A Roma l’assemblea nazionale di Confcommercio: il terziario vale oggi il 53% del valore aggiunto e dal 1995 ha creato quasi 4 milioni di posti di lavoro
Sangalli: “Il Made in Italy si può copiare. Il Sense of Italy, no”. Meloni: “Ogni serranda alzata è una luce, un punto di riferimento, una certezza”
LECCO – Una nutrita delegazione di Confcommercio Lecco, guidata dal neo presidente Fabio Dadati, ha partecipato all’assemblea generale di Confcommercio-Imprese per l’Italia, svoltasi ieri, mercoledì 10 giugno all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Al centro dell’appuntamento la relazione del presidente nazionale Carlo Sangalli e l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Insieme a Dadati erano presenti anche i due past president Antonio Peccati, alla guida dell’associazione dal 2016 al 2026, e Peppino Ciresa, presidente dal 2006 al 2016. Della delegazione lecchese facevano parte inoltre il direttore Alberto Riva, i componenti della Giunta Angelo Belgeri e Severino Beri, entrambi vicepresidenti, Silvia Nessi e Sergio Colombo, oltre ai consiglieri Silvia Brivio, Giuseppina Gallarati, Francesca Maggi, Mariangela Tentori, Cristina Valsecchi, Giulio Bonaiti, Lucio Corti, Eugenio Milani, Claudio Monticciolo, Luca Spreafico, Roberto Tentori e al consigliere del Fondo di Garanzia Beppe Fusi.

Nel suo intervento Sangalli ha rivendicato il ruolo del terziario di mercato, sottolineando che dal 1995 a oggi il settore ha creato quasi quattro milioni di posti di lavoro e contribuisce per il 53% al valore aggiunto dell’economia italiana. Tra i passaggi più apprezzati quello dedicato al “Sense of Italy”: “Il Made in Italy si può copiare. Il Sense of Italy, no. Sul prodotto si possono mettere i dazi, sull’italianità no. Il Sense of Italy è, in fondo, quello che ci rende unici”. Applausi anche per il richiamo alla fiducia: “C’è sempre la possibilità che le cose vadano male, ma raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti. La fiducia è un valore anche economico”.

Il presidente di Confcommercio ha affrontato inoltre i temi della crisi demografica, della partecipazione femminile al lavoro, della pressione fiscale e dell’intelligenza artificiale, evidenziando come quest’ultima stia trasformando profondamente il modo di essere cittadini e imprenditori e richieda nuove competenze e strategie. Ha quindi richiamato l’importanza dei corpi intermedi e l’esigenza di contrastare il dumping contrattuale, ribadendo la necessità di valorizzare la qualità del lavoro nel terziario e nel turismo.
Nella parte conclusiva della relazione, Sangalli ha posto l’accento sul ruolo delle imprese nella vita delle città e dei territori: “Senza le nostre imprese, l’Italia non sarebbe l’Italia delle piazze e dei territori. Se vogliamo comunità e città coese e competitive dobbiamo riattivare il circuito virtuoso tra urbs e civitas, tra città fisica e la comunità che la vive”.

Molto apprezzato dalla platea anche l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accolta da un lungo applauso. “Perché sono qui? Anche per dirvi grazie per il vostro lavoro e la vostra disponibilità. Voi di Confcommercio non vi siete mai tirati indietro e non avete mai anteposto l’interesse di categoria a quello generale”, ha affermato la premier, definendo Confcommercio una delle “colonne del Sistema Italia“.
Richiamando il tema della “forza di popolo”, Meloni ha sottolineato il valore delle attività commerciali come presidio di sicurezza, socialità e comunità, ribadendo come “ogni serranda alzata è una luce, un punto di riferimento, una certezza”. Ha quindi ripreso l’espressione “Sense of Italy”, giudicandola una sintesi efficace del patrimonio di identità e stile di vita legato ai prodotti italiani, per poi passare in rassegna le riforme attuate dal Governo e concludere con un invito all’azione: “Questo non è il tempo dei dubbi, non è il tempo delle incertezze, non è il tempo dell’attesa. Questo è il tempo dell’azione”.
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