L’appuntamento di Varenna ha riunito rappresentanti dell’imprenditoria, delle istituzioni, della finanza e del mondo associativo attorno al tema dell’attrattività
VARENNA – L’attrattività di un territorio non dipende da un solo fattore. Richiede imprese capaci di crescere, nuove iniziative imprenditoriali, investimenti, competenze e una collaborazione tra soggetti diversi. È stato questo il filo conduttore dell’Assemblea annuale del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Lecco e Sondrio, dedicata al tema “MAGNETI”.
L’appuntamento si è svolto il martedì scorso, nelle sale di Villa Monastero, a Varenna, dove si sono alternati imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, del mondo finanziario e dell’associazionismo.
Dopo i saluti istituzionali, ad aprire i lavori è stato Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, con un intervento dedicato al Lake Como Venture Lab e alla capacità del territorio di attrarre startup.
“A un territorio non basta essere attrattivo: bisogna anche costruire un orientamento, una propensione, perché l’attrazione funzioni”, ha spiegato Marco Campanari, illustrando il progetto di incubazione e accelerazione progettato e costruito da Confindustria Lecco e Sondrio in partnership con il Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano e con il sostegno della Camera di Commercio di Como-Lecco.
L’obiettivo del Lake Como Venture Lab è creare, all’interno di uno dei distretti manifatturieri italiani di eccellenza, un ecosistema di riferimento per le startup deeptech attive nei settori della Meccatronica e del MedTech.

“Il compito di un’associazione di imprese come la nostra è, innanzitutto, sostenere con grandissima forza le imprese esistenti, accompagnandole in una crescita sempre più virtuosa, ma è anche favorire la nascita di nuove imprese, di qualunque tipo, comprese le startup, imprese appena nate e che devono crescere”, ha aggiunto Campanari.
Il presidente ha quindi spiegato la scelta di concentrare l’attenzione su startup con caratteristiche tali da poter diventare scale-up: “Il tipo di startup su cui abbiamo deciso di concentrarci è quella che può aspirare a diventare una scale-up: una startup con un mix di innovazione del progetto, capacità di esecuzione per realizzarlo e un mercato potenzialmente così ampio da poter crescere molto rapidamente”.
A seguire si è svolto il confronto tra Giovani Imprenditori con Alessandro Goretti, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Lecco e Sondrio, Stefano Rossi, presidente del Comitato Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia, e Mauro Baietti, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Como.
Il tema del rapporto tra Regione e attrattività è stato affrontato da Massimo Sertori, assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica di Regione Lombardia.
Spazio quindi ai capitali e alla nascita di nuove imprese con Marco Mandelli, Chief Corporate & Investment Banking Officer di BPER Banca, e Ilaria Pigazzini, Head of Arcan Business di TXT Quence.
Il panel “Esperienze a confronto” ha riunito Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e Marta Raventós Moix, presidente di Cecot Joves Barcelona. Sul tema “Il punto di vista dell’azienda” sono intervenuti Andrea Appiani, HR Director di M.S.Ambrogio SpA, e Giacomo Sangalli, di M.S.Ambrogio SpA.
A chiudere i lavori è stato Alessandro Goretti, mentre la moderazione dell’incontro è stata affidata alla giornalista Alice Brivio.
Nel suo intervento conclusivo, Goretti ha sottolineato come l’Assemblea di Varenna non abbia l’obiettivo di fornire risposte preconfezionate, quanto piuttosto di mettere a confronto prospettive differenti.
“Come per ogni nostra assemblea, a Varenna non abbiamo la presunzione di dare risposte: preferiamo porci domande sulle quali riflettere insieme”, ha affermato il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Lecco e Sondrio.
Il tema dell’attrattività è stato ricondotto anche alla responsabilità dell’impresa e al rapporto con il territorio: “Spesso abbiamo toccato il tema della responsabilità sociale di impresa e, oggi, mi chiedo quindi quanto l’impresa debba fare per essere attrattiva e da quale punto in poi la questione diventa invece territoriale e collettiva”.
La riflessione ha quindi allargato il campo ai diversi attori coinvolti: “Oggi abbiamo guardato all’attrattività da prospettive molto diverse, con grande completezza di visioni e abbiamo sottolineato un aspetto che credo sia di importanza centrale: nessuno può costruirla da solo. Non l’impresa, non il territorio, non la politica, non il sistema finanziario. È il risultato dell’impegno, della collaborazione e dell’interazione fra tutti questi soggetti che può renderci complessivamente attrattivi”.
Prima della conclusione, Alessandro Goretti ha rivolto un ringraziamento al presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, alla presidente nazionale Maria Anghileri, agli ospiti intervenuti, ai componenti del Consiglio Direttivo, ai giovani imprenditori e ai partner che hanno sostenuto l’organizzazione dell’Assemblea.

Proprio Maria Anghileri ha portato nel confronto la questione delle riforme e delle condizioni necessarie per favorire la permanenza e gli investimenti dei giovani in Italia.
“All’Italia e all’imprenditoria giovanile servono riforme strutturali. A questo si affianca la nostra proposta di decontribuzione per i giovani che risponde ad una vera e propria emergenza”, ha sottolineato la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, richiamando il dato secondo cui “il cuneo fiscale in Italia è di 12 punti più alto della media OCSE”.
“Dobbiamo dare un segnale concreto ai giovani, che rappresentano il motore del cambiamento, e creare le condizioni per rimanere ed investire nel nostro Paese”, ha aggiunto Anghileri, annunciando che questi temi, insieme all’Intelligenza Artificiale, avranno ampio spazio nel prossimo convegno di Capri.
“Non si tratta solo di un’evoluzione tecnologica ma di una vera rivoluzione industriale che sta cambiando radicalmente il nostro modo di lavorare. Europa e Italia hanno un forte ritardo da recuperare e per riuscirci occorre puntare anche sulla diffusione dell’AI nelle imprese”, ha concluso.
Sul rapporto tra imprese e sistema finanziario è intervenuto Marco Mandelli, Chief Corporate & Investment Banking Officer di BPER Banca, main sponsor dell’iniziativa.
“Essere la banca dei territori significa saper accompagnare nella loro fase di crescita le imprese, dalle realtà più giovani e dinamiche alle grandi aziende impegnate in percorsi di sviluppo, investimenti e internazionalizzazione”, ha affermato Mandelli.
Per il manager, oggi alle imprese servono non soltanto risorse finanziarie, ma anche competenze e capacità di valutare i progetti: “Oggi sono necessarie non solo risorse finanziarie, ma anche competenze, visione e capacità di comprendere il valore dei progetti oltre i tradizionali parametri di valutazione”.
Da qui la scelta di un modello fondato sulla relazione con gli imprenditori: “Per questo crediamo in un modello di banca che affianca gli imprenditori nel tempo, costruendo relazioni basate sulla conoscenza reciproca, sull’ascolto e sulla condivisione degli obiettivi di crescita”.
La tecnologia, secondo Mandelli, può rendere più efficienti i processi, senza sostituire il valore del rapporto diretto: “La digitalizzazione ci aiuta a essere più veloci ed efficienti, ma il fattore decisivo resta la qualità della relazione”.
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