Disoccupazione giù ma lavoro fragile: l’analisi della CISL Monza Brianza Lecco

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mirco scaccabarozzi
Mirco Scaccabarozzi

Il segretario generale Mirco Scaccabarozzi analizza i dati Istat e richiama i nodi strutturali tra salari fermi, precarietà e inattività in aumento

“È quanto meno dubbio che l’aumento degli occupati sia merito esclusivo dei governi”, afferma il segretario CISL Mirco Scaccabarozzi analizzando i dati sul lavoro

LECCO – Il calo della disoccupazione non basta a descrivere lo stato reale del mercato del lavoro italiano. A sostenerlo è il segretario generale della CISL Monza Brianza Lecco, Mirco Scaccabarozzi, che invita a distinguere tra andamento statistico e condizioni concrete dei lavoratori.

Secondo il sindacalista, il tema occupazionale continua a essere utilizzato nel confronto politico senza un’analisi completa delle dinamiche strutturali. “È quanto meno discutibile attribuire l’aumento degli occupati esclusivamente alle politiche dei governi che si sono succeduti. Il mercato del lavoro italiano segue dinamiche più complesse e di lungo periodo”, osserva.

Scaccabarozzi richiama i dati più recenti diffusi dall’Istat, sottolineando come alla diminuzione della disoccupazione si accompagni però un aumento delle persone inattive. “La disoccupazione scende, ma cresce anche chi smette di cercare lavoro. Questo è il vero segnale di debolezza del sistema”, afferma.

A dicembre 2025 il tasso di occupazione si è attestato al 62,5%, mentre quello di inattività è salito al 33,7%. Un andamento che, secondo il segretario, dimostra come la riduzione dei disoccupati non si traduca automaticamente in nuovi posti di lavoro. “Una parte delle persone esce semplicemente dal mercato. Non possiamo limitarci a leggere il dato numerico senza valutare qualità e stabilità dell’occupazione”.

Il nodo centrale, aggiunge, riguarda proprio la qualità del lavoro. “Le statistiche considerano occupato anche chi lavora poche ore alla settimana. Ma i dati non raccontano nulla su salari, continuità contrattuale o possibilità di crescita professionale”. Per Scaccabarozzi, l’espansione di lavori temporanei o part-time involontari può migliorare gli indicatori senza incidere realmente sulle condizioni di vita.

Il segretario richiama anche alcune analisi della Banca d’Italia, secondo cui la crescita occupazionale registrata tra il 2019 e il 2024 sarebbe legata in larga misura a fattori congiunturali, come incentivi pubblici e dinamiche temporanee del sistema produttivo. “Senza interventi strutturali su produttività, formazione e dimensione delle imprese, i miglioramenti rischiano di restare fragili”, sostiene.

Tra le criticità indicate emerge con forza la questione salariale. “Da trent’anni i redditi dei lavoratori italiani non crescono: è un’anomalia tra le economie avanzate e riguarda non solo il lavoro povero ma anche il ceto medio”, spiega Scaccabarozzi. Secondo il sindacato servono interventi su fisco, contrattazione, lotta al lavoro irregolare e investimenti nelle competenze.

Un capitolo centrale riguarda la formazione tecnica superiore. “Gli ITS Academy registrano tassi di occupazione molto elevati, spesso superiori all’80%, ma continuano a coinvolgere meno del 2% degli studenti della formazione terziaria”, evidenzia. Il rischio, aggiunge, è che il disallineamento tra domanda e offerta di competenze diventi sempre più critico per il sistema produttivo italiano.

Lo sguardo si sposta infine sul territorio lecchese. Le previsioni occupazionali indicano un calo delle entrate rispetto allo scorso anno e una forte prevalenza di contratti a termine. “Solo il 30% delle assunzioni previste sarà stabile, mentre il resto resterà legato a forme temporanee”, sottolinea il segretario. Persistono inoltre difficoltà di reperimento del personale e divari occupazionali di genere.

“La vera sfida oggi – conclude Scaccabarozzi – è riportare nel mercato del lavoro chi ne è rimasto escluso e migliorare la qualità dell’occupazione. Senza affrontare questi nodi strutturali, il rischio è confondere un miglioramento statistico con un reale progresso sociale”.