Corruzione all’Ortomercato di Milano, la Polizia arresta tre persone

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MILANO –  La Polizia di Stato, nella mattinata di martedì, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito una misura cautelare nei confronti di tre persone.

Sono stati contestati nello specifico il reato di istigazione alla corruzione ai due imprenditori, nonché agli stessi e al Direttore Generale di SO.GE.MI. il reato di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio commesso in continuazione

Le attività di indagine della Squadra Mobile di Milano hanno preso spunto dalla denuncia presentata, nel mese di febbraio 2018 da un dipendente della SO.Ge.M.I. addetto alle attività ispettive, nei confronti dei due referenti del consorzio AGEAS.

Le tre persone sono: Stefano Zani, 53enne, all’epoca dei fatti Direttore Generale di SO.GE.M.I. (partecipata del Comune che gestisce l’ortomercato di Milano) e oggi a capo della Direzione Affari Generali; Giorgio Gnoli, 62enne, originario di Milano e Vincenzo Marco,  54enne, originario di Taranto, questi ultimi due amministratori occulti della società AGEAS, consorzio di cooperative concessionario per le attività di facchinaggio da svolgersi in ausilio dei grossisti agroalimentari all’interno dell’Ortomercato.

“Gli amministratori occulti nel precedente mese di gennaio 2018 si erano infatti recati nell’ufficio dell’impiegato e gli avevano rivolto proposte di natura economica affinché si esimesse dall’avviare un procedimento sanzionatorio finalizzato alla revoca ad operare nei confronti di una delle consorziate – spigano dalla Polizia – Quest’ultima, infatti, aveva acquisito in maniera simulata un intero ramo di azienda di una concorrente in totale violazione delle norme in materia di evidenza pubblica”.

Le successive attività di indagine, nel corso delle quali sono state anche eseguite perquisizioni presso il domicilio ed il luogo di lavoro dei destinatari dell’odierna misura, hanno consentito di dimostrare “l’esistenza di un rapporto di natura corruttiva continuato e risalente nel tempo tra i due imprenditori e l’allora direttore Generale Stefano Zani – scrivono in una nota dalla Squadra Mobile – Nello specifico quest’ultimo, a fronte della costante dazione di denaro e di utilità di vario genere, ha consentito ai due di acquisire le commesse di facchinaggio in violazione delle norme in materia di appalti e ha ripetutamente e drasticamente ridotto, nei casi in cui sono state rilevate le infrazioni da parte di altri dipendenti di SO.GE.M.I., le sanzioni inflitte al consorzio e alle sue consociate”.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari, dr. Carlo Ottone De Marchi, che ha riconosciuto l’ipotesi accusatoria formulata dai Pubblici Ministeri dr. Maurizio Romanelli, dr.ssa Ilda Boccassini e dr.ssa Cristiana Roveda.


Riceviamo e pubblichiamo la nota di Foody-Mercato Agroalimentare Milano (Sogemi) diffusa attraverso l’ufficio stampa

 

“Come già reso noto dagli organi di stampa, nella mattina odierna la Questura di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Stefano Zani, Direttore Affari Generali di Sogemi Spa.  


In data 4 dicembre 2018 la Questura aveva già notificato a Zani una informazione di garanzia e l’attuale provvedimento sembra da ricollegarsi all’avanzamento delle indagini ad oggi ancora nelle fasi preliminari.

Per quanto a conoscenza della Società il Direttore risulta indagato per atti, comportamenti e responsabilità personali e che coinvolgimento la Società nella eventuale posizione di soggetto danneggiato.

Peraltro già dalla fine dello scorso anno Sogemi, in attesa del completamento del lavoro delle autorità competenti, aveva posto in essere alcune azioni organizzative al fine di tutelare i propri interessi, la propria immagine e la propria integrità patrimoniale provvedendo a circoscrivere le responsabilità del Direttore per evitare l’insorgere di qualsiasi potenziale conflitto di interesse.

Sogemi, ha fornito e continua a fornire ampia collaborazione alle Autorità e mantiene un atteggiamento prudente in ogni valutazione e commento di tale situazione.

Il Presidente Ferrero ha dichiarato il suo profondo rammarico ricordando che da ormai 3 anni la Società e l’azionista Comune di Milano sono impegnati in un intenso sforzo di rilancio strategico e operativo del Mercato Agroalimentare. Tali vicende comporteranno un ulteriore sforzo al fine di associare al Mercato la necessaria immagine di trasparenza e legalità del proprio operato”.