alcune attività, ha riconosciuto, possono effettivamente essere sostituite dalle macchine. Ma il lavoro non è soltanto esecuzione: chi lavora assorbe l’identità dell’azienda, interpreta, pensa e costruisce una relazione con il cliente. Ed è proprio qui, secondo Barisoni, che si trova il valore che l’intelligenza artificiale non riesce a replicare pienamente.

La sfida sarà quindi quella di mantenere centrale la componente umana, attraverso una consulenza autentica e la capacità di entrare in empatia con il cliente per comprenderne realmente bisogni e aspettative.

La conclusione è stata affidata a una distinzione: se l’intelligenza artificiale ha ormai “vinto” sul terreno della memoria e della capacità di elaborare informazioni, il vero valore aggiunto resta nelle persone, nella loro capacità di comprendere, interpretare e creare relazioni.

Centonovant’anni dopo la sua fondazione, la storia di Airoldi Metalli si intreccia così ancora una volta con quella di Lecco: una storia fatta di manifattura, famiglia, lavoro e capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.

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