Il ritorno del festival a Lecco conquista il pubblico: “Speriamo che resti qui”
Pubblico da tutta Italia e dall’estero per una prima giornata segnata dal ritorno del festival nella città dove è nato
LECCO – “Il Nameless è finalmente tornato nella sua bellissima casa, e noi speriamo che ci rimanga“.
Numerosi i commenti entusiasti dei giovani presenti ieri, alla giornata di apertura del Nameless Music Festival 2026, che dopo dodici anni è tornato nella sede dove ha avuto origine, riempiendo di circa 30mila persone il centro sportivo Al Bione.

Una serata da record quella di sabato 30 maggio, che ha visto la partecipazione di un pubblico immenso, di ogni età e provenienza, attirato in città da un festival di origine locale, che ha saputo raggiungere, negli anni, un’indiscussa rilevanza europea, e che offre ogni anno il meglio della musica elettronica a livello globale, oltre a house, rap, trap e drum & bass.

A Lecco quest’anno le cose si fanno in grande: quattro i palchi che stanno ospitando gli artisti, e moltissime le attività supplementari e gli stand disponibili.
E’ stato però il DJ scozzese Calvin Harris il principale fattore attrattivo della giornata di ieri.
“Siamo qui per Calvin, siamo venuti da lontano solo per lui”. Questa la dichiarazione che ha accomunato decine di ragazze e ragazzi, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

Verso le 22, migliaia di persone di ogni età sono infatti confluite verso il main stage, per ascoltare l’artista che si esibiva in chiusura della prima giornata. Dai pezzi più recenti alle hit passate, tra cui “One Kiss” e “This is what you came for”, Calvin Harris ha acceso la serata, scatenando il pubblico, dopo 13 anni dal suo ultimo concerto in Italia.

Un bilancio più che positivo, quindi, per questa prima giornata di festival, come emerso dalle parole dei partecipanti prima del termine della serata.
“E’ stata un’emozione unica, la sua musica, la bellezza di questi luoghi, così tante persone felici e scatenate: non è ancora finito e già ne sentiamo la mancanza”, e ancora “Saranno tre giorni intensi, adesso attendiamo di sentire Fisher e John Summit“.

Ma non è stato solo Harris ad accendere ed emozionare il pubblico.
“Corriamo continuamente da un palco all’altro per non perderci nessuno dei nostri artisti preferiti. Ringraziamo l’organizzazione che quest’anno ha reso facile e intuitivo spostarsi all’interno del festival” è stato anche sottolineato.

Il Nameless Tent, tra gli altri, ha ospitato le esibizioni di Kefrennnn, [IVY], A Little Sound, Andromedik, Mozey, mentre, tra i big della giornata di ieri, si è esibito anche Frank Storm alla Red Bull Zone x Crunch, oltre a Nerissima Serpe, attesissimo e seguitissimo soprattutto dai più giovani.
Anche Sonny Fodera, sul Ploom Stage, ha animato il pubblico, scaldandolo prima della chiusura finale con Harris.

“Tutto sta andando per il meglio – è stato più volte affermato dal pubblico – Questa edizione promette bene”.
Nell’entusiasmo generale, sono giunti commenti molto positivi sui servizi, sulla disponibilità di parcheggi, sulla viabilità e sull’organizzazione generale del festival, che, è stato esplicitato, “è strutturato decisamente meglio rispetto agli anni scorsi. Non abbiamo avuto problemi”.

“Dopo anni ad Annone, di tornare tra i monti un po’ ci speravamo” ha affermato un gruppo di amici, emozionati per la location di quest’anno.
“Ci sono molti comfort, tra cui gli armadietti, e un’ampia scelta di cibo. I palchi sono disposti in modo tale da spostarsi abbastanza in fretta, senza perdersi, nonostante le dimensioni del centro”.

Attivo e sempre all’erta anche il sistema di soccorsi, tra cui vigili del fuoco, ambulanze, medici e infermieri di AREU, Croce Verde Bosisio, Polizia Locale e di Stato, Carabinieri e Protezione Civile. Diversi gli interventi di soccorso svolti durante la giornata, complice il caldo e l’affollamento di persone presso i palchi principali.

Ma siamo solo agli inizi. Il Nameless continuerà anche oggi, e vedrà i riflettori puntarsi su altri artisti di fama mondiale, tra cui John Summit e il gruppo dei Pendulum, oltre all’italianissimo Tony Pitony.
Un ritorno atteso ma dai risultati inaspettati, quello del Nameless Music Festival, che promette altri giorni partecipati all’insegna del ritmo e dell’emozione, nell’abbraccio silenzioso delle montagne della nostra città.
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