Investito da un’auto a metà dicembre mentre era a piedi, ha affrontato mesi di cure e fisioterapia
Dal 2023 gestisce l’edicola di Molina, punto di riferimento per il quartiere. “Ci vuole ancora un po’ di pazienza, ma adesso sto riprendendo piano piano”
MANDELLO – La serranda è tornata su e dietro il bancone c’è di nuovo Andrea Piganzoli. Dopo mesi di stop forzato, l’edicola di Molina, frazione di Mandello, ha riaperto e per il suo gestore è il ritorno a una quotidianità interrotta bruscamente a metà dicembre dello scorso anno, quando era stato investito da un’auto mentre si trovava a piedi.
“Sono ancora un po’ zoppetto e sto facendo fisioterapia, perché la caviglia deve ancora sistemarsi bene”, racconta Piganzoli. L’incidente era avvenuto lungo Via Cesare Battisti. Terminato il marciapiede, un’auto che stava entrando verso un parcheggio lo aveva urtato. Le conseguenze si sono fatte sentire a lungo. Piganzoli ha affrontato mesi di immobilizzazione e riabilitazione. “Fino a giugno ho tenuto il tutore e poi sono passato a quello mobile. Adesso non ho più niente, però ci vuole ancora un attimo di pazienza”.
Il ritorno in edicola, situata in piazza IV Novembre, è quindi avvenuto gradualmente, anche perché dopo una chiusura così lunga bisogna ricostruire passo dopo passo anche l’attività commerciale. “Mi stanno ricominciando a mandare un po’ di materiale. Avevo dovuto svuotare, perché i prodotti vanno in scadenza e i giornali o le pubblicazioni, se non li rendi, risultano venduti. Adesso ripartiamo con calma”.
La chiusura prolungata si è resa necessaria anche per una ragione molto semplice: Piganzoli gestisce l’edicola praticamente da solo. “Un familiare può anche aiutarti, ma i familiari lavorano. Assumere qualcuno, invece, non mi sarebbe convenuto e comunque non è facile gestire un’edicola se non conosci dove si trovano le cose, le abitudini dei clienti, tutto quello che c’è dietro”. Un mestiere che può sembrare semplice visto da fuori, ma che in realtà si regge su routine, rapporti con i clienti e conoscenza quotidiana del punto vendita.
Piganzoli è subentrato alla precedente titolare, Katia Conti, nel maggio 2023. Prima lavorava in fabbrica ad Abbadia Lariana. Poi è arrivata l’occasione che gli ha cambiato la vita. “L’edicola mi è sempre piaciuta. Avevo visto che ad Abbadia aveva chiuso e avevo chiesto a Katia qualche informazione per capire come funzionasse. Lei mi aveva detto che ci stava pensando. Poi, dopo qualche mese, mi ha detto che aveva deciso di lasciare e io le ho risposto: allora vengo io. Mi sono licenziato e ho fatto il passaggio diretto”.
Una scelta importante, arrivata a quasi cinquant’anni, e fatta con la consapevolezza che quello dell’edicola è un settore profondamente cambiato.

Piganzoli non nasconde le difficoltà di un mestiere che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con il calo della carta stampata e con l’informazione sempre più consumata online. “Il giornale oggi lo prendono soprattutto quelli della mia età in su. I ragazzi hanno altri interessi e ormai sul telefono vedono tutto subito. Se succede qualcosa oggi, online la notizia la leggi immediatamente e il giorno dopo, sul giornale, per molti è già vecchia”.
Un cambiamento che riguarda anche altri prodotti tradizionalmente legati alle edicole. “Anche i fumetti vanno meno rispetto a una volta, c’è meno passione per certe cose. Pure la Gazzetta non ha più i numeri di prima, perché durante il giorno gli aggiornamenti li trovi continuamente sul telefono”. Per questo oggi sopravvivere significa anche diversificare.
Nell’edicola di Molina, oltre a quotidiani e riviste, trovano spazio anche piccola cartoleria, articoli per bambini, giochi e carte Pokémon, oltre ai servizi di stampa e fotocopie. “Bisogna avere sempre qualcosina in più. Se facessi esclusivamente edicola sarebbe molto più difficile”, spiega Piganzoli. Anche la presenza delle famiglie e dei bambini del quartiere aiuta a tenere vivo il negozio: qualche acquisto prima di rientrare a casa, materiale per colorare, piccoli giochi, servizi rapidi.
La riapertura ha un valore che va oltre l’attività in sé. Durante i mesi di chiusura, per molti residenti della zona, soprattutto i più anziani, acquistare il giornale o accedere ai servizi dell’edicola significava doversi spostare più lontano. “Non sembra, ma da questa parte del paese mancava. Per prendere il giornale bisognava andare fino alla Statale”, racconta.
Piganzoli, del resto, il quartiere lo conosce bene: abita a Mandello, vicino a Molina, e prima ancora di diventare gestore era lui stesso cliente dell’edicola. Ora il ritorno dietro il bancone rappresenta anche la fine, almeno simbolica, di una lunga parentesi. “Ci vuole ancora un po’ di tempo, ma adesso sono di nuovo qui”.
E per Molina significa ritrovare non soltanto un’edicola, ma anche uno di quei piccoli presìdi di quartiere fatti di giornali, parole scambiate al volo e abitudini quotidiane che, quando mancano, si fanno sentire.
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