Lettera. Sui cedri di Olginate: “La prudenza non è mai troppa”

Tempo di lettura: 2 minuti

OLGINATE – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Luigi Amigoni, cittadino di Olginate, sulla questione del taglio dei sei cedri dell’ex municipio.

“Pare che il taglio di alberi (pini, platani, ippocastani, tigli) anche secolari sia diventata una abitudine di molte amm.ni locali (Lecco, Malgrate, Lierna) e dal momento che è difficile pensare che sia una scelta scellerata di qualche folle occorre necessariamente prendere per buona la giustificazione data rispetto allo stato di salute di queste piante in rapporto a un eventuale rischio di loro caduta. Ricordo perfettamente che due anni fa a pochi metri da casa mia, incrocio via S. Maria – via Albegno, un pino si sradicò all’improvviso ostruendo interamente via S. Maria; non c’erano temporali in corso e solo il caso fece sì che in quel momento non transitasse un’auto o uno dei nostri ragazzi in bicicletta. Se ne ricorderanno bene i volontari della protezione civile locale che intervennero tempestivamente rimuovendo la pianta e consentendo la immediata riapertura della strada. Anch’io come tanti mi chiesi se chi ne aveva la competenza non avesse valutato prima una eventualità di questo tipo. Che ci siano poi pareri diversi tra gli agronomi è del tutto normale (vedi i virologi su coronavirus o ingegneri per il ponte Morandi), ma nessun agronomo credo si sbilancerebbe a garantire che una di queste piante possa tenere in caso di tromba d’aria o altro evento di questa natura. E allora è ragionevole convenire che la prudenza in questi casi non sia mai troppa e questo senza strumentalizzazioni e a prescindere dal legittimo orientamento politico di ciascuno. Suggerisco una passeggiata nei nostri poveri boschi abbandonati (io li frequento spesso) dove moltissimi sono gli alberi già caduti autonomamente e moltissimi altri andrebbero tagliati perché già morti, ma di questo nessuno ne parla (tantomeno gli ambientalisti ad orologeria e non mi riferisco certo a Legambiente), salvo poi chiedersi il perché di frane o incendi devastanti o ancora di torrenti che fuoriescono a causa del loro alveo ostruito. In quanto alle scritte sul muro, beh non facciamone un dramma, si cancelleranno… e senza abbattere il muro naturalmente!”