Accantonati 10 milioni e 780mila euro per il centro sportivo; Pietrobelli: “Scelta legata al progetto, ma modificabile”
La critica delle minoranze: “Scelta a fine mandato che rischia di pesare sul futuro”
LECCO – La variazione al bilancio di previsione 2026-2027-2028 riporta al centro dell’attenzione il futuro del centro sportivo del Bione e, più in generale, le scelte di investimento del Comune per i prossimi anni. Nel documento illustrato durante la seduta del Consiglio comunale di ieri, lunedì 23 marzo, dall’assessore al Bilancio Roberto Pietrobelli trovano spazio, tra le altre voci, le risorse accantonate per l’eventuale riqualificazione dell’impianto, per un importo complessivo superiore ai 10 milioni di euro.
Un’impostazione che definisce la linea dell’attuale amministrazione, ma che – come chiarito nel corso della seduta – non determina un vincolo definitivo sull’utilizzo di queste somme, lasciando margine alle scelte future.

Le risorse e l’impianto finanziario
La variazione interviene in larga parte sull’utilizzo dell’avanzo di amministrazione (risorse accumulate negli anni precedenti, ndr) e sulla costruzione di una struttura finanziaria in grado di sostenere gli investimenti futuri. Tra questi, il Bione rappresenta il capitolo più rilevante.
Come illustrato dall’assessore Pietrobelli, “Nella parte corrente (spese per la gestione ordinaria del Comune, ndr) accantoniamo 780mila euro nel 2026, che si aggiungono ai 10 milioni già previsti, portando la dotazione complessiva per il Bione a 10 milioni e 780mila euro. A questi si aggiungono ulteriori 123mila euro sempre nel 2026 e 1 milione e 21mila euro sia nel 2027 sia nel 2028, somme destinate a ridurre il riscatto finale previsto dall’eventuale contratto di leasing.”
La spiegazione dell’assessore
È proprio sul Bione che si concentra il punto chiave della manovra. Nella replica alle opposizioni, l’assessore Pietrobelli ha chiarito che l’impostazione adottata non rappresenta un vincolo rigido per le amministrazioni future.
L’assessore ha rivendicato la costruzione di una strategia di lungo periodo, sottolineando come il bilancio sia stato organizzato per consentire investimenti senza compromettere la parte corrente. “Abbiamo costruito un meccanismo che permette di sostenere gli investimenti – ha spiegato in sostanza –. Oggi questa scelta si chiama Bione perché c’è un progetto, ma potrebbe chiamarsi in un altro modo”.
Un passaggio decisivo: le risorse accantonate sono infatti inserite nel fondo di amministrazione con vincoli stabiliti dal Comune stesso, e quindi modificabili. “La prossima amministrazione potrà decidere di utilizzarle diversamente, perché l’importante è aver creato le condizioni finanziarie per poter investire“.
Il dibattito in aula
Il dibattito si è sviluppato proprio attorno a questo punto, con le opposizioni critiche soprattutto sul metodo e sui tempi della variazione.
Corrado Valsecchi (Opl) ha parlato di un’impostazione che rischia di indirizzare già le scelte future: “State costruendo oggi un indirizzo su un progetto che è ancora in divenire e presenta molte criticità. Un’amministrazione dovrebbe portare a compimento ciò che ha ereditato e lasciare a chi verrà la possibilità di decidere, non impostare già adesso le scelte”.
Lorella Cesana (Lecco Ideale) ha messo in dubbio la prudenza della manovra: “Chiedo se oggi, alla luce della documentazione disponibile, sia davvero corretto e responsabile procedere con una variazione che insiste in modo così rilevante sul Bione”.
Ancora più netto Giovanni Tagliaferri (Opl), che ha evidenziato il tema del tempismo: “Siamo a due mesi dalle elezioni e stiamo utilizzando una parte significativa dell’avanzo. È una scelta legittima, ma rischia di ipotecare il lavoro di chi verrà dopo. Personalmente avrei lasciato quelle risorse disponibili per la prossima amministrazione”.
Anche Cinzia Bettega (Lega) ha parlato apertamente di una manovra con valenza politica: “Non mi stupisce questa variazione, ma è evidente che si tratta di un’operazione costruita anche in funzione della campagna elettorale, con il Bione al centro”.
La maggioranza: “Investimento per la città”
Dalla maggioranza è arrivata una lettura opposta. Paolo Galli (AmbientalMente Lecco) ha sottolineato il valore dell’investimento: “Mettere queste risorse significa dire chiaramente che si crede nel progetto. Il Bione è un tema di cui si parla da decenni e oggi si apre finalmente una possibilità concreta“.
Sulla stessa linea Pietro Regazzoni (Pd), che ha collegato la scelta alla sostenibilità finanziaria raggiunta nel tempo: “Oggi possiamo affrontare questo tema perché si sono liberati spazi nella parte corrente che prima non esistevano. Non è una scelta elettorale, ma il risultato di un percorso“.
L’esito della votazione
Le opposizioni hanno confermato il voto contrario, ribadendo le critiche sul tempismo e sull’opportunità di impegnare risorse a ridosso della fine del mandato.
“Non è il tema di finanziare il Bione, ma il momento in cui lo si fa“, ha dichiarato Simone Brigatti (FdI), parlando di una scelta che avrebbe dovuto essere lasciata alla futura amministrazione.
Critiche anche da Valsecchi e Cesana, che hanno contestato il metodo seguito negli ultimi anni.
Di segno opposto le posizioni della maggioranza, che ha rivendicato la solidità dell’impianto finanziario e la capacità di investimento costruita nel tempo.
La variazione è stata infine approvata con 18 voti favorevoli e 11 contrari. Anche l’immediata eseguibilità del provvedimento ha ottenuto il via libera del Consiglio.

Con l’approvazione della variazione, il Consiglio ha quindi aggiornato il quadro finanziario del Comune, definendo le risorse disponibili per gli investimenti dei prossimi anni. Tra questi, il progetto del Bione rappresenta uno dei principali capitoli su cui si concentrerà il confronto nelle prossime settimane: il tema tornerà infatti in Commissione il 25 marzo, mentre il Consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi il 30 marzo sulla dichiarazione di pubblico interesse dell’intervento, passaggio successivo rispetto alla pianificazione economica appena approvata.



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