Presentato oggi il 16° Rapporto dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro
Durante i lavori un focus sugli “invisibili”: “Dobbiamo riuscire a far avvicinare al mercato del lavoro sempre più persone inattive”
LECCO – “Lecco a due velocità: il paradosso dell’occupazione, la sfida degli invisibili”: questo il tema al centro della mattinata di presentazione del 16° Rapporto dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro. Attivo dal 2010, l’Osservatorio opera in raccordo con quello regionale ai sensi del Protocollo d’intesa tra Regione Lombardia, Province lombarde e Città Metropolitana di Milano per il coordinamento del sistema degli Osservatori del mercato del lavoro territoriali e la collaborazione nel Sistema delle conoscenze.
A introdurre i lavori è stato Ezio Vergani, Presidente Camera di Commercio di Como-Lecco: “Partiamo da un dato importante: quello di un tasso di disoccupazione al 2,6% credo sia uno dei dati migliori a livello mondiale, però si può sempre fare di meglio e, in effetti, c’è la possibilità di recuperare le persone inattive”.

“Un dato della disoccupazione incredibile, ma un dato che ha dentro di sé delle criticità – ha detto il sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza -. In primis quella del reperimento di personale altamente qualificato. Un’altra sfida interessante è quella degli invisibili e va di pari passo con il cambiamento di scenario che riguarda alcune filiere del territorio: forse propri lì c’è spazio per queste persone che devono essere rimotivate e recuperate sul mercato del lavoro”.

“L’anno scorso ci aveva molto colpito l’approccio delle nuove generazioni al lavoro e la ricerca di un impego che garantista una certa qualità di vita e non era solo una questione di stipendio – ha detto la presidente della provincia di Lecco Alessandra Hofmann – ma anche di tempo libero, qualità di vita, conciliazione soprattutto per le donne. E proprio su quest’ultimo tema c’è ancora tanto da lavorare. La nostra provincia è davvero tanti anni che è sotto al 3% per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, però c’è una nicchia di invisibili che facciamo fatica ad individuare e che potrebbe entrare nel mercato del lavoro. Questo studio ci fornisce sicuramente nuovi spunti di riflessione”.

A entrare nel merito del 16° Rapporto dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro sono stati i vertici della società di consulenza PTS Andrea Gianni e Luca Schionato.
“Ci sono dei segnali di cui bisogna prendere atto e non possono essere messi in discussione – ha detto Gianni -. Anche in una realtà positiva come quella del Lecchese c’è qualche problema, però siamo qui anche per trovare quelle aree grigie in cui si annida qualcosa di pericoloso e critico che potrebbe cambiare questa positività. Il tasso di disoccupazione è un dato di cui andar fieri, Lecco è settima in Italia. Fra le prime sette, però, ben quattro realtà sono lombarde, perciò abbiamo la fortuna di essere in un contesto virtuoso”.
Gianni, però, ha messo in guardia tutti sul come va letto un dato del genere: “Un tasso di disoccupazione così basso è un dato da esibire come fiore all’occhiello, però quando questo tasso di disoccupazione diventa basso non perché si alza il tasso di occupazione ma perché c’è meno gente che cerca lavoro, allora questo dato è da prendere un pochino con le molle. E questo è proprio ciò che è successo quest’anno: il fatto che siano diminuite le persone che cercano lavoro non è un dato positivo”.
Chi sono queste nuove persone che son mancate nel mercato del lavoro? Dove sono i bacini in cui sono presenti persone da attivare? Questi sono alcuni dei temi a cui si è cercato, attraverso il report, di dare una risposta: “Di pari passo ai temi dell’inclusione, dell’upgrading, della conciliazione, c’è quello della riattivazione di queste persone per far sì che una forza lavoro in calo torni a crescere. La questione del mismatching tra domanda e offerta continua a essere un tema di grande attualità”.

Entrando nel merito dei dati, per quanto riguarda il tasso di inattività, il dato di Lecco è il peggiore di tutta la Lombardia senza particolari differenze di genere. Lecco è anche al 44° posto in Italia per tasso di occupazione femminile. Poi, come si diceva, c’è il dato della contrazione della popolazione attiva: secondo i dati Istat, nel 2025 le forze di lavoro in provincia di Lecco scendono sotto le 143.000 unità, con una diminuzione di circa 5.900 persone rispetto al 2024 (-4%). Si tratta del calo più rilevante dell’ultimo decennio, al netto della parentesi pandemica. A questa dinamica si associa un aumento significativo delle persone inattive, che superano le 68.000 unità (+7,6%), determinando un tasso di inattività pari al 67,2%, il valore più basso degli ultimi vent’anni e il più contenuto tra le province lombarde.
La novità assoluta è il tasso di disoccupazione maschile che per la prima volta è al di sopra di quello femminile, ma anche in questo caso è dovuto al fatto che c’è una minor partecipazione delle donne al lavoro. Una valutazione simile sta dietro alla diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile: c’è un aumento effettivo dell’occupazione o ci sono meno giovani che si affacciano al mondo del lavoro? A tutto questo si aggiunge il problema demografico con un indice di vecchiaia che a Lecco è di 217 punti, ovvero ogni 100 giovani ci sono 217 Over 65 (in Lombardia l’indice di vecchiaia è di 195 punti e a livello nazionale è di 207 punti).

Altri dati su cui è stata posta l’attenzione è quello sulla Cassa Integrazione Guadagni, che pur non essendo ai livelli del 2024 è abbondantemente sopra ai livelli del 2023. Mentre i dati del Centro dell’Impiego parlano di un saldo leggermente migliore rispetto al 2024: “Però diminuiscono sia le cessazioni che le attivazioni, con una diminuzione maggiore delle cessazioni e non un aumento delle attivazioni come si potrebbe sperare”. Lecco, infine, nel 2025 è al penultimo posto (peggio solo Varese) per attivazione di lavoratori stranieri e al penultimo posto (peggio solo Sondrio) per imprese straniere.
Cosa serve per introdurre più persone nel mercato del lavoro? A introdurre il tema è stato Luca Schionato individuando 4 target specifici: “Lavoratori maturi, giovani, stranieri e donne. Quello dei giovani è il punto più delicato sul quale si gioca maggiormente una politica basata sugli equilibri (in sala presenti anche alcuni studenti delle scuole lecchesi, ndr). Per quanto riguarda gli stranieri non riusciamo ad attrarre persone con formazione adeguata per un inserimento immediato perciò servono percorsi adeguati. Quello della conciliazione e servizi per il lavoro femminile resta un tema su cui bisogna continuare a lavorare”.

Dopo gli interventi di Lucia Abbinante, già Direttrice dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, esperta di politiche giovanili; Eugenio Gotti, Esperto di politiche del lavoro; Luciano Gualzetti, già Direttore Caritas Ambrosiana e Responsabile Casa della Carità di Lecco ed Elisabetta Ripamonti, Chief human resources officer della Gilardoni; a tirare le fila della mattinata di lavori è stato il consigliere delegato della provincia di Lecco Antonio Pasquini: “Dobbiamo riuscire tutti insieme, ciascuno per il proprio ruolo, a creare le condizioni affinché sempre più persone inattive, giovani e adulte, si avvicinino al mercato del lavoro, costruendo reti per intercettare gli invisibili e attivando servizi per riattivarli, formarli e accompagnarli alla ricerca di un’occupazione. Per favorire una maggiore partecipazione al lavoro, è fondamentale potenziare i servizi per la prima infanzia e per la cura degli anziani, incentivare modelli organizzativi flessibili, anche attraverso il coinvolgimento delle imprese, coinvolgere e riattivare i giovani “Neet” attraverso iniziative territoriali mirate. Allo stesso tempo bisogna promuovere percorsi di reinserimento lavorativo per le donne inattive, intercettare le persone fragili e accompagnarle in percorsi di riattivazione sociolavorativa. Inoltre, è necessario sviluppare una strategia più incisiva di inclusione della manodopera straniera. I dati mostrano chiaramente come questo bacino di risorse umane non sia ancora pienamente valorizzato dal sistema produttivo locale”.
I Centri per l’impiego di Lecco e Merate, compreso il servizio Collocamento Mirato, stanno proseguendo e intensificando le azioni già avviate in materia di integrazione tra sistema
formativo, politiche attive del lavoro e fabbisogni delle imprese, valorizzando strumenti
come il “Patto territoriale per le competenze, l’orientamento e il lavoro in provincia di Lecco” e la partecipazione con progetti territoriali agli avvisi “ZeroNeet” e “Including for Work”.

“Da questo di vista i Centri per l’Impiego stanno rafforzando il proprio ruolo di coordinamento della rete dei servizi al lavoro territoriali – ha continuato Pasquini -. Il territorio lecchese continua a rappresentare un laboratorio di dimensioni e caratteristiche ideali per progettare e attuare progetti innovativi in diversi campi, compreso quello delle politiche del lavoro. Come abbiamo visto, nonostante stiamo assistendo a un rallentamento del mercato del lavoro, le nostre imprese continuano a evidenziare elevate difficoltà di reperimento di personale, soprattutto nella sua componente più qualificata, ma non solo. Pertanto, diventa sempre più determinante lavorare sul tema dell’attrattività delle imprese, soprattutto nei settori che fanno più fatica di altri ad attirare un numero maggiore di persone che ambiscano o siano disponibili a lavorare in quei settori. Inoltre, vista la carenza di candidati, è fondamentale che le imprese promuovano sempre più politiche aziendali per accompagnare l’inserimento e la crescita delle persone, anche quelle che in apparenza possono sembrare meno performanti, ma che, adeguatamente formate e valorizzate, possono rappresentare un grande valore aggiunto per la competitività di ogni organizzazione. Promuovere un’offerta formativa qualificata e favorire sempre più la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, devono essere focus costanti su cui gli enti territoriali, le attività economiche, gli operatori accreditati, le parti sociali e gli ordini professionali devono concentrare sempre più la propria azione. La capacità del nostro territorio di agire “in rete” intercettando i bisogni di giovani e adulti è stata e continuerà a essere fondamentale. Le leve per intervenire sono molteplici e la Provincia di Lecco è fortemente impegnata in attività e iniziative che riguardano tutta la filiera dell’istruzione, a partire dall’orientamento, della formazione professionale e del lavoro”.

“Il basso tasso di disoccupazione della nostra provincia non deve farci dimenticare che esiste una fascia di popolazione che fatica a entrare e rimanere nel mercato del lavoro: si tratta di persone caratterizzate da un basso tasso di occupabilità, spesso dovuto anche alle condizioni personali e familiari. Dal punto di vista delle politiche del lavoro, il 2025 e questi primi mesi del 2026 sono ancora caratterizzati dall’attuazione del Programma Gol, la grande riforma delle politiche attive che ha prodotto importanti risultati anche nel nostro territorio e si concluderà nei prossimi mesi. Nel 2025 i Centri per l’Impiego di Lecco e Merate hanno preso in carico complessivamente 9.537 utenti “trattati” per l’adesione a GOL. Nello stesso anno i Centri per l’Impiego hanno attivato 1.162 Doti GOL, di cui 592 Doti Formazione. Parallelamente, gli operatori accreditati hanno attivato 2.326 Doti GOL, di cui 918 destinate alla formazione. Pertanto, complessivamente sono state avviate alla formazione 1.510 persone, di cui 585 coinvolte in percorsi finalizzati al rafforzamento delle competenze digitaliQuesta proattività si manifesta anche nei numerosi Job Days che i nostri Centri per l’impiego, in sinergia con il servizio Collocamento Mirato, organizzano capillarmente nel territorio, avendo cura di avvicinarci alle imprese e ai cittadini di ogni area della nostra provincia. Questa modalità è anche una delle più efficaci per intercettare almeno una parte degli ‘invisibili'”.
LEGGI QUI IL RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO PROVINCIALE DEL MERCATO DEL LAVORO
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