Secondo il Crea, in otto casi su dieci si abbandona il bio per gli obblighi amministrativi
Italia leader in Europa con 84mila aziende e il 19% dei terreni coltivati bio
LECCO – Il biologico continua a crescere, ma a frenare lo sviluppo del settore è il peso della burocrazia, che incide anche sulle imprese agricole delle province di Como e Lecco. A lanciare l’allarme è Coldiretti Como Lecco, che evidenzia come gli adempimenti amministrativi possano arrivare fino al 30% in più rispetto all’agricoltura tradizionale.
Un aggravio che, secondo i dati di un’indagine del Crea, rappresenta una delle principali cause di abbandono del biologico: in otto casi su dieci, infatti, le aziende rinunciano proprio a causa dell’eccesso di burocrazia. Una situazione che pesa in particolare sulle piccole e medie imprese, molto diffuse anche nel territorio lariano, dove il tessuto agricolo è composto in larga parte da realtà familiari e multifunzionali.
Nonostante queste criticità, il comparto continua a registrare numeri significativi. L’Italia si conferma leader europeo nel biologico, con 84mila aziende attive, più del doppio rispetto alla Germania e un terzo in più della Francia. A livello nazionale, quasi un campo su cinque (19%) è coltivato con metodo biologico, con punte che in alcune regioni superano il 25%, centrando in anticipo gli obiettivi europei della strategia Farm to Fork.
“Ridurre la burocrazia significa difendere i risultati raggiunti dal biologico italiano”, sottolinea il presidente della federazione interprovinciale Fortunato Trezzi, evidenziando il ruolo strategico del settore anche in termini produttivi: l’Italia è infatti il primo produttore europeo di cereali, ortaggi, frutta e olio biologici.
Uno strumento di sviluppo potrebbe arrivare anche dal nuovo marchio del biologico italiano, approvato in Conferenza Stato-Regioni, pensato per aiutare i consumatori a riconoscere i prodotti nazionali in un contesto in cui, nel 2024, le importazioni di prodotti bio dall’estero sono cresciute del 7,1%.
“Consolidare le filiere agricole del biologico italiano, attraverso i contratti di filiera e una presenza sempre più diffusa dei prodotti bio nei mercati di Campagna Amica, è uno degli strumenti su cui stiamo lavorando per valorizzare il lavoro degli agricoltori e rafforzare il consumo interno”, aggiunge Trezzi.
Anche nel territorio lariano, conclude Coldiretti, il biologico rappresenta una leva importante per sostenere l’agricoltura locale, tutelare l’ambiente e rispondere alla crescente domanda di qualità e tracciabilità da parte dei cittadini.

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