Corteo nel centro cittadino e cerimonia in piazza Cermenati per l’81° anniversario della Liberazione con ampia partecipazione
Dalle istituzioni l’appello a difendere ogni giorno democrazia, libertà e partecipazione, senza dare per scontate le conquiste della Resistenza
LECCO – “Celebriamo oggi il passaggio fondativo della nostra libertà democratica”. È da questo richiamo che si sono aperte questa mattina, sabato, le celebrazioni del 25 aprile a Lecco, che anche quest’anno hanno visto una partecipazione numerosa al corteo e alla cerimonia istituzionale in piazza Cermenati per l’81° anniversario della Liberazione.

La mattinata si è sviluppata secondo il programma tradizionale, con la Messa al Santuario di Nostra Signora della Vittoria e la successiva partenza del corteo dal centro cittadino. Davanti al Municipio lo studente dell’Enaip Davide Alessandrino ha letto il decreto di concessione alla città di Lecco della Medaglia d’Argento al valor militare per l’attività partigiana. Il corteo ha quindi proseguito verso il monumento ai Caduti della lotta di Liberazione per la deposizione della corona d’alloro, per poi concludersi in piazza Cermenati, dove si è svolto l’alzabandiera dell’Italia e dell’Europa e il momento istituzionale.

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco Mauro Gattinoni: “Il 25 aprile rappresenta la fine della dittatura nazifascista e l’inizio di un cammino collettivo di libertà e partecipazione, ciò che unisce la nostra comunità”. Il primo cittadino ha ricordato le ricorrenze che accompagnano il 2026: “Celebriamo il voto per il referendum del 2 giugno che sancì la nascita della Repubblica e l’elezione dell’Assemblea costituente, con il voto esteso per la prima volta anche alle donne”.
Per la città di Lecco, ha aggiunto, ricorrono anniversari significativi: “Il cinquantesimo della Medaglia d’Argento al valor militare per la Resistenza, conferita nel 1976 da Sandro Pertini, e l’ottantesimo anniversario della prima elezione democratica del sindaco nel dopoguerra, Giuseppe Mauri”. Un riconoscimento che “continua a ricordarci da quale parte della storia abbiamo scelto di stare”.

Gattinoni ha poi richiamato il lavoro svolto negli anni per mantenere viva la memoria: “Abbiamo posato nelle nostre vie le pietre d’inciampo che raccontano le storie di chi è stato deportato e non è tornato”. E ancora: “Abbiamo intitolato spazi pubblici a figure della Resistenza come Riccardo Cassin e Francesca Vera Ciceri e presto dedicheremo uno spazio a Pino Galbani“.
Nel suo intervento ha sottolineato il valore attuale della democrazia: “La storia insegna che la democrazia non viene meno in un solo istante ma si logora lentamente, nel lasciare cadere un principio, nel non reagire a un’ingiustizia, nell’indifferenza”. E ha aggiunto: “Quando la violenza viene istituzionalizzata, quando il diverso viene ridicolizzato, è lì che la democrazia inizia a indebolirsi”. Da qui l’appello: “Oggi dobbiamo difendere la democrazia. Amare la democrazia è amare la complessità“.

Il vicepresidente vicario della Provincia di Lecco Mattia Micheli, portando i saluti della presidente Alessandra Hofmann, ha dichiarato: “Oggi celebriamo una data fondamentale per la Repubblica, la festa della libertà, la festa di tutti gli italiani“. Micheli ha sottolineato come “il 25 aprile non sia solo memoria ma responsabilità”, ricordando “il coraggio di donne e uomini che scelsero la libertà, la dignità e la democrazia”.
“Non possiamo permetterci di considerare acquisiti per sempre i diritti conquistati 81 anni fa – ha proseguito –. Viviamo in una situazione di guerra e crisi, con disuguaglianze crescenti e nuove forme di intolleranza che ci ricordano quanto sia fragile la pace”. E rivolgendosi ai giovani: “Il 25 aprile non è una pagina di storia lontana, ma una bussola per il presente“.

Il prefetto Paolo Ponta ha richiamato il significato profondo della ricorrenza: “Se ci limitassimo a una cerimonia non avremmo centrato il vero significato”. Ha quindi ricordato “uomini e donne che, seguendo la propria coscienza, hanno saputo dire no al regime, al collaborazionismo e alle persecuzioni”.
“Se oggi possiamo godere di libertà e dei diritti della Costituzione repubblicana lo dobbiamo ai sacrifici di chi ha partecipato alla lotta di Liberazione” ha detto, citando Piero Calamandrei: “Se volete andare nel luogo dove è nata la Costituzione, andate nelle montagne, nelle carceri, nei campi dove è morto un italiano per riscattare la libertà”.

A chiudere gli interventi è stato il presidente del Comitato provinciale Anpi Lecco Enrico Avagnina: “Come ogni 25 aprile compiamo un atto di memoria, in equilibrio tra il dolore e la gioia per la liberazione”. Ha quindi richiamato anche figure lecchesi come Gaetano Invernizzi e Francesca Vera Ciceri, protagonisti della Resistenza sul territorio, ricordando la complessità di quella stagione, “dai combattenti ai civili deportati, dai militari internati a chi praticò una resistenza non armata”.

“La democrazia moderna si fonda sulla partecipazione, sul dialogo e sull’equilibrio tra i poteri” ha sottolineato Avagnina, evidenziando come oggi questo modello sia messo alla prova: “Siamo di fronte a una sfida inedita, innovare le istituzioni democratiche senza snaturarle”. Il riferimento finale è stato alla pace: “Non cediamo a chi ci dice che la guerra è inevitabile. Facciamo vivere la speranza di un mondo fondato sulla convivenza dei popoli“.
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