I parcheggi, secondo Confcommercio Lecco, non sono un problema ma un’infrastruttura essenziale
Alberto Riva: “La sostenibilità urbana non può essere costruita contro il commercio”
LECCO – Accessibilità e parcheggi come fattore decisivo per la tenuta del commercio e del turismo. È su questo che interviene il Segretario Generale di Confcommercio Lecco, Alberto Riva, richiamando il ruolo delle infrastrutture nella competitività dei territori.
“Le imprese del commercio e del turismo rappresentano un motore fondamentale per l’economia italiana. Dalle grandi città, alle località balneari o alle mete montane e lacustri, la vitalità del tessuto imprenditoriale locale dipende in larga misura dalla capacità di attrarre visitatori e clienti in modo semplice, rapido e confortevole. Tra i fattori determinanti per questa attrattività, l’accessibilità e la disponibilità di parcheggi rivestono un ruolo centrale”.
Un tema che, secondo Riva, incide direttamente sulla sopravvivenza delle attività economiche. “Un’attività commerciale o turistica, per prosperare, deve essere facilmente raggiungibile. Strade ben collegate, trasporti efficienti, segnaletica chiara e parcheggi adeguati costituiscono un ecosistema indispensabile. Se raggiungere un centro storico, un’area commerciale o una struttura ricettiva diventa complicato, costoso o stressante, il consumatore tende a orientarsi verso alternative più comode“.
Il rischio, aggiunge, è che ogni ostacolo si traduca in una perdita concreta: “L’accessibilità non è soltanto una questione di mobilità privata: è un fattore economico strategico. Ogni barriera logistica si traduce in una potenziale perdita di clientela”. Nel turismo, prosegue, “l’esperienza del visitatore inizia dal momento dell’arrivo: difficoltà nel trovare parcheggio o lunghi tempi di percorrenza incidono negativamente sulla percezione complessiva della destinazione”.
Nel dibattito pubblico, osserva Riva, i parcheggi vengono spesso considerati un problema da ridurre. “Tuttavia, per le imprese del commercio e del turismo, i parcheggi rappresentano un’infrastruttura essenziale. Un numero insufficiente di posti auto, tariffe eccessive o una gestione inefficiente possono scoraggiare i visitatori occasionali e ridurre la frequenza di quelli abituali”. A risentirne, in particolare, sono le piccole e medie imprese dei centri urbani, più esposte rispetto alle grandi strutture collocate in aree dotate di ampi spazi di sosta.
Da qui il richiamo al pericolo della desertificazione commerciale. “Quando l’accessibilità viene trascurata, il rischio è la progressiva desertificazione commerciale. Negozi che chiudono, vetrine spente, meno servizi per residenti e turisti: un circolo vizioso che impoverisce l’intero territorio”.
Il confronto con la sostenibilità ambientale è inevitabile, ma per Riva non può tradursi in penalizzazioni per il sistema economico. “Parlare di accessibilità oggi significa inevitabilmente confrontarsi con i temi della sostenibilità ambientale, della qualità dell’aria e della vivibilità urbana. Tuttavia, sostenibilità non può voler dire penalizzare il commercio e il turismo“. La sfida, sottolinea, è “costruire un modello di mobilità che riduca l’impatto ambientale senza compromettere la vitalità economica dei centri urbani”, trovando “un equilibrio tra sostenibilità e funzionalità economica”.
In questo quadro, precisa: “L’equilibrio necessario non consiste dunque nell’eliminare i parcheggi, ma nel ripensarli in modo strategico“.
La pianificazione urbana, conclude, non è solo un aspetto tecnico ma una scelta che incide sul futuro delle città. “Una città ben pianificata non è quella che limita in modo rigido l’accesso, ma quella che organizza in modo intelligente flussi, spazi e servizi, creando un equilibrio tra qualità della vita e sviluppo economico“.
E sull’automobile aggiunge: “Se possiamo anche essere d’accordo che una pianificazione moderna non può basarsi esclusivamente sull’automobile, tuttavia non si può nemmeno ignorarla”. Per molte categorie resta “uno strumento indispensabile” ed escluderla “senza alternative adeguate significa restringere la platea potenziale di clienti”.
“Una città accessibile è una città competitiva. Una città competitiva genera investimenti, occupazione e vitalità sociale”.
Se la pianificazione non garantisce accessibilità, infatti, “il sistema economico locale inevitabilmente si indebolisce” conclude Riva.

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