Appello ai candidati sindaci: serve un impegno concreto sulla legalità
Richiamati i precedenti giudiziari e il tema della presenza della criminalità organizzata a Lecco
LECCO – “Che fine ha fatto la Commissione antimafia del Comune di Lecco?“. È la domanda posta dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” alla vigilia della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in programma il 21 marzo.

A sollevare il tema è il presidente Roberto Fumagalli, che richiama l’attenzione sull’attività dell’organismo comunale, istituito nel 2022 su richiesta di diverse associazioni. “Dalla data dell’ultima convocazione, avvenuta il 9 marzo 2023, non sembra esserci traccia della Commissione, che anche sul sito del Comune risulta ferma al 2023″, sottolinea. “Ci risulta quindi che siano ormai esattamente tre anni che la Commissione antimafia non viene convocata”.

Secondo il Circolo, la mancanza di attività si inserisce in un contesto in cui “non mancano di certo i segnali del radicamento della criminalità organizzata e in particolare della ’ndrangheta”, con riferimento anche alla presenza riconducibile alla famiglia Coco Trovato e alle vicende giudiziarie del territorio, tra cui l’inchiesta “Metastasi”.
Il Circolo ricorda come, dopo l’istituzione della Commissione, si siano registrate soltanto due convocazioni, nel 2022 e nel 2023, e richiama la polemica nata in quell’occasione attorno alle dichiarazioni dell’allora prefetto Castrese De Rosa. “Dal 2023 nessun segnale di esistenza della Commissione”, afferma Fumagalli, aggiungendo che “non sia sufficiente, per un’Istituzione, occuparsi di legalità solo in maniera spot”.
Da qui l’appello rivolto al dibattito politico cittadino, anche in vista delle prossime elezioni comunali: “Il nostro auspicio è che si costruisca un percorso che si occupi concretamente del tema della legalità e della lotta contro la presenza delle mafie nel territorio del Comune di Lecco”.
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