Sanità privata, CISL dopo lo sciopero a Roma: “Contratto fermo da 12 anni, servono risposte”

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Manifestazione il 17 aprile a Roma con operatori da tutta Italia per il rinnovo del contratto nazionale

Al centro della mobilitazione salari, sicurezza e riconoscimento del settore socio-sanitario

LECCO – Una mobilitazione partecipata per chiedere il rinnovo del contratto e condizioni di lavoro più dignitose. La CISL Monza e Brianza Lecco interviene sulla manifestazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata, svoltasi a Roma nell’ambito dello sciopero proclamato per venerdì 17 aprile.

In piazza Santa Apostoli si sono riuniti operatori provenienti da tutta Italia, dando voce a un comparto del sistema sanitario e socio-sanitario che da tempo attende risposte. Al centro della protesta, il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, fermo da dodici anni, e la richiesta di un adeguamento delle condizioni economiche e professionali.

La mobilitazione ha evidenziato il ruolo svolto quotidianamente dal personale della sanità privata e delle RSA, ritenuto non adeguatamente riconosciuto sia sul piano salariale sia su quello professionale. Tra i temi principali affrontati durante la giornata, il rinnovo immediato del contratto, l’adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, il miglioramento delle condizioni di lavoro e della sicurezza e il pieno riconoscimento del valore sociale e sanitario del settore.

Significativa anche la partecipazione dai territori della Brianza. Tra le province di Monza-Brianza e Lecco si stima la presenza di circa 10.000 addetti nella sanità privata e nel comparto socio-sanitario accreditato, una componente rilevante del sistema di cura locale che ha preso parte alla mobilitazione chiedendo diritti, dignità e riconoscimento.

La manifestazione rappresenta, secondo Cisl Monza e Brianza Lecco, un segnale chiaro: i lavoratori non intendono più attendere e chiedono l’apertura di un confronto con le controparti datoriali e le istituzioni. In assenza di risposte concrete, non si escludono ulteriori iniziative di mobilitazione a sostegno dei diritti del personale e della qualità del servizio sanitario offerto ai cittadini.

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