Lettera: “Non è il caso di costruire una nuova scuola?”

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LECCO – Riceviamo e pubblichiamo:

L’emergenza sanitaria ha portato in superficie le molte e diverse carenze del nostro Paese, tra queste le più conclamate sono legate all’ambito sanitario e a quello dell’istruzione.

Il Covid ha evidenziato a livello nazionale e locale l’inefficienza e la precarietà di un sistema allargato al privato. Non solo la sanità, ma anche la scuola è auspicabile che torni ad un sistema prevalentemente pubblico. Se non si torna al modello d’intervento pubblico e statale, il Comune faticherà a far fronte ad altri servizi essenziali per il cittadino, a causa dei contributi erogati grazie alla Convenzione con le scuole dell’infanzia paritarie, riconosciuti tra i più alti del nostro Paese.

Le scuole paritarie svolgono un importante servizio alla comunità, ma la discrepanza del numero delle scuole dell’infanzia paritarie rispetto a quello statale dello stesso ordine, in numero triplo a favore delle prime, non genera soltanto un aggravio economico per i contribuenti di Lecco, ma una sproporzione che costringe ad iscriversi alle paritarie.

La realtà di Lecco non solo capovolge i principi della nostra Costituzione, la quale valorizza il sistema statale rispetto a quello privato/paritario, ma con 5 scuole dell’infanzia statali contro il triplo (!!!) di quelle paritarie, si sono invertite le parti. A Lecco, la pretesa e sacrosanta libertà di scelta, sempre proclamata dai sostenitori del privato, da tempo è negata a chi intende accedere alla scuola pubblica.  Le richieste per le iscrizioni alla scuola pubblica sono tali che non possono essere esaudite.

Così, nell’indifferenza  di chi invece dovrebbe farsi carico di questi problemi, viene negata la libertà di scelta educativa.

I veloci cambiamenti di questo ultimo infausto anno, alla luce delle sperequazioni sempre più evidenti, dovrebbero spingere ad agire piuttosto che appiattirsi sull’esistente. Ogni cambiamento porta con sé nuove difficoltà, intralci, interessi calpestati, ma la domanda è quale linea di governo intende praticare la nuova Giunta.

Interrogativi che il nostro nuovo Sindaco e la nuova Giunta dovrebbero porsi, iniziando un quinquennio di Governo con uno sguardo lungo, che riesca ad andare oltre la situazione consolidatasi in città senza che nessuno abbia mai inteso scalfirla, non per sacrificare l’esistente che, ripeto, rende un servizio alla comunità, ma cercando soluzioni più equilibrate per le ragioni sopra esposte.

Un modo per risolvere almeno in parte questa annosa problematica sarebbe quello d’individuare nuovi spazi dove allestire una nuova scuola dell’infanzia o, meglio ancora, pensare ad edificarne una nuova. Proprio recentemente è stata venduta all’asta l’ex area File. Uno spazio interessante per un’eventuale nuova scuola, adiacente ad altri Istituti scolastici edificati in quell’ ambito urbano.

Al tempo del governo della Lega in città una scelta importante fu la costruzione della scuola dell’infanzia  Gli Aquiloni a San Giovanni . Un coraggioso passo avanti, ma purtroppo ancora insufficiente.  Il dato è lampante sulla base dei numeri locali.

Da allora ,nonostante le criticità fossero evidenti, non si è più pensato ad implementare il sistema scolastico statale. Lo stesso vale per gli asili nido: a Lecco se ne contano solo 2 e i punti gioco non possono supplire alla carenza del servizio. Perché il Comune, se non ha le risorse per costruire un nuovo nido, non pensa almeno ad una Convenzione con il nido dell’Ospedale, aperto in questi ultimi anni?

La scuola pubblica in Italia ha subito anno dopo anno tagli vergognosi. Ora assurge alle cronache vantandone tutta l’importanza imprescindibile non solo per la formazione dell’individuo, ma per il rilancio del Paese stesso. Lasciamo che ne parlino solo i giornali o nei talk show, o pensiamo che, a partire dalle realtà locali, si possa  fare finalmente qualcosa di equo e di concreto?

Viviana Parisi