Antonio Peccati: il bilancio di 10 anni alla guida di Confcommercio Lecco

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Il presidente uscente di Confcommercio Lecco ripercorre risultati, difficoltà e progetti che hanno segnato i suoi due mandati

LECCO – Dieci anni alla guida di Confcommercio Lecco, attraversando una pandemia, accompagnando la crescita del turismo sul lago e investendo sulla formazione come leva di competitività per le imprese. Antonio Peccati conclude il suo percorso alla presidenza dell’associazione di Palazzo Falck e consegna il testimone a Fabio Dadati con un bilancio che guarda ai risultati ottenuti e alle sfide che attendono il territorio. Nel video che accompagna questo articolo l’intervista integrale al presidente uscente, che ripercorre i momenti più significativi del suo decennio alla guida dell’associazione e traccia una visione sul futuro economico e turistico di Lecco.

“Sono stati dieci anni vissuti molto bene. Tante difficoltà, una per tutte il Covid, ma direi che l’associazione ha sempre risposto bene”, racconta il presidente uscente, rivendicando il lavoro svolto insieme alla giunta, al consiglio e alla struttura operativa dell’associazione. “Siamo riusciti a costruire insieme tante cose belle, che prima avevamo soltanto sognato e poi siamo riusciti a realizzare”.

Tra queste, Peccati cita il recupero di Palazzo Ghislanzoni in via Roma 51, ma soprattutto i progetti che hanno guardato al futuro delle imprese. “Sicuramente quelli di cui vado più fiero sono i percorsi di formazione con la Bocconi e il Politecnico, fino all’ultimo dedicato all’intelligenza artificiale“. Un investimento sulle competenze che, secondo l’imprenditore lecchese, rappresenta una delle chiavi per affrontare le trasformazioni economiche in corso.

Tra le iniziative che considera più significative non ci sono però soltanto i percorsi dedicati alle imprese. Peccati richiama anche l’esperienza di Leggermente, la manifestazione culturale cresciuta negli anni fino a diventare uno degli appuntamenti più seguiti del territorio, e il Premio Letterario Manzoni. “È diventato ormai un’opportunità importante per gli scrittori: avere la fascetta con scritto vincitore del Premio Manzoni aiuta a vendere molto di più”, osserva, sottolineando il valore di un’iniziativa che ha saputo conquistare una rilevanza nazionale.

Accanto alla formazione, un altro pilastro del mandato è stato il sostegno alle attività economiche attraverso l’accesso al credito. Peccati, che in passato ha guidato anche il Fondo di Garanzia, sottolinea l’importanza di uno strumento che continua a rappresentare un punto di riferimento per commercianti e piccole imprese.

“Aiutare i commercianti nella ricerca di finanziamenti con condizioni estremamente interessanti ha molta importanza. Penso soprattutto ai momenti difficili, come il periodo del Covid, quando tante realtà hanno dovuto ricorrere al credito per restare a galla”. Un’attività che, osserva, svolge anche una funzione sociale, contribuendo a contrastare fenomeni come l’usura e a sostenere chi si trova in temporanea difficoltà.

Guardando alla città, Peccati vede una Lecco profondamente cambiata rispetto a quella che aveva trovato all’inizio del suo percorso. “Lascio una città che si è accorta di essere una città universitaria“, afferma. Una realtà che negli anni ha imparato a valorizzare la presenza degli studenti, trasformandoli in ambasciatori del territorio una volta concluso il loro percorso formativo.

Antonio Peccati
Antonio Peccati

La seconda grande trasformazione riguarda il turismo. “La città si è aperta al turismo e si sta rendendo conto che, con l’overbooking di Como, la gente arriva sempre più numerosa su Lecco, Varenna, Bellagio e sul nostro ramo del lago”. Una crescita che, secondo il presidente uscente, dovrà essere accompagnata da investimenti in infrastrutture e servizi, a partire da una navigazione lacustre più efficiente e adeguata ai nuovi flussi di visitatori.

Da sempre sostenitore della vocazione alpina del territorio, Peccati individua nella montagna uno dei principali motori di sviluppo per il prossimo decennio. “Lecco è veramente una capitale della montagna e dell’alpinismo”. Per questo immagina un futuro in cui i Resinelli, la Grigna e l’intero patrimonio escursionistico possano diventare sempre più attrattivi per famiglie, sportivi e turisti, attraverso nuovi servizi, percorsi e una valorizzazione delle grandi storie dell’alpinismo lecchese.

Al tempo stesso richiama l’attenzione sulla necessità di tutelare il commercio di prossimità. “Non dobbiamo svendere negozi e attività che sono stati patrimonio e storia di intere famiglie. I negozi storici e le attività storiche vanno valorizzati e premiati”. Un messaggio che guarda al futuro senza dimenticare le radici economiche e sociali della città.

Tra le opere che ritiene strategiche per la crescita del territorio, Peccati torna a indicare la realizzazione di un centro congressuale alla Piccola. L’obiettivo è intercettare nuovi flussi legati al turismo business e congressuale, capace di generare ricadute economiche diffuse per alberghi, ristoranti, negozi e servizi.

Il passaggio di consegne a Fabio Dadati avviene all’insegna della continuità. “Fabio sta facendo un ottimo lavoro”, afferma Peccati, ricordando i risultati ottenuti alla guida di Lariofiere e il ruolo ricoperto in Camera di Commercio. “Penso che la presidenza di Confcommercio Lecco, all’interno della Camera di Commercio, sia ancora più fondamentale portata avanti da lui”. Una scelta che, a suo giudizio, consentirà di rafforzare ulteriormente il peso dell’associazione nelle strategie di sviluppo del territorio.

Al termine del suo mandato, però, il bilancio non è soltanto economico o associativo. È soprattutto umano. Peccati ringrazia collaboratori, dipendenti e compagni di viaggio incontrati lungo il percorso, rivendicando un metodo fondato sulla condivisione e sul confronto.

“Mi ha dato molto. Ho dedicato a questo incarico il mio tempo per passione, perché sono convinto che chi ha avuto molto da questa città debba ridare indietro qualcosa”. Poi la frase che meglio sintetizza il suo decennio alla guida di Confcommercio Lecco: “Ce l’ho messa tutta con la testa e ce l’ho messa tutta con il cuore”.