Uil Lario chiede l’adesione completa alla misura regionale Nidi Gratis Plus

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Il sindacato lancia un forte appello alle istituzioni locali: “Basta conciliazione sulla carta”

“In un territorio a piena occupazione come Lecco, i servizi all’infanzia sono una necessità per le famiglie, non un optional”

LECCO – Con la misura regionale Nidi Gratis Plus a disposizione, il sindacato lancia un forte appello alle istituzioni locali affinché ogni strumento utile venga recepito e utilizzato fino in fondo. Così la UIL Lario accende i riflettori su un paradossale scollamento tra la programmazione teorica e la concretezza delle misure a sostegno delle famiglie lavoratrici del territorio lecchese.

La provincia di Lecco vanta storicamente uno dei tassi di disoccupazione più bassi d’Italia. Tuttavia, l’elevata occupazione porta con sé ritmi di vita complessi e pressanti per migliaia di lavoratori e lavoratrici impegnati ogni giorno in turni intensi, trasferte e pendolarismo verso le aree metropolitane.

“C’è una contraddizione – evidenzia Dario Esposito, Coordinatore Territoriale UIL Lario – che dobbiamo assolutamente superare: da una parte parliamo giustamente di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, investiamo risorse, apriamo tavoli e costruiamo programmazioni triennali; dall’altra parte rischiamo di lasciare inutilizzati strumenti che quella conciliazione la rendono concreta, come Nidi Gratis Plus”.

Il numero uno della Uil del Lario sottolinea come il tessuto economico locale richieda interventi concreti per evitare che i genitori – e in particolare le madri – debbano trovarsi di fronte a scelte penalizzanti tra il mantenimento del proprio posto di lavoro e la gestione familiare.

Dario Esposito

“Il fatto che Lecco abbia un basso tasso di disoccupazione – continua Esposito – non significa che le famiglie abbiano meno problemi. Anzi, significa che migliaia di persone lavorano, fanno turni, sono pendolari, escono di casa alle sei del mattino e rientrano la sera. È proprio dove il lavoro è diffuso che diventa ancora più importante costruire servizi che permettano di continuare a lavorare senza dover scegliere fra occupazione e famiglia”.

La posizione del sindacato è chiara: la conciliazione vita-lavoro non può limitarsi a un principio declamatorio nelle delibere di indirizzo, ma deve tradursi in risposte tangibili e  accessibili sul territorio attraverso un’adesione convinta e capillare dei Comuni alle opportunità di finanziamento e agevolazione esistenti.

Per la UIL diventano prioritarie una adesione capillare con il coinvolgimento diretto di tutti i Comuni lecchesi alla misura Nidi Gratis Plus, la continuità dei servizi attraverso l’integrazione tra orari lavorativi e orari di apertura degli asili nido e una coerenza programmatica con la trasformazione dei tavoli sulla conciliazione in azioni concrete e misurabili.

“Oggi il tema non è soltanto l’adesione formale a una misura regionale – conclude Esposito -. Il tema è capire quale idea di territorio vogliamo costruire: se pensiamo che la conciliazione sia davvero una priorità, dobbiamo essere coerenti. Le risorse già disponibili vanno utilizzate fino in fondo, altrimenti il rischio è che la conciliazione rimanga solo uno slogan e non diventi una condizione concreta per lavoratrici e lavoratori”.

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