Associazione Italiana Editori: nel 2025 il mercato nazionale del libro rallenta, ma nel lecchese emerge un quadro dinamico
Le libraie Anna Regazzoni e Marta Perego: “I lettori non mancano. I giovani adulti e le comunità di lettura sono in crescita”
LECCO – Il 23 aprile, giorno della morte di due degli autori più importanti della storia della letteratura, Miguel De Cervantes e William Shakespeare, è anche il giorno in cui si celebra la loro arte: la scrittura.
Oggi è infatti la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, un evento voluto dall’UNESCO nel 1996 per promuovere la pratica della lettura, la pubblicazione editoriale e la tutela della proprietà intellettuale.
Si tratta quindi di un’occasione per riflettere sul ruolo storicamente ricoperto dai libri, sui modi più consoni per diffondere la cultura scritta, ma soprattutto, oggi più che mai, per interrogarsi sul ruolo che la lettura lenta e disinteressata è giunta a ricoprire, in una società iperconnessa e sempre più incline a una lettura frammentaria e distratta.

Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori (AIE) pubblicati a gennaio, nel 2025, per la prima volta dopo cinque anni, il numero di libri cartacei venduti in Italia è sceso sotto i 100 milioni. Più precisamente, sono state acquistate 99,5 milioni di copie di editoria varia (che include narrativa e saggistica, ma non manualistica), con una flessione di circa il 3% rispetto all’anno precedente.
A perdere terreno sono soprattutto le novità (70.409 nel solo anno considerato), in flessione del 3,7%, mentre il catalogo (i cosiddetti titoli di backlist, pubblicati durante gli anni precedenti), ha invece visto un calo del 2,7% nelle vendite.
Solo i libri per bambini e per ragazzi sono in controtendenza, e continuano a crescere, seppure di poco, con un aumento di vendite dello 0,3%.
Con un incasso complessivo di 1.483,9 milioni di euro, si è registrata una perdita di 32,6 milioni rispetto al 2024. Il calo ha riguardato tutti i canali di vendita: le librerie online hanno perso il 3,9% delle vendite a valore, la grande distribuzione il 4,2%, le librerie fisiche, indipendenti e di catena, lo 0,7%. Tra le librerie fisiche, quelle indipendenti hanno sofferto maggiormente, perdendo, a copie, l’8,5% degli acquisti.

Il fenomeno, di portata nazionale, si è manifestato anche a livello locale, ma le opinioni di due libraie del lecchese dipingono un quadro tutt’altro che apocalittico.
Queste le parole di Anna Regazzoni, titolare della Libreria Cattaneo di Lecco: “Dopo la pandemia, si è registrata una crescita nelle vendite, che oggi sembra essersi assestata. Tuttavia, i lecchesi leggono ancora, e c’è un segmento di pubblico che legge anche molto e che è in crescita. Mi riferisco ai giovani adulti. Oltre ai libri per bambini, la narrativa young adult, dedicata ai giovani tra i 18 e i 25 anni e che si presenta soprattutto nei generi del fantasy e del romance, è in crescita, anche grazie ai social. I giovani stanno anche riscoprendo i classici, grazie anche a fenomeni come i retelling (riadattamenti personali e contemporanei di trame di romanzi classici, ndr)”.

Sembra trattarsi quindi di un calo che riguarda la grande quantità e la narrativa varia nel complesso, ma in un contesto culturale ancora vivace, che sta vedendo la crescita dei pubblici di giovani e giovanissimi.
Questa visione è stata confermata anche da Marta Perego, titolare della libreria Peregolibri di Barzanò: “I dati nazionali non mentono, lo riscontriamo tutti, ma noi siamo ottimisti. Grazie a diverse iniziative, come gruppi di lettura e corsi di scrittura, cerchiamo di stimolare l’interesse dei giovani. Tutt’altro che una generazione pigra: i ragazzi e le ragazze si interessano, leggono, approfondiscono, mostrando più vivacità degli adulti che li hanno preceduti. Dopo il Covid, è evidente anche il desiderio di riunirsi e di condividere la pratica della lettura, nata come attività solitaria, ma sempre più identitaria per le nicchie che la praticano assiduamente”.
E sui generi, aggiunge: “A mio avviso, stiamo vivendo un momento florido per la narrativa italiana, le novità vendono bene. I generi tradizionalmente forti, come il thriller, il noir, il romance, rimangono ai vertici delle classifiche, ma ciò che noto è una crescente ricerca anche di titoli di nicchia da parte dei lettori più forti”.
I dati AIE mostrano inoltre che, se si considera anche il mercato di e-book e di audiolibri, le perdite del 2025 si riducono, con un’entrata complessiva di 1.604,9 milioni di euro, in flessione dell’1,6% rispetto all’anno precedente.
Rispetto al 2024, infatti, la vendita di e-book è cresciuta del 2,4%, mentre quella di audiolibri addirittura del 13,3%.

A riguardo, Regazzoni: “Secondo me, i mercati degli ebook e degli audiolibri non calpestano quello del cartaceo. Chiaramente ci possono essere zone di sovrapposizione, ma non sembrano essere in diretta competizione tra loro. I lettori appassionati della carta continuano a sceglierla, e spesso dipende molto anche dal contesto di lettura: i lettori possono alternare le modalità, ma il libro cartaceo continua a funzionare bene.”
Una morte più volte preannunciata ma ancora lontana, quindi, quella del formato cartaceo, che anche in Europa ha visto un calo di acquisti nel 2025.
In Germania, infatti le vendite sono diminuite del 4,9%, nei Paesi Bassi del 3%, mentre in Francia e nel Regno Unito del 2,5%.
Ciò sembra essere indice di una condizione economica generale, di un quadro geopolitico che rende difficile concedersi “il lusso della lettura”.
Le scelte di spesa delle famiglie sembrano infatti avere avuto un’influenza sul fenomeno: non si tratta di una perdita di rilevanza del libro, ma di priorità di acquisto.
“I genitori di oggi sono molto attenti alla formazione culturale dei figli, e i giovani sono interessati e culturalmente vivaci – ha sottolineato Perego -. Credo quindi che, in un contesto economicamente complesso come quello attuale, si legga ancora, ma si acquisti di meno, prediligendo biblioteche o l’usato“.
Un quadro sicuramente articolato, ma auspicabilmente destinato a migliorare anche grazie a provvedimenti governativi previsti per il 2026, come il Fondo biblioteche, per le quali sono stati stanziati 60 milioni di euro per l’acquisto di libri nelle librerie di prossimità, e la Carta cultura, che prevede 17 milioni di euro totali da destinare alle famiglie meno abbienti.
“Leggere ci può salvare dalla tendenza alla semplificazione, permettendoci di esercitare la mente in modo attivo. La lettura non deve essere vista come una pratica elitaria, ma per tutti” ha dichiarato Regazzoni.
Coerente la visione di Perego: “Bisogna concentrarsi sui bisogni del territorio, imparando anche a lasciare andare l’affezione per il passato e adeguando l’offerta alla domanda. La cultura deve essere accessibile e attuale“.

Come sottolineato dalle titolari, in conclusione, la lettura non sta morendo, tutt’altro. La sua pratica si sta evolvendo, adattandosi ai tempi (il mondo della stampa, d’altra parte, è cambiato più volte nella storia, così come le modalità di fruizione), pur rimanendo la risposta a un bisogno quasi primario, quello di raccontare storie.
Rimane sempre vero, infatti, anche in un’epoca segnata dalla fretta e dall’instabilità, che gli esseri umani pensano in forma narrativa.
Le loro vite sono percorsi che cominciano, variano, presentano peripezie e terminano, gli amori sono “storie”, e ognuno si sente “protagonista” della propria.
La narrazione è la nostra forma mentis, e la lettura è da sempre un mezzo di simulazione privilegiato, che ci prepara alla vita e ci insegna a praticare l’empatia nei confronti di ogni personalità, dalla più affine alla più lontana.
Tutt’altro che un’arte inutile, quella di Shakespeare e Cervantes, e forse la più umana di tutte. Oggi, Giornata Mondiale del Libro, non dimentichiamocene.
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