Sul palco del De André i 16 candidati e i primi punti del programma tra giovani, casa, ambiente, cultura, mobilità e partecipazione
Il ritorno alla sfida di governo dopo dieci anni di minoranza e una visione sintetizzata nello slogan di una “Mandello più vivibile tutto l’anno”
MANDELLO – “Attraverso un bel percorso che abbiamo fatto lungo questi mesi, ci presentiamo per concorrere alla vittoria elettorale“. È con questo passaggio che Riccardo Mariani, candidato sindaco, ha aperto ieri sera al cineteatro De André la presentazione della lista Casa Comune Per Mandello Democratica, rilanciando la sfida per il municipio di Mandello. Un incipit che ha subito dato il tono alla serata: non solo la rivendicazione di una storia amministrativa e di opposizione, ma la dichiarata ambizione di tornare al governo del paese. Attorno a questa cornice si è sviluppato l’intero incontro, tra la presentazione dei 16 candidati e le prime linee di un programma costruito attorno a una formula ripetuta più volte dallo stesso Mariani, quella di una “Mandello più vivibile tutto l’anno”.
Nel suo intervento introduttivo, Mariani ha subito richiamato la storia politica e civica del gruppo: “Per chi ci conosce, abbiamo una storia lunga dentro questo paese di rappresentanza politica, anche di impegno civico”. Un percorso che, ha ricordato, ha già visto Casa Comune alla guida del paese per dieci anni, dal 2005 al 2015, prima dei dieci anni trascorsi all’opposizione. Il candidato sindaco ha rivendicato con nettezza il lavoro svolto in questi anni in consiglio comunale: “Oggi ci ripresentiamo dopo aver trascorso dieci anni in minoranza, con un gruppo consigliare molto competente, molto attento, molto scrupoloso nel fare il proprio lavoro di minoranza, di opposizione”.
Mariani ha anche insistito sul senso politico della competizione elettorale: “Durante i momenti delle campagne elettorali si partecipa, si compete, perché si vuole arrivare all’obiettivo”. E ha definito la serata come un momento costruito per mostrare insieme persone e contenuti: “Questa serata vuole essere un momento sicuramente di presentazione della lista delle candidate e dei candidati…Faremo anche qualche passaggio intorno ad alcuni elementi del nostro programma elettorale che è in fase di definizione”.

Uno dei passaggi più sottolineati del suo discorso è stato quello dedicato alla difficoltà, oggi, di costruire una lista completa: “Va detto anche questo, per onestà, che non è semplice in questo tempo storico costituire una lista“. Da qui il ringraziamento ai candidati per avere accettato una sfida che, ha detto, comporta sacrificio e disponibilità: “16 persone, 16 persone che sono il numero massimo consentito per i comuni come il nostro… Noi siamo riusciti a costruire una lista forte e competente“. E ancora: “Sono davvero grato a coloro che hanno deciso di accettare questa sfida. Perché non è facile”.
Sul piano politico, Mariani ha poi collocato con chiarezza Casa Comune nell’area del centrosinistra, pur ribadendo il carattere civico della lista. “Casa Comune da sempre si riconosce nel Partito Democratico, di Alleanza Verde e Sinistra, ma anche del Movimento 5 Stelle”, ha spiegato, precisando però subito dopo: “La nostra resta una lista civica, non c’è nessun obbligo di essere tesserati in nulla“.
La presentazione dei candidati
Dopo l’introduzione, il candidato sindaco ha chiamato sul palco, in ordine alfabetico, i 16 candidati. Ognuno ha spiegato il proprio percorso e il motivo della scelta di candidarsi.

Ad aprire il giro di interventi è stata Enrica Bartesaghi, 71 anni, nata a Olcio e residente a Mandello, già amministratrice di un’azienda informatica e oggi pensionata. Il suo intervento ha avuto un forte tono civile e politico. Ha ricordato di essere “presidentessa del comitato Verità e Giustizia per Genova”, nato dopo i fatti del G8 del 2001, definiti “la più grande violazione dei diritti umani in un paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale, secondo Amnesty International”. Ha poi richiamato l’esperienza del libro e della mostra Il filo rosso sui movimenti femministi a Lecco. La ragione della sua candidatura è stata spiegata così: “Dobbiamo tenere alta l’attenzione anche per difendere la nostra bella Costituzione” e “ho deciso di candidarmi con Casa Comune perché è ora di cambiare aria. La primavera è arrivata”.

Gaia Bazzi, 39 anni, di Somana, ricercatrice naturalista all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha spiegato di avere scelto di candidarsi per “contribuire a valorizzare il nostro bellissimo paesaggio e a mettere al centro l’ambiente”, definito “una risorsa necessaria per la qualità della vita di tutti noi”. L’obiettivo, ha detto, è “rendere Mandello un paese ancora più vivibile, accogliente e anche sostenibile”.

Luciano Benigni, già consigliere comunale e già presente nelle precedenti amministrazioni Mariani, oggi pensionato e attivo nel volontariato, ha detto di avere dato nuovamente la sua disponibilità “convintamente per impegnarmi nel paese Mandello”. La meta indicata è precisa: “rendere Mandello del Lario vivo e vivibile per tutti e per tutto l’anno”. Nel suo intervento ha citato anche Kennedy: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi invece cosa potete fare voi per il vostro paese”.

Marco Cameroni, 43 anni, analista programmatore, ha scelto una citazione per spiegare la propria adesione: “Le piante prosperano grazie alla cooperazione, non alla competizione”. È “proprio in questa idea di comunità”, ha detto, che si riconosce, motivo per cui ha scelto “di mettermi in gioco in prima persona, con impegno ed umiltà”.

Raul Cassinelli, 72 anni, ingegnere pensionato, ha spiegato di essersi ripresentato “dopo aver visto come si componeva la lista di quest’anno di Casa Comune”, aggiungendo di avere “una grande fiducia, soprattutto in Riccardo Mariani”. E ancora: “Quando ho visto tutte le persone che si sono accollate l’onere di partecipare a questa sfida, sono ancora più convinto”.

Franco Corti, 73 anni, libero professionista nel settore dell’energia elettrica e consigliere comunale uscente, ha spiegato così il senso della sua ricandidatura: “È importante in questo momento dedicare le energie, le competenze e il tempo alla comunità”. Per Corti, infatti, “la comunità è un bene prezioso che va coltivato, che va curato”.

Mariam El Seisy, 22 anni, laureata in scienze politiche e sociali all’Università di Bologna, ha raccontato che la scelta è maturata durante gli studi e una lunga esperienza all’estero. “È bello guardare il mondo, ma bisogna partire da dove si viene”, ha affermato, aggiungendo che “la politica è un processo che parte dal basso, dai propri vicini di casa, dagli enti locali”.

Marinella Fumagalli, 74 anni, oggi pensionata e volontaria attiva alla Cgil pensionati di Mandello, ha ricordato il proprio passato in fabbrica e poi nel settore pubblicitario. Ha spiegato il senso della candidatura con parole molto concrete: “Mandello è il paese in cui io sono nata e a cui tengo molto” e “mi piacerebbe poter collaborare… al cambiamento che potrebbe esserci in questo paese”.

Vanessa Gaddi, 47 anni, funzionaria di Regione Lombardia con una lunga esperienza nella pubblica amministrazione, ha raccontato di essersi avvicinata alla lista quasi casualmente: “Per caso ho incontrato Casa Comune, ho iniziato a partecipare agli incontri, è stata una piacevolissima scoperta”. Da lì la decisione: “Ho deciso così di mettermi in gioco”.

Raffaella Gaviano, 66 anni, operatrice sociale, ha spiegato di avere scelto di candidarsi perché “mi appassiona lavorare per il bene comune”. Ha aggiunto di volere mettere a disposizione del paese “un po’ di esperienza, un po’ di competenze” per renderlo “più vivibile, più accogliente”.

Stefano Gilardi, 40 anni, digital art director e presidente dell’associazione Sonica, ha sottolineato il valore della progettazione condivisa: “Ascoltare le persone non basta, serve di fatto dare loro gli strumenti e soprattutto gli spazi e i tempi per progettare insieme”. Da qui la scelta di candidarsi “perché credo fortemente che al centro della vita politica ci debbano essere le persone e le loro esigenze”.

Maurizio Leonelli, classe ’56, si è definito “un vecchio ambientalista”, ha ricordato la propria lunga attenzione alla politica locale e l’esperienza da assessore all’urbanistica. Il punto centrale del suo intervento è stato il desiderio di “cambiare registro” nell’amministrazione del paese.

Nikos Maggi, 73 anni, pensionato e volontario, ha ripercorso la propria vita lavorativa e l’impegno nel soccorso. La ragione della candidatura è stata espressa in modo semplice: “In un gruppo così affiatato e così bello non è facile trovarlo”.

Emanuela Milani, classe 1970 e insegnante di flauto traverso, ha spiegato di volere mettere a disposizione della comunità “questa mia competenza, questa voglia di fare”. Ha anche sottolineato di avere trovato “una squadra accogliente, molto coesa”, aggiungendo che “il gioco di squadra sia legato molto al successo”.

Edoardo Moneta, 23 anni, studente di ingegneria energetica e giornalista sportivo, ha condensato il proprio intervento in una frase che ben riassume uno degli assi della serata: “Vorrei che Mandello non fosse un paese da lasciare, ma fosse anzi un paese in cui arrivare”. E ancora: “il nostro paese tornasse a essere vivibile, vitale, dinamico”.

A chiudere il giro è stato Giuseppe Valsecchi, detto Pino, capogruppo uscente di Casa Comune e classe 1959. Ha spiegato di volere portare nuovamente “la mia passione, la mia competenza, la mia esperienza maturata in questi anni” a sostegno della candidatura di Mariani, per una Mandello “più vivibile, più aperta, più vicina al sociale, rispettosa dell’ambiente” e capace di “guardare un pochino al futuro”.
Il programma: “Una Mandello più vivibile tutto l’anno”
Dopo la presentazione della lista, Mariani ha introdotto il programma con quella che è stata, di fatto, la formula più ripetuta dell’intera serata: “Una Mandello vivibile o più vivibile tutto l’anno“. È questa, ha spiegato, “la parola chiave, la frase chiave che noi usiamo”. Secondo Mariani, il tema della vivibilità “abbraccia un po’ tutte le dimensioni” della comunità: “il tema della coesione sociale, il tema della cultura, dell’istruzione, del lavoro, dell’urbanistica, dell’ambiente, del paesaggio, della fragilità, il tema anche della sicurezza nelle sue diverse declinazioni”.
Un altro passaggio molto netto è stato quello sul metodo: “Crediamo fortemente che oggi abbiamo maledettamente bisogno…di un noi che si riproponga sulla scena delle comunità”. E ancora: “Nessun uomo solo o donna solo al comando, ma una compagine di persone che ci credono“.
Mariani ha anche chiarito che il programma nasce da un lavoro ancora aperto: “Qui c’è un cantiere aperto, non abbiamo ancora terminato il programma“. Ma ha voluto subito precisare che accanto alla visione c’è anche la concretezza, perché “ci dobbiamo occupare delle cose molto concrete“: pulizia del paese, decoro, viabilità, parcheggi, sport, turismo. Su questo punto ha voluto anche segnare una distinzione rispetto alla logica del “cambiare tutto”: “Non vogliamo mettere in discussione ogni cosa. No, siamo seri, crediamo nelle istituzioni”. Le opere già avviate, ha spiegato, saranno valutate “caso per caso”, decidendo “cosa continuare, forse eventualmente cambiare”.
Giovani, casa e frazioni
Il primo gruppo di lavoro ha affrontato i temi di comunità, giovani, qualità della vita e frazioni. A introdurlo è stato Mariani, spiegando che la domanda di fondo è: “Come facciamo a costruire un modello vivibile… un modello in cui possiamo sentirci tutti parte e scegliere soprattutto di restare?”.
Edoardo Moneta ha illustrato la proposta di creare uno spazio per i giovani, osservando che oggi “a Mandello manchino spazi reali di aggregazione giovanile, spazi culturali, spazi anche di ricreazione, spazi di crescita civile”. Da qui l’idea di “uno spazio ambivalente”, un luogo pubblico da recuperare e far vivere come spazio di coworking e studio di giorno, e come spazio sociale e culturale la sera: “per una birra tra amici, per vedere la partita, per anche proiettare dei cortometraggi, per fare degli incontri culturali”.
Mariam El Seisy ha invece affrontato il tema della casa: “Quando si parla di vivibilità non si può che partire dalla casa”. La proposta è lavorare, con l’ambito di Bellano, per “rivitalizzare l’Agenzia per i servizi abitativi“, così da mappare il patrimonio pubblico e privato e rimetterlo a disposizione dei cittadini. Ha portato un esempio preciso: “il complesso di Rongio: sono 13 appartamenti non sfruttati per carenze manutentive”. L’obiettivo è “ridare una vita e l’opportunità a chi ne ha bisogno di sfruttare questi spazi”.
Sempre Moneta ha illustrato il Patto delle frazioni, spiegando che nell’idea di paese di Casa Comune “le frazioni non sono delle macchie disseminate sulla mappa, ma sono parte integrante del tessuto di Mandello”. Lo strumento immaginato consiste in “assemblee annuali dove le frazioni possano incontrare l’amministrazione comunale e concordare dal basso delle piccole opere prioritarie”.
Ambiente, paesaggio e cura del territorio
Il secondo gruppo ha lavorato sul cuore ambientale della proposta. Mariani lo ha definito come il settore che riguarda “il cuore pulsante di una Mandello vivibile tutto l’anno”.
Pino Valsecchi ha spiegato che uno dei punti centrali è il tema di “alberi e verde urbano“, giudicato assente dalla recente variante di Pgt. La proposta parte da una “mappatura del patrimonio arboreo” e delle aree verdi pubbliche, perché, ha osservato, “prima di tutto bisogna anche conoscere”. L’obiettivo è quindi la cura dell’esistente, nuove alberature e una gestione programmata affidata a professionisti qualificati.
Accanto a questo, Casa Comune propone un “piano paesaggistico locale“, che dovrebbe diventare “uno strumento di riferimento per tutte le scelte del Pgt”, con l’obiettivo di “ridurre in maniera significativa il consumo di suolo” e preservare il paesaggio rurale. Tra le idee lanciate c’è anche quella delle “alberature di confine“, cioè fasce verdi tra zone produttive e aree residenziali, per attenuare gli effetti di uno sviluppo urbano definito “disarmonico”. Altro capitolo è quello dei sentieri. La lista punta a “mappare, valorizzare e mantenere quelli della rete esistente“, sia di bassa sia di alta quota, migliorando anche la segnaletica del paese per i turisti. L’obiettivo è inoltre valorizzare i collegamenti con le frazioni.
Infine il tema dei giardini pubblici a lago, sul quale Casa Comune aveva già condotto una battaglia politica. Secondo Valsecchi, i giardini dovrebbero restare”un luogo di pace, di serenità, di tranquillità, di verde” e non trasformarsi in uno spazio sovraccarico di strutture. “È ora di trovare per loro una dimensione effettiva“, ha detto, suggerendo anche di spostare in futuro le risorse comunali verso altre aree del paese.
Sviluppo locale, scuola e cultura
Il terzo gruppo ha affrontato i temi dello sviluppo locale, del lavoro, del turismo, della scuola e della cultura. Mariani ne ha sintetizzato il senso con una formula precisa: “sviluppo economico e qualità della vita devono poter procedere insieme“.
Vanessa Gaddi ha spiegato che l’idea è promuovere “uno sviluppo economico socio-economico del territorio attraverso una strategia integrata che miri a mettere al centro il lavoro”. Ha parlato di “monitoraggio costante dell’economia locale” per intercettare i bisogni reali di imprese e cittadini, di sostegno all’incontro tra domanda e offerta, di valorizzazione del saper fare e del commercio di prossimità. Un altro punto centrale è la sinergia tra scuola e lavoro, con il potenziamento dei percorsi formativi e l’idea di costruire “un ponte concreto tra il mondo dell’istruzione e quello produttivo”.
Sempre Gaddi ha poi introdotto il concetto di “scuola aperta“: “Non solo il luogo dove i nostri figli e le nostre figlie trascorrono le ore di lezione, ma una vera risorsa per tutta la comunità”. Una scuola intesa come “bene comune, ambiente partecipato, aperto, inclusivo e motore di cittadinanza attiva”.
Sul fronte della cultura, Emanuela Milani ha rilanciato il progetto di una “cultura tutto l’anno“, “tutti i mesi dell’anno, per tutti e in tutto il paese, frazioni comprese“. La chiave, per lei, è il dialogo con le associazioni: “le associazioni che sono tante a Mandello sono la linfa vitale di Mandello”. Da qui l’idea di rassegne, eventi e iniziative costruite evitando sovrapposizioni e valorizzando artisti locali, giovani emergenti e contaminazioni tra linguaggi. “Il dialogo è la base per creare qualcosa”, ha detto.

Mobilità, opere pubbliche e spazio urbano
Il quarto gruppo si è concentrato su mobilità, opere pubbliche e spazio urbano. Mariani ha ricordato che si tratta di temi decisivi per “lo scorrere delle nostre vite quotidiane“.
Franco Corti ha presentato tre punti concreti. Il primo è la soluzione della criticità viabilistica tra Motteno e via per Maggiana. Ha descritto via San Zenone come “una delle strade più trafficate di Mandello“, ma anche una strada dal calibro ridotto, oggi caricata di troppo traffico. Casa Comune vuole “trovare insieme… una soluzione che possa risolvere questo problema viabilistico”. Il secondo punto è il piano di eliminazione delle barriere architettoniche, pensato per mettere “al centro la persona” e rivolto non solo a chi ha problemi di mobilità, ma “a tutte le classi di età”, dai bambini agli anziani, fino a chi si muove in bicicletta.
Il terzo punto è stato definito “Green Deal 2030“, richiamando esplicitamente gli obiettivi europei. Corti ha spiegato che la lista vuole chiamare tutta la comunità a fare uno sforzo nei prossimi 5 anni per migliorare l’efficienza energetica, aumentare la produzione da fonti rinnovabili, ridurre il consumo di suolo e favorire una mobilità a basse emissioni. Una delle immagini più efficaci del suo intervento è stata questa: “i nostri tetti diventino i giacimenti di petrolio locali“.
Partecipazione, relazioni territoriali e buon governo
L’ultimo gruppo ha lavorato sul tema delle relazioni territoriali, della partecipazione e del buon governo. Per Mariani, Mandello deve tornare a svolgere un ruolo di riferimento nella Riviera orientale: “alcune questioni non possono essere più trattate dentro il singolo paese“. Il riferimento è soprattutto a turismo, mobilità e sicurezza.
Luciano Benigni ha spiegato la visione in modo molto efficace: “Mandello è una città per le dimensioni, la definisco città“. Una realtà che “ha praticamente tutto“, dall’industria all’ambiente, dalle eccellenze sportive alle figure storiche. Ma, ha avvertito, “Mandello non può mettersi davanti a uno specchio e fermarsi lì”. Deve invece “guardarsi intorno” e diventare “capofila con i comuni di questa riva orientale” su programmi comuni legati a mobilità, turismo e sicurezza.
Raul Cassinelli ha poi sviluppato il tema della partecipazione con accenti molto netti. “Noi vogliamo trasformare il Comune in un laboratorio aperto“, ha detto, perché giovani e persone competenti possano portare idee “dall’inizio, sui tavoli di concertazione del comune”. La promessa è chiara: “ci proponiamo di non partire con nessun progetto che non sia stato ampiamente condiviso con tutta la comunità”.
Cassinelli ha insistito anche sul tema della trasparenza, precisando: “Vorrei parlare di trasparenza vera”. E ha spiegato che cosa intende: “Ogni intervento che si ha intenzione di programmare venga prioritariamente esposto molto bene alla comunità”, in modo che cittadini e cittadine possano comprendere davvero che cosa si vuole realizzare, commentarlo, criticarlo, migliorarlo.

La chiusura: “Trasparenza, partecipazione, responsabilità e attenzione al bene comune”
Nel finale è stato ancora Pino Valsecchi a riassumere il senso del percorso fatto fin qui. Ha parlato di “eccellente lavoro di gruppo“, ricordando che il programma è nato da candidati e membri di Casa Comune che “hanno lavorato insieme in gruppi divisi per argomento”. Un lavoro definito “intenso, condiviso di analisi del territorio e delle necessità dei cittadini”.
Valsecchi ha indicato i valori che, a suo dire, caratterizzano da sempre Casa Comune: “trasparenza, partecipazione, responsabilità e attenzione al bene comune“. Ha rivendicato la continuità di una storia che passa da Progetto Comune, dai due mandati amministrativi guidati da Mariani e dai lunghi anni di minoranza, fino alle battaglie recenti su giardini pubblici, area ex campeggio, variante di Pgt e scuola Sandro Pertini.
Da qui, infine, la motivazione dell’investitura di Mariani come candidato sindaco: “il gruppo di Casa Comune tutto ha individuato in Riccardo Mariani la persona che meglio incarna questi valori e competenze“. Non solo per i dieci anni già trascorsi alla guida del Comune, ma anche per “la passione e le capacità che mette in ciò che fa“.
I candidati della lista di Casa Comune per Mandello Democratica
CANDIDATO SINDACO
MARIANI RICCARDO – 17/12/1965 – Formatore e consulente in programmazione e progettazione sociale.
CANDIDATE E CANDIDATI
- BARTESAGHI ENRICA -15/11/1954 – Amministratrice azienda informatica, in pensione.
- BAZZI GAIA – 19/11/1986 – Ricercatrice naturalista.
- BENIGNI LUCIANO – 18/09/45 – Responsabile logistica aziendale, in pensione (attivo nel volontariato.)
- CAMERONI MARCO – 21/06/1982 – Analista programmatore.
- CASSINELLI RAUL – 19/10/53 – Ingegnere, in pensione.
- CORTI FRANCO – 04/06/1952 – Libero professionista (Consigliere uscente), volontario circolo Arci Mandello
- EL SEISY MARIAM – 8/10/2003 – Laureanda in scienze politiche e relazioni internazionali
- FUMAGALLI MARINELLA – 16/06/1951 – Lavoratrice in pensione, volontaria SPI Cgil Mandello.
- GADDI VANESSA – 10/11/1978 – Funzionaria Regione Lombardia
- GAVIANO RAFFAELLA – 24/02/1960 – Operatrice sociale
- GILARDI STEFANO – 09/07/1985 – Digital Art Director
- LEONELLI MAURIZIO – 16/05/56 – Agente polizia provinciale sett. Ambiente, in pensione
- MAGGI NIKOS – 21/06/1952 – Lavoratore in pensione.
- MILANI EMANUELA – 23/05/1970 – Docente di flauto traverso, musicista
- MONETA EDOARDO – 17/07/2002 – Laureando in Ingegneria e cronista sportivo
- VALSECCHI GIUSEPPE – 27/02/1959 – Funzionario di banca, in pensione (Capogruppo consiliare uscente), volontario circolo Arci Mandello.



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