Riscontro positivo nell’incontro con i sindacati in Confindustria

L’azienda promette di modificare il piano di concordato

OLGINATE – Domani, venerdì’, i lavoratori della Maggi Catene rientreranno regolarmente in fabbrica: dopo tre giorni di proteste, la mobilitazione dei dipendenti dell’azienda di Olginate si è conclusa dopo l’incontro giudicato positivo tra sindacati e azienda, giovedì mattina, nella sede lecchese di Confindustria.

I lavoratori, in occasione dell’incontro, avevano effettuato un sit-in di fronte all’edificio di via Caprera che ospita l’associazione datoriale. Al centro del confronto, e delle proteste dei lavoratori, il Tfr destinato ai fondi integrativi pensionistici che l’azienda ha inserito tra i crediti non rimborsabili al 100% nel piano di concordato.

“Siamo riusciti a far mettere per iscritto l’impegno dell’azienda per modificare il concordato ad un tavolo istituzionale, quale è Confindustria Lecco Sondrio – afferma Maurizio Oreggia, segretario della Fiom Cgil che segue la vicenda insieme alla collega Elena Rossi   –. Il prossimo 26 marzo è previsto un incontro specifico con la presenza dei consulenti aziendali, per un aggiornamento volto a verificare l’impegno assunto di modifica della classe dei crediti maturati dai lavoratori”.


“ L’impresa ha garantito il suo impegno di modificare il piano – spiega Marco Oreggia della Fim Cisl – i lavoratori da domani torneranno al lavoro ma vigileremo che l’azienda mantenga le promesse”.

“Siamo riusciti grazie alla determinatezza e unità dei lavoratori a far fare marcia indietro all’azienda a riguardo del declassamento del Tfr da credito privilegiato a chirografari  – esulta Enrico Azzaro della Uilm – Chiaro che questo comporta una altro passaggio importante, la revisione del Piano concordatario nel suo complesso. Quindi la criticità rimane sul tappeto e attendiamo che si esprimano gli organi competenti. Detto ciò, per evitare altri incidenti, si è convenuto un percorso di verifiche e monitoraggio e incontri preventivi a fronte di situazioni significative. È interesse di tutti noi. che la Maggi ritorni a produrre e soprattutto riesca ad uscire da questa situazione, il knowout, brevetti , brand e competenza delle maestranze sono un valore aggiunto non indifferente”.