RistorExpo si chiude con quasi 20 mila presenze, operatori soddisfatti

Tempo di lettura: 4 minuti

Bilancio positivo per la 24esima edizione di Ristorexpo a LarioFiere

Quasi 20 mila presenze, premiazioni e conferenze a chiudere l’evento dedicato alla ristorazione

ERBA – Obiettivo raggiunto per la 24esima edizione di Ristorexpo, non solo per la nutrita partecipazione – quasi 20.000 presenze complessive in quattro giorni – ma anche per la soddisfazione espressa dagli operatori economici – espositori prima di tutto – a cui spetta il giudizio finale su Ristorexpo.

“Siamo estremamente soddisfatti della nostra partecipazione.” afferma Alfonso Sala dell’azienda Sala Romeo, “Abbiamo generato un alto numero di contatti e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla presenza di visitatori provenienti da tutta la regione”.
Anche Fabrizio Baraglia dell’azienda Fabar si dice soddisfatto della qualità dei contatti raccolti “tutti di ottimo profilo professionale”.

Prima volta, e non poteva essere diversamente, per la startup Growmore. “Abbiamo avuto diversi e interessanti contatti che si sono trasformati in ordini confermati a cui si aggiunge una notevole curiosità da parte del pubblico verso il nostro prodotto”.

Nella masterclass dell’ultimo giorno lo chef stellato Mauro Elli ha presentato una sua particolare rivisitazione di una ricetta classica del territorio: il risotto con le quaglie.

“Ho voluto rappresentare – spiega Mauro Elli – il mio impegno nel mantenere la tradizione attraverso l’innovazione dove l’innovazione significa ripresentare questi piatti con un approccio contemporaneo, attraverso la tecnica esecutiva. Partendo da un insegnamento del Maestro Gualtiero Marchesi, ho eliminato i grassi, i brodi e ho cucinato le quaglie nel miele. Ho tolto per raggiungere un’armonia, perchè l’armonia è conforto che è il tema di Ristorexpo di quest’anno. Stare bene vuol dire mangiare bene, una filosofia che dobbiamo divulgare. Dobbiamo educare i giovani al bello, al buono e al sano. E’ da sempre che credo nel conforto perchè andare al ristorante è un momento speciale e l’ospite ha diritto di ricordare questo momento anche dopo l’uscita dal locale.”

 

Dopo le premiazioni degli chef Vincenzo di Bella (vedi articolo) e Rozeta Xhaferri, attesissima è stata anche la premiazione della Ristorexpo Young Cup, il concorso a squadre per allievi delle scuole alberghiere, chiamati a cimentarsi in una gara complessa che prevede prove di cucina, di servizio in sala, di preparazione dei cocktail e anche di realizzazione di un piccolo spot pubblicitario.

Il podio è così composto: al terzo posto la squadra dell’Istituto Romagnosi di Erba, al secondo posto il team del Collegio Ballerini di Seregno e sul gradino più alto il team del Collegio Castelli di Saronno. Per la prova individuale della Ristorexpo Young Cup, che prevedeva la preparazione di un piatto a base di riso con l’utilizzo e la valorizzazione di prodotti territoriali, vince Christian La Rocca del CFP di Como. Presenta alla premiazione anche il Prefetto di Como Andrea Polichetti che è intervenuto salutando gli studenti delle scuole e ricordando loro che il sapere acquisito è il loro passaporto per la conservazione delle nostre tradizioni nel mondo.

Dopo l’importante Consiglio Regionale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi organizzato a Ristorexpo lo scorso lunedì 4 aprile alla presenza del presidente nazionale Lino Stoppani, nel quale è stata presentata e sottoscritta la carta dei valori della Ristorazione italiana, fondamentale riferimento per uniformare a valori comuni e condivisi gli operatori della categoria, anche la Fipe Como è convenuta a Lariofiere per la propria assemblea provinciale.

Nella propria introduzione il presidente Giovanni Ciceri, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto, in questi anni, dal gruppo “con grande rispetto, serietà e passione”. Ciceri ha orgogliosamente ricordato agli intervenuti che proprio il gruppo di Como è stato il primo a presentare un protocollo sulla gestione del Covid. “L’impegno ora” ha sottolineato il Presidente, “è trovare uniformità all’interpretazione della normativa soprattutto quella di natura sanitaria per poter permettere a tutti gli operatori di potersi confrontare con le stesse regole e gli stessi disciplinari a prescindere dalle Ats di riferimento”.