LECCO – “Da quando il sindaco Brivio aveva mediaticamente “dato i numeri” su alcuni possibili piccoli gesti quotidiani e relative azioni virtuose per ridurre le quantità di CO2 nell’atmosfera, mi viene naturale ‘fare di calcolo’ sulle esternazioni pubbliche dell’Amministrazione circa i benefici per l’ambiente che si potrebbero ottenere contrastando ‘l’effetto serra’ con varie modalità.

Del resto è di moda vestirsi tutti da paladini dell’ambiente, vista anche l’ondata di apprezzabile impegno civile derivata anche localmente dai cosiddetti “Fridays For Future”.
Solo che la comparazione delle cifre, agli occhi di chi vuol realmente approfondire, non può non rendere stridente il saldo tra presunte dichiarazioni virtuose e la realtà delle scelte di questa amministrazione, come purtroppo di molte altre in Provincia di Lecco.

E’ da lì che utilizzando anche i dati veicolati pubblicamente dal sindaco Brivio era apparsa tutta la contraddittorietà di iniziative, pur concettualmente apprezzabili, dell’amministrazione comunale quali la piantumazione di 22 alberi, legata ad altrettante scuole.

Alberi, che notoriamente svolgono un’azione di assorbimento della CO2, che stridono paurosamente con i circa 22 milioni di alberi che occorrerebbero per compensare le emissioni annuali del forno inceneritore di Valmadrera.

Ovviamente la contraddittorietà deriva plasticamente dalla posizione assunta dall’amministrazione lecchese che recentemente aveva avallato, con tutto il suo peso provinciale, la scelta di applicare un sistema di Teleriscaldamento all’inceneritore che, di fatto, allungherebbe di vari anni la vita dello stesso mentre esistono già da ora modelli virtuosi alternativi all’incenerimento , che si potrebbero iniziare ad implementare da subito.

Nei giorni scorsi su quasi tutti i media locali troneggiava il sorriso soddisfatto del sindaco, ed i commenti entusiastici dell’assessore all’ambiente, per quanto riguarda il recupero positivo a vari livelli – certamente sottoscrivibile – dell’uso delle “Casette dell’Acqua” sul territorio comunale.

Ma anche qui facendo 2 conti ( che riporto in fondo ) appare quest’altra stridente contraddizione : per “pareggiare” le emissioni di CO2 di un solo anno del forno inceneritore occorrerebbero quasi 8 secoli di costante uso benefico delle attuali “Casette dell’Acqua” comunali.

Ed allora come si può sottolineare la pur positività della “Casette dell’Acqua del Sindaco” come qualcuno le definisce per evidenziare la scelta di una efficace e virtuosa forma di azione pubblica, se poi si misconosce l’urgenza di cambiare registro, non solo ai fini di contrasto “all’effetto serra”, nella gestione dei rifiuti non imboccando da subito strade concretamente alternative all’incenerimento e annesso teleriscaldamento.

Teleriscaldamento indicato da molti come vero e proprio “cavallo di Troia” per continuare a bruciare rifiuti per molti anni, alla faccia di presunte alimentazioni “pulite” (mai specificate) che dovrebbero subentrare.

E anche il volenteroso assessore Dossi quando dimostrerà di sapersi emancipare da una visione di facciata del suo sindaco “rinverdendo” la sua precedente vena Legambientista ?
E così pure, quando il gruppo locale di “Fridays For Future”, così apprezzabilmente attivo nelle piazze di Lecco, saprà chiedere conto di queste contraddizioni ?

Emissioni annuali di CO2 dell’inceneritore : circa 130.000 ton.
Media benefici annuali delle “Casette dell’Acqua” per plastica risparmiata : 67 ton. (469 : 7 anni)
“ “ “ “ “ “ per minori trasporti : 108 ton. (756 : 7 anni)
Totale benefici annuali : 175 ton.
Anni equivalenti per “pareggiare” le emissioni annuali del forno inceneritore : 742 (130.000 : 175)

E se ho sbagliato i calcoli qualcuno lo dimostri, grazie ! In tal caso sempre pronto a ricredermi …”

Germano Bosisio