Venerdì la protesta a Roma, partecipano anche 300 lecchesi

I sindacati: “Necessario lo sblocco dei cantieri e più sicurezza ”

LECCO – I numeri raccontano più delle parole le difficoltà di un settore che continua a soffrire una crisi mai superata: 6300 lavoratori regolari iscritti in cassa edile di Lecco nel 2008, oggi sono solo 3200; lo stesso vale per le aziende, passate in dieci anni da 1180 a 754. L’edilizia stenta a ripartire e i sindacati uniti chiedono interventi da parte del Governo.

Venerdì protesteranno a Roma e dalla Lombardia partiranno tre treni alla volta della Capitale, in tutto 1800 persone, di cui 300 partiranno dal lecchese.

“Lo sciopero riguarda quanto sta accadendo a livello nazionale ma anche sul nostro territorio – ha sottolineato Veronica Versace, segretario Generale Fillea Cgil Lecco – negli ultimi 10 anni abbiamo perso il 50% delle imprese e degli addetti del settore. Nel lecchese sono spariti due colossi come Carsana e Filca. Il settore edile non può essere il punto di arrivo ma di partenza per la rinascita del Paese”.

Il presidio sindacale nel 2015 davanti all’azienda Carsana di Lecco

La mobilitazione arriva dopo una prima iniziativa nel 9 febbraio scorso, quando i sindcati hanno rivendicato la necessità di una ripartenza del sistema economico nazionale. “L’iniziativa si inserisce in questo contesto, scendiamo in piazza non ‘contro’ ma ‘per’ , con proposte di rilancio e la richiesta di nuovi investimenti – ha riferito Riccardo Cutaia, segretario Generale Feneal Uil Altalombardia- L’Italia cade a pezzi ed è necessaria la manutenzione delle nostre infrastrutture. La tragedia di Annone, sul nostro territorio, e quella di Genova a livello nazionale hanno evidenziato le condizioni in cui versa il nostro Paese”.

I rappresentanti sindacali Silvio Baita, Veronica Versace e Riccardo Cutaia

Parola d’ordine: “Sblocchiamo i cantieri – spiega Silvio Baita segretario Generale Filca Cisl Monza Brianza – ma non c’è solo questo. Vogliamo un’edilizia che sia regolare e sicura. Negli ultimi 15 giorni in Brianza si sono verificati quattro infortuni mortali, tutto questo perché sono state violate le più basilari norme di sicurezza. Le gare d’appalto al massimo ribasso portano le imprese a tagliare per prima cosa sulla sicurezza e sui contratti, con lavoratori trasformati in ‘finti’ artigiani con partita Iva”.

I sindacati hanno deciso di annunciare la partecipazione alla protesta di venerdì dalla sede dell’Espe di Lecco, la scuola edile, “il motivo è semplice – hanno sottolineato – qui si formano i nuovi lavoratori, si crea il futuro del settore”.