Lecco punta sul Piano Mattei: al via il confronto per nuove partnership con l’Africa

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Un momento dell'inconro di ieri durante il collegamento con Palazzo Chigi
Un momento dell'inconro di ieri durante il collegamento con Palazzo Chigi

Il Comune vuole mettere in rete imprese, formazione e mondo sociale per individuare progetti concreti nei 18 Paesi coinvolti

“Vogliamo che questo incontro sia l’inizio di un percorso e non un appuntamento isolato”, ha sottolineato il sindaco Filippo Boscagli

LECCO – Non un progetto già definito, ma l’avvio di un percorso per capire come Lecco possa mettere a sistema le proprie competenze e intercettare le opportunità offerte dal Piano Mattei per l’Africa. È questo, in sintesi, l’obiettivo del confronto avviato dal Comune di Lecco con il mondo economico, imprenditoriale, associativo e dell’economia sociale del territorio.

Un primo passo è stato compiuto ieri, martedì, nel corso dell’incontro “Lecco, Piano Mattei e Cooperazione internazionale”, ospitato nel tardo pomeriggio in sala Giunta. Attorno al tavolo si sono confrontati rappresentanti delle associazioni di categoria e del sistema economico lecchese, insieme ai principali soggetti pubblici coinvolti nell’attuazione del Piano Mattei. In collegamento da Palazzo Chigi è intervenuta anche la struttura di missione per il Piano Mattei della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il coordinatore vicario Lorenzo Ortona.

L’obiettivo: trasformare le competenze lecchesi in progetti

L’idea alla base del percorso è quella di mettere in relazione le eccellenze e le competenze presenti sul territorio lecchese con le possibilità di collaborazione offerte dal Piano Mattei nei 18 Paesi africani coinvolti.

Il Comune vuole capire in quali ambiti Lecco possa proporsi come interlocutore concreto: attraverso le proprie imprese, il sistema della formazione, le competenze tecnologiche e produttive, il mondo della cooperazione e dell’economia sociale.

L’obiettivo, almeno in questa fase, è quindi raccogliere proposte ed esigenze del territorio per verificare quali possano trasformarsi in progetti e partnership concrete. Un percorso che potrebbe riguardare, a seconda delle competenze e delle opportunità individuate, collaborazioni imprenditoriali, iniziative di formazione, trasferimento di conoscenze e progetti di innovazione.

Il punto centrale è che non si tratta, almeno per ora, di un singolo progetto già finanziato o pronto a partire, ma della volontà di costruire una rete tra il territorio e le istituzioni nazionali per individuare possibili occasioni di collaborazione internazionale.

Il dialogo tra Boscagli e Meloni

L’iniziativa nasce anche dal dialogo avviato dal sindaco Filippo Boscagli con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal quale è emersa la possibilità di valorizzare il patrimonio di competenze, relazioni internazionali e responsabilità sociale che caratterizza il territorio lecchese.

“La partecipazione di tutte le associazioni di categoria e dei principali dirigenti pubblici coinvolti nell’attuazione del Piano Mattei – ha sottolineato Boscagli – rappresenta un segnale molto importante. Lecco ha una storia e un’identità fortemente legate alla solidarietà, alla cooperazione e alla capacità di fare impresa nel mondo”.

Secondo il sindaco, il territorio può ora mettere queste caratteristiche al servizio di una nuova stagione di relazioni con il continente africano, costruendo “partenariati capaci di generare sviluppo reciproco”.

Nel suo intervento Boscagli ha richiamato anche la figura dell’ambasciatore Luca Attanasio, indicandola come riferimento per un modello di cooperazione fondato sulla costruzione di relazioni, sviluppo e futuro.

“L’inizio di un percorso, non un appuntamento isolato”

Il confronto dell’8 settembre rappresenta dunque un primo passaggio. Ora il Comune intende proseguire il dialogo con le associazioni di categoria e con gli interlocutori istituzionali nazionali, per raccogliere idee e individuare le prime aree nelle quali sviluppare possibili collaborazioni.

“Vogliamo che questo incontro sia l’inizio di un percorso e non un appuntamento isolato – ha concluso Boscagli –. La risposta del territorio ci dice che esiste una disponibilità concreta a lavorare insieme. Ora dobbiamo trasformare questa disponibilità in proposte, progetti e relazioni istituzionali che possano produrre risultati concreti per Lecco e per i nostri partner del continente africano”.

La sfida, quindi, sarà passare dal confronto alle progettualità. Per Lecco significa provare a presentarsi come un sistema territoriale organizzato, capace di mettere insieme imprese, formazione, innovazione e cooperazione internazionale e di trasformare queste competenze in opportunità concrete di collaborazione con i Paesi africani coinvolti nel Piano Mattei.

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