Entrata in vigore la nuova legge che tutela le imprese autentiche e i consumatori
Davide Riva: “Svolta storica: è stata una battaglia di equità e di dignità per le nostre imprese”
LECCO – Stop all’uso improprio dei termini “artigianato” e “artigianale”: dal 7 aprile 2026 entra in vigore una norma destinata a cambiare profondamente il mercato e a tutelare imprese e consumatori. La Legge annuale per le PMI introduce infatti una stretta sull’utilizzo di queste denominazioni, riservandole esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo.
Una svolta definita “storica” da Confartigianato, che da tempo portava avanti questa battaglia per garantire maggiore trasparenza e contrastare forme di concorrenza sleale. Per decenni, infatti, l’assenza di una regolamentazione chiara aveva consentito a soggetti non qualificati di utilizzare impropriamente il richiamo all’artigianalità, generando confusione sul mercato.
Con l’entrata in vigore della nuova legge, il principio è ora definito in modo netto: solo le imprese in possesso della qualifica artigiana, secondo la normativa vigente, possono utilizzare termini come “artigianato” e “artigianale”.
Il legislatore ha inoltre introdotto un sistema sanzionatorio particolarmente severo per scoraggiare ogni abuso: per ogni violazione è prevista una sanzione minima di 25mila euro, che può arrivare fino all’1% del fatturato dell’azienda.
“Fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy – ha commentato il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – la norma riconosce il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori che avranno la certezza legale che ciò che acquistano come ‘artigiano’ sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori”.
La portata della riforma è particolarmente rilevante per comparti simbolo della manifattura italiana, come l’alimentare, la moda e l’artigianato artistico e tradizionale, dove il richiamo all’artigianalità rappresenta spesso un elemento distintivo e competitivo.
Anche a livello locale il provvedimento viene accolto con favore. Il presidente di Confartigianato Imprese Lecco Davide Riva parla di un intervento atteso: “È stata una battaglia di equità e di dignità per le nostre imprese. Per troppo tempo realtà che non rispettavano i requisiti hanno potuto operare sul mercato puntando su elementi qualitativi dei quali erano invece prive. Questo intervento ristabilisce condizioni più corrette e valorizza chi fa davvero artigianato”.
Nel territorio lecchese, dove le imprese artigiane rappresentano una componente fondamentale del tessuto economico, la nuova disciplina punta proprio a rafforzare trasparenza e correttezza, definendo con maggiore precisione i requisiti per l’utilizzo delle denominazioni e contrastando comportamenti irregolari.
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