Lavoro: le aziende prevedevano 3,6 mila assunzioni entro la fine dell’anno

Tempo di lettura: 5 minuti
lavoro aziende saldatore

Circa 3,6 mila assunzioni che erano previste nell’ultimo trimestre in provincia di Lecco

L’analisi della Camera di Commercio. “Il peggioramento dell’emergenza sanitaria potrebbe aver cambiato le cose”

LECCO – Nel 4° trimestre 2020 le imprese delle province di Como e di Lecco hanno previsto di effettuare complessivamente 10.750 nuovi ingressi di cui 7.150 per Como e 3.600 per Lecco;  in crescita rispetto al trimestre precedente quando i nuovi posti di lavoro segnalati nell’area lariana erano 6.980: rispettivamente 4.570 e 2.410. In crescita anche la quota di imprese che cercano nuovo personale: dall’11% del 3° trimestre 2020 al 18,4% per le aziende comasche, e dall’11,2% al 17,4% di quelle lecchesi.

E’ quanto emerge dall’ultima indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione e sugli effetti della pandemia da Covid-19, svolte mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 40 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche1. Questa nota informativa illustra i dati dellindagine svolta tra l’1 e il 15 settembre 2020.

È pur vero che lo scorso anno, nel 4° trimestre 2019 le assunzioni previste dalle aziende lariane erano state quasi 3.500 in più: il calo registrato negli ultimi tre mesi del 2020 è pari a 2.380 unità a Como e 1.090 a Lecco (rispettivamente -25% e -23,2%).

Galimberti: “La volontà delle aziende c’è”

“È doveroso premettere che questa indagine è stata svolta nel corso dello scorso mese di settembre e che l’evoluzione rapida della emergenza sanitaria degli ultimi giorni può aver in parte deteriorato le aspettative delle imprese intervistate- ricorda Marco Galimberti, presidente della Camera di Commercio Como Lecco – Risulta comunque interessante rilevare che gli imprenditori lariani era orientati a investire in risorse umane”.

Marco Galimberti, presidente della Camera di Commercio

“Nel 4° trimestre, infatti, avevano previsto di effettuare quasi 11.000 nuove assunzioni (contro le 7.000 del trimestre precedente). Certo, sono numeri ancora bassi rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, ma denotano la volontà di continuare ad essere protagonisti e di non lasciarsi travolgere dagli eventi”.

“Non solo – aggiunge Galimberti – l’indagine rileva l’intenzione di creare posti di lavoro più stabili. Il dato è desumibile dal ‘peso’ raddoppiato dei contratti a tempo indeterminato che, nelle previsioni relative al mese di ottobre, sfiora un terzo del totale. La nuova situazione potrebbe indurre alcuni imprenditori a posticipare le assunzioni, ma rimane un’indicazione chiara dei loro propositi nel medio periodo, come pure la crescita della quota di ‘high skill’ e di laureati ricercati”.

In quali settori

Nel 4° trimestre 2020, il 35,4% delle entrate previste (contro il 29,9% del 3° trimestre) si concentra nel comparto industriale: si tratta di 3.810 nuovi contratti, di cui 670 riguardano il settore delle costruzioni. L’intero comparto mostra un incremento delle assunzioni dell’82,3% rispetto ai tre mesi precedenti (Como +102,6% e Lecco +57,9%), ma un calo del 25,4% nei confronti dello stesso periodo del 2019 (Como -23,5% e Lecco -28,2%).

 

Gli ingressi previsti nel terziario sono 6.950 (ovvero il 64,7% del totale, in calo rispetto al 70,1% del 3° trimestre); in particolare, le nuove assunzioni previste sono 1.700 nel commercio, 1.200 nel turismo e 4.040 negli altri servizi. L’intero comparto mostra un incremento delle assunzioni del 42,1% rispetto ai tre mesi precedenti (Como +41,4% e Lecco +43,8%) e un calo del 23,7% nei confronti dello stesso periodo del 2019 (Como -25,5%; Lecco -19,2%).

Contratti più stabili

Nel mese di ottobre 2020, sulle 4.030 assunzioni programmate dalle imprese lariane, la quota con contratto a tempo indeterminato risulta quasi doppia rispetto al dato di luglio (30,8% contro 15,6%), ed è superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 30% e 29,3%).

Lecco sale dal 18% di luglio al 32% di ottobre, mentre Como dal 14% al 30%; Lecco si posiziona al 2° posto nella graduatoria regionale (dietro a Monza Brianza), mentre Como risulta 5a (dietro anche a Mantova e Milano, entrambe con il 31%). A luglio i due territori lariani precedevano la sola provincia di Sondrio, piazzandosi al 10° e 11° posto.

I contratti di apprendistato rappresenteranno il 9,2% delle assunzioni lariane (quota pressoché stabile rispetto al 9,4% dell’indagine precedente); continuano ad essere più utilizzati a Lecco, ma la quota provinciale scende dal 26% di luglio al 10%; a Como questa forma contrattuale è utilizzata per il 9% delle assunzioni previste a ottobre, in decisa crescita rispetto all’1% dell’indagine precedente.

Scende dal 66,7% al 55,8% la quota di nuovo personale che le imprese hanno previsto di assumere con contratto a tempo determinato (la quota di Como, pur in calo dal 73% al 56%, rimane più elevata di Lecco, che passa dal 54% al 55%). Solo il 4% delle assunzioni previste dalle imprese lariane a ottobre riguarda altre forme contrattuali; questa tipologia rimane più utilizzata dalle aziende comasche (5% contro il 2% delle aziende lecchesi; la quota di queste ultime rimane invariata rispetto a luglio, mentre quella di Como era del 12%).

A Como, la maggioranza dei nuovi ingressi a tempo indeterminato previsti a ottobre si concentra nel manifatturiero (anche se la quota scende dal 62% al 44% delle assunzioni totali di quel settore); viceversa, il terziario vede una netta prevalenza di contratti a tempo determinato (sia nel commercio che nei servizi alle persone il 67%; nei servizi alle imprese il 55%; nel turismo il 42%); questa è anche la modalità prevalente delle assunzioni nelle costruzioni (65%). Significativo il ricorso alle altre forme contrattuali nel turismo (27%, quota seconda solo a Varese tra i territori lombardi).

A Lecco, i comparti con la più altra quota di assunzioni a tempo indeterminato sono il manifatturiero e i servizi alle imprese (entrambi con il 41% dei nuovi ingressi previsti; da segnalare una decisa crescita della quota del primo, che a luglio era attestata al 25%); il tempo determinato è maggiormente utilizzato nei servizi alle persone, nel commercio e nelle costruzioni (rispettivamente 76%, 59% e 58%).