Elena Panzeri membro del Consiglio delle Agenzie di Viaggio di Confcommercio Lecco racconta le nuove abitudini tra sicurezza, qualità e voglia di partire
Tra le mete più richieste Mediterraneo, Nord Africa e Oriente, mentre le aree vicine ai conflitti vengono evitate
LECCO – “Il nostro lavoro è vendere sogni ed esperienze di valore, per le quali le persone attendono mesi e che non vedono l’ora di vivere. Si viaggia ancora e si continuerà a viaggiare, ne abbiamo bisogno, e il quadro non è drammatico come spesso si dipinge: sono positiva”.
Queste le parole di Elena Panzeri dell’agenzia viaggi Vecchie Mura di Lecco e membro del Consiglio delle Agenzie di Viaggio di Confcommercio Lecco in merito alle abitudini di viaggio dei lecchesi, tra desiderio di partire, ricerca di sicurezza e nuove esigenze emerse negli ultimi anni.
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, dall’osservatorio dell’agenzia non emergono cali nelle prenotazioni o nell’organizzazione dei viaggi, tutt’altro.
“In seguito ai recenti risvolti geopolitici, abbiamo avuto un rientro notevole in agenzia, perché le persone necessitano maggiormente di un supporto da parte dei professionisti del settore, a cui esporre i propri dubbi e da cui ricevere consigli – ha sottolineato Panzeri -. Ciò vale soprattutto per i viaggi più lunghi e per i tour: in questo momento storico si sente il bisogno di più tutela e di un confronto con le agenzie, che possono trasmettere un senso di sicurezza”.
Ed è proprio la sicurezza la parola chiave della prossima stagione estiva, che vede una crescente attenzione nella scelta delle destinazioni.
“Da agenzia del territorio, ci risulta che ci sia un’attenzione crescente nei confronti della scelta delle destinazioni turistiche, alla luce delle guerre. L’italiano medio, rispetto agli altri turisti europei, è sempre stato più attento ai rischi, e questa caratteristica si sta accentuando”.
Tra le mete più richieste spiccano il bacino del Mediterraneo, con Spagna, Francia e Grecia favorite anche dal clima estivo. Tengono bene Tunisia, Egitto e Marocco, spesso scelti per la presenza di tour organizzati. Sul lungo raggio continua invece a crescere l’interesse per l’Africa, in particolare Kenya e Tanzania, oltre all’Oriente sotto l’Equatore, con Indonesia e Malesia tra le destinazioni più richieste.
Le aree vicine ai conflitti risultano invece meno attrattive. Tra le mete in calo figurano Emirati Arabi Uniti, Qatar e Giordania, penalizzate sia dalla collocazione geografica sia dal clima poco favorevole durante l’estate.
Sorprendentemente, ciò che per il momento non sembra essere cambiato sono i costi.
“Non ci sono stati aumenti di prezzi legati alla guerra. So che se ne parla tanto, ma la verità è che i tour operator hanno attuato il blocca prezzo – i costi dei pacchetti di viaggio vengono fissati in anticipo, quindi eventuali rincari successivi non gravano sul cliente, ndr – e le compagnie aeree non hanno ancora aumentato i prezzi dei carburanti, quindi, almeno al momento, tutto è sotto controllo”.
Le scelte dei lecchesi, dunque, non sembrano condizionate dall’aumento delle spese. “Sono sempre più attenti al rapporto qualità-prezzo, ma spendono mediamente molto per le loro vacanze”.
Secondo Panzeri, però, un altro spartiacque nelle abitudini di viaggio resta la pandemia.
“Dopo il Covid, la gente vuole viaggiare tanto, il più possibile. Infatti, nonostante la classica vacanza estiva lunga si faccia ancora, la tendenza è quella di viaggiare spesso, anche durante l’anno, con piccoli itinerari distribuiti”.
Tra gli aspetti diventati centrali dopo la pandemia c’è anche l’attenzione all’igiene e alla qualità delle strutture ricettive.
“Come dicevo, si cerca la qualità, soprattutto nella scelta dei luoghi dove pernottare. Oggi, i lecchesi sono disposti a spendere di più affinché sia garantita”.
Dai gruppi di giovani alle coppie appena sposate, fino alle famiglie e ai pensionati con più tempo libero, il pubblico delle agenzie continua a essere molto vario e a preferire, nella maggior parte dei casi, la prenotazione anticipata.
“Probabilmente, ciò che più è cambiato in questo periodo e che credo continuerà a cambiare in futuro è una controtendenza rispetto agli anni precedenti alle guerre e alla pandemia: il ruolo delle agenzie sta riemergendo, perché ciò che sta davvero crescendo è il bisogno e l’importanza del contatto umano”.
Il quadro complessivo è quindi quello di un turismo locale attivo e in crescita. La prospettiva delle agenzie del territorio non appare negativa, anche grazie al rapporto costruito negli anni con i clienti.
“I numeri ci sono, anche quest’anno la stagione turistica sarà buona, e il terrore generale che c’è stato sul tema del turismo si è rivelato un po’ fuori misura”.
Un messaggio positivo, quindi, quello con cui ha concluso Panzeri: “Mi piace trasmettere tranquillità e credo nel mio lavoro, perché esplorare luoghi nuovi riempie la vita. In questo mondo dobbiamo purtroppo convivere con realtà difficili e dolorose, e in quest’ottica il contatto umano e la bellezza della natura che ci circonda assumono più valore”.
La vacanza, tradizionalmente sinonimo di “pausa” e “riposo”, significa quindi anche “vita”, “occasione” e, in questo periodo, soprattutto “sicurezza”, senza rinunciare alla voglia di mettersi in moto, sfruttando le proprie energie e i propri sogni, con la speranza di riuscire a realizzarne almeno qualcuno.
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