CALOLZIOCORTE – Riceviamo e pubblichiamo due interventi a seguito dell’approvazione, in consiglio comunale a Calolziocorte, del regolamento sui centri di accoglienza.

Il comunicato stampa della Casa delle Sinistre.

“Abbiamo appreso con preoccupata indignazione che l’Amministrazione Comunale, con il voto contrario delle minoranze, ha approvato un dispositivo repressivo/preventivo che vieta in alcune zone del territorio comunale l’attivazione di centri di accoglienza per migranti. All’insipienza non c’è mai fine: ieri era il Sindaco del PD di Lecco a disporre l’asportazione delle coperte per ripararsi dal freddo, utili ad alcuni clochard presenti in città, oggi è la volta del Sindaco di Calolzio della Lega e della sua maggioranza di centro-destra ad emanare disposizioni di grave ‘separazione sociale’. Una misura, quella di vietare in alcune zone del paese la presenza di iniziative legate all’accoglienza dei migranti, confezionata da un potere amministrativo, come è quello comunale, che tira dentro tutti in una dimensione collettiva , indistintamente senza alcuna ragione e motivo: chi ha diritto di essere accolto e chi no, chi ha commesso reati e chi no. Per la Lega non vanno bene le accoglienze delle persone deboli, perché esercitano una funzione non gradita socialmente, ma va bene riaprire le ‘case chiuse’. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine. Le paure, che sono state indotte ad arte ai cittadini dalla Lega per fini elettorali, sono state smentite in questi giorni dal Questore di Lecco, che ha segnalato un netto calo dei reati. Anche le recenti comunicazioni del Questore dimostrano l’insipienza del provvedimento repressivo/preventivo assunto dalla Lega di Calolziocorte. Oltre al dubbio che con le ‘zone rosse’ forse si sia voluto garantire anche un plusvalore immobiliare a qualche proprietario, pensiamo che ci siano molti punti di dubbia costituzionalità e legittimità. Per queste ragioni e per difendere i diritti e l’immagine di civismo della nostra comunità, nel mentre esprimiamo la nostra solidarietà e un grazie al concittadino Riccardo Gatti, comandante della nave di Open Arms, che lavora per salvare vite umane nel Mediterraneo, ci rendiamo disponibili già da ora a sostenere politicamente e giuridicamente ogni opposizione alla delibera comunale che attiva atti amministrativi di apartheid”.

Il comunicato stampa del Gruppo Giovani Democratici della provincia di Lecco

“Vergognosa la delibera del Comune di Calolziocorte attraverso la quale i centri di accoglienza diventano un pericolo che deve essere allontanato dai luoghi a detta loro ‘sensibili’. E’ la magnifica narrazione leghista, che vuole nascondere i poveri perché non rispettano il decoro urbano e che, incapace di risolvere i problemi della quotidianità, si scaglia contro chi è accolto nel nostro Paese. Le fabbriche delocalizzano – tante nella nostra provincia – e centinaia di lavoratori hanno perso il lavoro a causa di licenziamenti e chiusure ma, ancora una volta, la Lega attacca i deboli. Siamo ancora in attesa di una misura per ‘aiutarli a casa loro’ da coloro i quali fanno campagna elettorale sulla pelle dei cittadini. Vorremmo un Paese che lotta contro la povertà, che garantisca mezzi adeguati ai pendolari, che crei e sostenga un lavoro stabile, che dia risposte al problema della casa per i giovani, che finanzi i luoghi del sapere, dagli asili alle università… e tutto quello che ci viene risposto è l’attacco all’immigrato. Come Giovani Democratici della Provincia di Lecco condanniamo categoricamente un gesto inaccettabile e diciamo che chi dovrebbe essere allontanato sono gli pseudonazionalisti che, ogni giorno, mettono a rischio con il loro governo un Paese intero. Organizzeremo con tutte le forze che si riconoscono nella solidarietà e nel rispetto delle persone un momento per manifestare contro questa indegna iniziativa della giunta leghista calolziese”.

Comunicato stampa del Coordinamento “Noi tutti migranti” di Lecco

“Il Coordinamento ‘Noi Tutti Migranti’ di Lecco esprime la più ferma condanna e lo sdegno per la decisione del Comune di Calolziocorte di approvare il ‘Regolamento Comunale per le strutture di accoglienza per i migranti’, che introduce limitazioni, distanze e luoghi sensibili per le nuove eventuali collocazioni di Centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, e che di fatto afferma una ghettizzazione inaccettabile ed ingiustificabile nei confronti di queste persone. Ancora una volta si tenta di mettere assieme il tema dell’immigrazione con quello della sicurezza, un accostamento che ignora dati statistici ed anche le importanti e positive esperienze locali, anche all’interno dello stesso comune, che lo smentiscono nel modo più assoluto. L’individuazione poi di zone rosse e blu e di luoghi sensibili coincidenti con scuole, oratori e biblioteche, con una dichiarata equiparazione al regolamento per le macchinette del gioco d’azzardo appare ancora più fuori luogo, offensiva e irrispettosa della dignità che ogni persona ha in quanto essere umano. Perché tenerli lontani da questi luoghi? Sono contagiosi? Disturbano l’estetica ambientale o si allude ancora ad un potenziale criminale insito nella condizione di migrante? Un regolamento siffatto non rispetta i principi stabiliti nella nostra Costituzione né della Convenzione di Ginevra; appare invece chiaramente come un’operazione propagandistica, che strizza l’occhio al dilagare di posizioni politiche e concrete azioni, sempre più caratterizzate da razzismo e xenofobia, e si espone ai rilievi delle norme antidiscriminatorie. La vicina ricorrenza del 25 aprile, che ha sancito con la Resistenza la vittoria della democrazia sul nazifascismo e della convivenza civile contro il dominio dell’uomo sull’uomo, ci rammenta che è dovere di tutti rispettare queste radici e farle vivere: uomini, donne e a maggior ragione, istituzioni che si chiamano democratiche, se non vogliono venir meno alla loro funzione ed essere le prime a tradire.  Per questo il Coordinamento ‘Noi Tutti Migranti’ chiede con forza la revoca immediata del regolamento comunale che macchia in modo inaccettabile il lavoro decennale svolto dal territorio per l’affermazione di una comunità dell’accoglienza”.