A Lecco il Festival dello Sviluppo Sostenibile parte dal cibo: “Le Food Policy sono una scelta politica”

Tempo di lettura: 4 minuti
festival sviluppo sostenibile lecco 6 maggio 2026

Dalle mense scolastiche alle reti antispreco, fino al rapporto tra cibo, turismo e coesione sociale: inaugurato il Festival dello Sviluppo Sostenibile

Esperti e amministratori a confronto su agricoltura, educazione alimentare e strategie per il futuro del cibo

LECCO – Il cibo come strumento sociale, culturale, economico e politico. Ha preso il via mercoledì 6 maggio a Officina Badoni la prima edizione lecchese del Festival dello Sviluppo Sostenibile, inaugurata da un incontro dedicato alle Food Policy, le politiche pubbliche che regolano i sistemi alimentari locali.

L’appuntamento, promosso da R-Evolution in collaborazione con Officina Badoni, ha riunito voci provenienti da ambiti differenti: Fabio Bonanno per il Comune di Roma, Giuliana Daniele, presidente di Slow Food Lombardia, l’assessora del Comune di Varese Nicoletta San Martino e il ricercatore dell’Università degli Studi di Milano Pietro Radaelli. A moderare il confronto Giacomo Brambilla, tra i promotori del Festival.

Fin dalle prime battute è emersa una convinzione condivisa: parlare di cibo significa parlare di molto più che alimentazione. Salute pubblica, accesso ai diritti, qualità della vita, ambiente, turismo, economia e identità territoriale si intrecciano infatti attorno ai sistemi alimentari, diventati oggi una delle chiavi di lettura delle fragilità e delle opportunità delle comunità contemporanee.

Giuliana Daniele
Giuliana Daniele

Il cibo è la politica pubblica più concreta che esiste“, ha sottolineato Giuliana Daniele, spiegando come le Food Policy debbano necessariamente adattarsi alle caratteristiche dei territori. “A Milano assumono significati diversi rispetto ad altri territori”, ha osservato, ricordando come ogni giorno nelle città migliaia di pasti vengano serviti in mense, ospedali e strutture pubbliche mentre tonnellate di cibo ancora commestibile finiscono sprecate e molte famiglie non riescono ad accedere a un’alimentazione adeguata.

Daniele ha richiamato anche la recente Carta di Pisa promossa da ANCI, che sta contribuendo a portare le politiche del cibo all’interno delle agende amministrative dei Comuni italiani. “Per anni questi temi sono rimasti ai margini delle politiche locali, oggi diventano strumenti per costruire comunità più consapevoli”, ha spiegato, richiamando la visione di Slow Food sintetizzata nella formula “buono, pulito e giusto”, capace di tenere insieme sostenibilità, qualità ed equità.

Fabio Bonanno
Fabio Bonanno

Nel suo intervento Fabio Bonanno ha evidenziato il ruolo che le amministrazioni locali possono assumere sui temi della salute pubblica, della crisi climatica e della coesione sociale, sottolineando però anche le criticità che oggi colpiscono i piccoli produttori. “Semplificare procedure e ridurre costi è fondamentale se vogliamo un’agricoltura sostenibile”, ha affermato, soffermandosi inoltre sull’importanza dell’educazione alimentare nelle scuole e della filiera corta.

Bonanno ha inoltre ricordato come spesso le eccellenze alimentari e agricole si trovino nei piccoli comuni, penalizzati però da un modello economico che concentra opportunità e servizi nelle grandi aree urbane. “Parlare di cibo è anche parlare di guerre”, ha osservato, evidenziando come il cibo possa trasformarsi da strumento di benessere a elemento di conflitto.

Nicoletta San Martino
Nicoletta San Martino

Nel corso dell’incontro Nicoletta San Martino ha illustrato l’esperienza del Comune di Varese, tra le realtà più attive sul fronte della sostenibilità alimentare grazie a progetti di recupero delle eccedenze e reti antispreco che coinvolgono terzo settore, negozi e produttori. Un lavoro che si traduce anche in agevolazioni Tari e incentivi per chi aderisce ai percorsi di recupero alimentare.

Pietro Redaelli
Pietro Redaelli

Sul rapporto tra cibo, territori e sviluppo è intervenuto anche Pietro Radaelli, che ha definito il cibo “una vera infrastruttura urbana”, una colonna portante della vita delle città e dei territori. Il ricercatore ha inoltre sottolineato la necessità di trasformare la ricerca in strumenti concreti capaci di orientare le scelte delle istituzioni. “Il turismo può diventare un motore di sviluppo sostenibile solo se inserito in una visione integrata”, ha spiegato, evidenziando l’importanza di creare tavoli permanenti tra cittadini, amministrazioni e operatori economici. “Cibo e turismo non possono essere trattati solo come merci”, ha aggiunto.

Resta aperta, infine, una delle questioni centrali emerse nel dibattito: come conciliare la spinta verso sistemi alimentari più sostenibili con territori, come quello lecchese, dove allevamento e tradizione rappresentano ancora un patrimonio identitario ed economico? Un interrogativo che accompagnerà anche i prossimi appuntamenti del Festival dello Sviluppo Sostenibile, in programma per tutto il mese di maggio tra incontri, laboratori e momenti di confronto dedicati alla sostenibilità nelle sue diverse dimensioni.