L’attività 2024 dell’Ufficio Vertenze della Cisl Monza Brianza/Lecco
Mastroberti: “In aumento anche le dimissioni volontarie per motivi di malessere lavorativo e un incremento del 30% delle denunce di malattie professionali”
LECCO – L’Ufficio Vertenze della CISL Monza Brianza Lecco ha presentato il bilancio delle attività per l’anno 2024, evidenziando un aumento significativo nelle vertenze e nei recuperi per conto dei lavoratori assistiti.
Nel corso del 2024, l’ufficio ha recuperato complessivamente 6.538.281 euro per i lavoratori assistiti, di cui 4.358.854 euro in Provincia di Monza Brianza e 2.179.427 euro in Provincia di Lecco. I recuperi derivano da 3.488.380 euro per pratiche di fallimento e 3.049.901 euro per vertenze, registrando un incremento del 18% rispetto al 2023.

Il numero totale di lavoratori assistiti nel 2024 è stato di 3.483, con 2.089 nella Provincia di Monza Brianza e 1.394 nella Provincia di Lecco. Si è verificato un aumento delle vertenze, che sono passate da 812 nel 2023 a 1.016 nel 2024, segno di una crescente consapevolezza e necessità di tutela.

“Tra le tendenze più rilevanti si evidenzia un aumento dei lavoratori che si ammalano a causa del lavoro e si rivolgono a specialisti per il loro benessere psicofisico – ha precisato Antonio Mastroberti, Responsabile Ufficio Vertenze CISL Monza Brianza Lecco, presente alla conferenza insieme al Segretario Generale Mirco Scaccabarozzi e al Segretario Roberto Frigerio – si registra anche una crescita delle dimissioni volontarie per motivi di malessere lavorativo e un incremento del 30% delle denunce di malattie professionali, soprattutto legate alla salute mentale. Inoltre, vi è una maggiore attenzione verso i casi di discriminazione, specialmente per i lavoratori somministrati”.
Dal 2018 l’Ufficio Vertenze della Cisl ha messo a disposizione anche uno sportello dedicato proprio ai casi di discriminazione e molestie: “Un unicum a livello regionale, per quanto ne sappiamo – ha commentato il Segretario Generale Scaccabarozzi – per ribadire che la Cisl garantisce a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici di poter usufruire di questa tutela”.

Tornando alle vertenze, Mastroberti ha sottolineato come si concentrino principalmente nei settori dei servizi, metalmeccanico, tessile-chimico, edilizia e trasporti. Nel settore della ristorazione si rilevano frequenti casi di lavoro “grigio” o “nero”. Le problematiche più comuni riguardano il recupero crediti per stipendi non pagati, inquadramenti errati, straordinari non retribuiti e licenziamenti economici o disciplinari.
“Per evitare lunghi contenziosi, molti lavoratori scelgono la via della conciliazione extragiudiziale. Nel 2024 sono state sottoscritte 587 conciliazioni, prevalentemente per risoluzioni consensuali”.

‘Preoccupante’ è stato definito il numero di dimissioni assistite, 1.237, in diminuzione rispetto all’anno precedente: “Questo è un segnale di un mercato del lavoro meno dinamico e dunque in crisi” ha commentato Mastroberti “dal computo sono esclusi tutti quei lavoratori che hanno figli fino a 3 anni. Come sempre, il settore che vede il maggior numero di lavoratori è quello dei servizi a ruota/metalmeccanici. Sono però numerosi anche i lavoratori delle agenzie di somministrazione che si dimettono per essere assunti direttamente dai committenti”.

Sulle ragioni che spingono i lavoratori a rassegnare le dimissioni Mastroberti fa sapere che “sono prevalentemente di natura economica, ma anche per avere un ambiente di lavoro migliore, piuttosto che un lavoro che consenta la conciliazione vita-lavoro. Non sono infrequenti i casi di coloro che lasciano per dedicarsi alla famiglia, in particolare le donne, e non per propria scelta, purtroppo”.
Le procedure concorsuali nel 2024 hanno coinvolto 350 lavoratori, con un leggero incremento rispetto al 2023: “L’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa, due anni fa, non ha prodotto gli effetti sperati nella prevenzione dei fallimenti – ha detto Mastroberti – sono pochissime le aziende che han fatto ricorso alla Composizione Negoziata piuttosto che ai Concordati. I dati delle aziende fallite sono riconducibili a cattiva gestione aziendale piuttosto che a crisi settoriali”.
Il 2024 ha dunque confermato un incremento delle vertenze e delle richieste di tutela. L’attenzione verso i diritti dei lavoratori, le condizioni di lavoro e le discriminazioni sta crescendo, rendendo l’azione dell’Ufficio Vertenze CISL sempre più centrale nella difesa dei lavoratori.
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