Previdenza complementare, Cisl: “Strumenti che devono restare patrimonio della contrattazione collettiva”

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Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della CISL Monza Brianza Lecco

Firmato un Avviso Comune con sindacati e associazioni datoriali

Al centro la difesa della contrattazione collettiva, del contributo datoriale e del ruolo dei fondi pensione negoziali

LECCO – “Gli strumenti di previdenza complementare sono e devono rimanere in capo esclusivamente alla contrattazione collettiva”. È la posizione espressa dalla Cisl Monza Brianza Lecco dopo la sottoscrizione, lo scorso 26 maggio, dell’Avviso Comune firmato insieme a Cgil, Uil e alle principali associazioni datoriali nazionali.

L’intesa, sottoscritta con Confindustria, Confapi, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Confservizi, CNA, Casartigiani, Legacoop, Confcooperative e AGCI, punta a rafforzare il secondo pilastro previdenziale, salvaguardando il ruolo della contrattazione collettiva e la sostenibilità dei fondi pensione negoziali.

Secondo la Cisl, il valore dell’accordo risiede soprattutto nella riaffermazione del principio di bilateralità e dell’autonomia delle parti sociali nella definizione dei contenuti dei contratti collettivi nazionali e degli strumenti di previdenza complementare a essi collegati.

Uno degli aspetti centrali dell’Avviso Comune riguarda il contributo datoriale, considerato un elemento costitutivo della contrattazione collettiva e dei fondi pensione negoziali. Le parti firmatarie esprimono infatti preoccupazione per le disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di portabilità del contributo verso forme pensionistiche individuali o di mercato.

Per la Cisl e le altre organizzazioni firmatarie, una portabilità indiscriminata del contributo datoriale rischierebbe di indebolire il sistema della previdenza complementare costruito attraverso i contratti collettivi e di alterare equilibri definiti dalla contrattazione tra le parti. Per questo motivo viene ribadito che il trasferimento del contributo del datore di lavoro verso forme pensionistiche private dovrebbe avvenire esclusivamente nei casi previsti dai singoli contratti collettivi nazionali.

“Il contributo datoriale nasce all’interno di un equilibrio complessivo definito dalla contrattazione collettiva e rappresenta una componente fondamentale del modello negoziale sviluppato nel nostro Paese”, sottolinea la Cisl.

Il sindacato evidenzia inoltre il ruolo strategico dei fondi pensione negoziali come strumenti di welfare complementare sostenibile ed efficiente, capaci di integrare il sistema pensionistico pubblico e garantire una maggiore tutela previdenziale a lavoratrici e lavoratori.

A sostegno di questa posizione vengono richiamati i dati diffusi dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip). Alla fine di marzo 2026 le posizioni aperte nelle forme pensionistiche complementari risultavano pari a 11,9 milioni, in crescita dell’1,7% rispetto a dicembre 2025. Nei fondi pensione negoziali le posizioni hanno raggiunto quota 4,597 milioni, con un incremento di oltre 83 mila unità nei primi mesi dell’anno.

Numeri che, secondo la Cisl, confermano la centralità dei fondi negoziali nel sistema previdenziale italiano, anche grazie alla loro competitività in termini di costi di gestione e rendimenti.

L’Avviso Comune contiene infine la richiesta di aprire un confronto strutturato con le istituzioni per rafforzare ulteriormente la previdenza complementare. Tra le priorità indicate figurano una fiscalità più favorevole sulle prestazioni pensionistiche, una riduzione della tassazione sui rendimenti, incentivi agli investimenti nell’economia reale e una revisione del sistema sanzionatorio introdotto dalla Legge di Bilancio 2026.

“Pur condividendo la necessità di un sistema di vigilanza efficace e credibile – osserva la Cisl – è importante che il quadro sanzionatorio sia improntato a criteri di proporzionalità, ragionevolezza e sostenibilità economica, evitando un incremento dei costi che potrebbe incidere direttamente sulle posizioni individuali degli iscritti e sull’equilibrio complessivo del sistema”.

A ribadire la posizione dell’organizzazione sindacale è il segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco, Mirco Scaccabarozzi, che sottolinea la necessità di tutelare il modello della previdenza complementare costruito attraverso la contrattazione collettiva e il confronto tra le parti sociali.

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