Bloccati a Dubai per l’attacco iraniano, sono tornati a casa gli studenti lecchesi con i due docenti

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Atterraggio ieri sera, martedì, intorno alle 20 a Malpensa dopo otto ore di volo con rotta modificata per motivi di sicurezza

LECCO – All’aeroporto di Aeroporto di Milano Malpensa l’attesa si è sciolta in un lungo abbraccio collettivo. Gli undici studenti dell’Istituto Maria Ausiliatrice, rimasti bloccati a Dubai da due giorni a causa della crisi internazionale in Medio Oriente, sono rientrati in Italia nella serata di ieri (martedì), atterrando intorno alle 20, al termine di un viaggio organizzato sotto stretto coordinamento diplomatico. Con loro tutti gli studenti che hanno partecipato all’esperienza formativa internazionale organizzata con World Student Connection.

Ad accoglierli c’erano i genitori, insieme a suor Maridele Sandionigi, docente di diritto ed economia, e alla preside e Coordinatrice delle attività educative e didattiche, suor Marilisa Miotti. Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto nello scalo varesino: “C’erano moltissime forze dell’ordine per gestire le cose e hanno fatto uscire i ragazzi in due gruppi per evitare il caos”, spiega sur Maridele. Prima dello sbarco, ai ragazzi è stato spiegato che sarebbero stati divisi in due gruppi per consentire un incontro ordinato con le famiglie e garantire un deflusso regolare.

Il trasferimento è iniziato già in mattinata: un pullman li ha prelevati dall’hotel dove erano ospitati e, dopo circa un’ora e mezza di viaggio, li ha condotti ad Abu Dhabi. Da lì il decollo con un volo di linea di una delle principali compagnie aeree emiratine. La rotta è stata modificata per ragioni di sicurezza: l’aereo ha sorvolato l’Egitto evitando la Turchia e le aree ritenute più esposte. Circa otto ore di volo prima dell’atterraggio in Italia.

“Comunque prima di tutto un grazie infinito alla Farnesina Che in tre giorni è riuscita a portare a casa tutti i ragazzi in sicurezza grazie a una collaborazione diplomatica con il governo degli emirati”, ha dichiarato suor Maridele, sottolineando il ruolo determinante del Ministero degli Affari Esteri nelle operazioni di rientro.

Il gruppo lecchese era rimasto bloccato dopo l’attacco lanciato dall’Iran contro obiettivi negli Emirati Arabi Uniti e in altri Stati del Golfo, episodio che aveva portato alla chiusura temporanea dello spazio aereo e allo stop dei voli.
Gli studenti — undici ragazzi delle classi terze e quarte liceo, accompagnati da due docentiavevano appena concluso a Dubai un’esperienza formativa internazionale organizzata con World Student Connection, che li aveva coinvolti in una simulazione dei lavori dell’assemblea generale ONU.

Nei giorni di attesa non sono mancati i contatti con le autorità consolari italiane e con la Farnesina, che hanno seguito costantemente l’evolversi della situazione fino alla definizione del piano di rimpatrio.

Accanto alla dimensione diplomatica, forte è stata quella comunitaria. “C’è stato un forte senso di comunità che ha unito i ragazzi e le famiglie che frequentano l’IMA – spiega suor Maridele – Sul gruppo whatsapp dei genitori tutti scrivevano messaggi di sostegno come se i figli fossero i loro e tutti hanno gioito nel saperli al sicuro”, restituendo il clima vissuto in queste ore tra Lecco e le famiglie coinvolte.

Poi il momento dell’arrivo, carico di tensione e sollievo: “Quanto è stato bello poterli vedere arrivare e abbracciarli stasera. E dire ‘ora possiamo tornare a respirare’… ma certamente il pensiero va a chi non può ancora stare tranquillo perché vive laggiù”.

La crisi internazionale resta sullo sfondo, ma per le famiglie lecchesi la serata ha segnato la fine di giorni di apprensione. I ragazzi sono tornati a casa, in sicurezza, dopo un’operazione diplomatica e organizzativa che si è chiusa nel giro di tre giorni.