Il giardino delle esperidi: “Un’altra medea” e “La congiura di nessuno”
Giovedì 2 luglio nella splendida Villa Sirtori di Olginate riprende Il Giardino delle Esperidi, festival di performing art nel paesaggio organizzato da Campsirago Residenza con la direzione artistica di Michele Losi.
Alle 21.00 va in scena con Un’altra Medea di Margine Operativo, performance che ibrida il teatro con la danza, il mito di Medea con la contemporaneità. Un’altra Medea, con la regia di Pako Graziani (ideazione di Alessandra Ferraro e Pako Graziani) e ispirato al romanzo di Christa Wolf, è un’immagine plurale, un’eco che risuona, una traccia polifonica, uno sguardo incrociato. In scena la performer Lucia Cammalleri evoca Medea non come una barbara incline alla violenza irrazionale, ma come donna detentrice di un sapere antico e profondo, legato al corpo e alla terra, che, come Cassandra, possiede un “secondo sguardo” e svela il crimine su cui si fonda il potere. È questo “secondo sguardo” che le fa scoprire un terribile segreto nascosto nel sottosuolo del palazzo reale di Corinto. Medea dovrà pagare per aver svelato il crimine su cui si fonda il potere.
Alle 22.00 Sergio Beercock presenta in anteprima nazionale La Congiura dei Nessuno, nuova produzione BABEL. La Congiura dei Nessuno, − con Giovanni Alfieri e Sergio Beercock che firma la regia insieme al testo e alle musiche originali – è una scrittura contemporanea che si ispira al mito dell’accecamento del ciclope, filtrata attraverso il prisma dell’alienazione moderna. La performance è ambientata in un futuro distopico, in cui il crollo delle tecnologie e delle intelligenze artificiali, ha riportato il mondo a uno stato post-storico dove il Progresso ha cominciato un processo al contrario. Pippo Sileno, figura tragicomica, è intrappolato in un ciclo senza fine di oppressione e autoinganno. La messa in scena è costruita su una continua tensione tra reale e simbolico. L’ambiente è una fabbrica distopica e al tempo stesso un non-luogo universale che si trasforma in un palcoscenico di resistenza poetica. Gli attori si muovono tra gesti rituali e azioni invitando il pubblico a interagire. Le musiche create e suonate dal vivo, sono elemento centrale dello spettacolo: l’uso di loop station, di suoni industriali e del black metal si intrecciano con i movimenti dei due performer, creando un’atmosfera sonora che è insieme straniante e coinvolgente. La Sikinnis – antica danza satiresca – è rielaborata nel labirinto contemporaneo, in cui i ritmi elettronici si mescolano con canti tradizionali, body-percussion e metal. Ogni elemento sonoro è pensato per amplificare il senso di oppressione e la tensione emotiva, fino a esplodere in momenti di catarsi musicale, in cui Sileno trova una temporanea liberazione attraverso il canto e il suono.
Dal 3 luglio il festival prosegue con l’ultimo weekend che, come ogni anno, si svolge a Campsirago con un ricco programma prima del gran finale di domenica 5 luglio.
Info, programma e biglietti: www.ilgiardinodelleesperidifestival.it



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