“Entrate, siete tutti i benvenuti, questa è una casa di Dio”: persone di credo e provenienze diverse hanno partecipato all’ultimo saluto
Il giovane avrebbe compiuto 29 anni venerdì. Dopo la cerimonia l’ultimo viaggio verso Azzano San Paolo per la sepoltura
LECCO – “Siamo tutti fratelli, riuniti in un momento che ci accomuna in quanto esseri umani”. Fedi e origini diverse, ma lo stesso dolore e la stessa vicinanza per un ragazzo che se n’è andato troppo presto. In tanti si sono riuniti oggi, sabato 12 settembre, al Centro Culturale Islamico “La Città” di Lecco per l’ultimo saluto a Tarek Aamari, morto a 28 anni insieme all’amico Matteo Mamone nel tragico incidente avvenuto una settimana fa a Valgreghentino.
La cerimonia si è svolta nel primo pomeriggio, all’indomani di quello che sarebbe stato il 29esimo compleanno di Tarek. Ad accogliere le persone arrivate per accompagnarlo nell’ultimo viaggio è stato un invito rivolto a tutti, senza distinzioni di fede o provenienza: “Entrate, siete tutti i benvenuti, questa è una casa di Dio. Siete liberi di entrare, a prescindere da ciò in cui credete, dalla vostra nazionalità e religione. Questo è un momento che vivremo tutti”.

Molti hanno scelto di entrare, altri sono rimasti all’esterno del centro islamico. All’interno si è quindi svolta la preghiera funebre, durante la quale l’imam ha recitato alcuni versetti del Corano per Tarek. Al termine della preghiera, la madre del giovane si è stretta in un ultimo abbraccio alla bara del figlio, circondata dalle donne della famiglia e dalle tante persone presenti.
Tra i presenti anche il padre di Tarek, che già mercoledì sera, al termine della fiaccolata organizzata a Valgreghentino per ricordare il figlio e Matteo, aveva ringraziato le tantissime persone accorse. Anche oggi ha voluto rivolgere il proprio grazie a chi si è stretto attorno alla famiglia, tra le lacrime, in un momento segnato dalla commozione.

A dare voce al ricordo di Tarek sono state poi due lettere, una scritta da un amico di nome Matteo che lo conosceva dall’adolescenza e l’altra dalla zia. Parole che hanno riportato al centro non la tragedia dell’ultima settimana, ma il ragazzo che familiari e amici avevano conosciuto e amato.
“Nessuna parola sembra abbastanza. Ci conosciamo da quando avevamo 13 anni, siamo cresciuti insieme, abbiamo condiviso sogni e progetti. E pensare che oggi sono qui a parlare di te al passato”, ha scritto l’amico, ricordando Tarek come “una persona dal cuore grande, sempre pronta ad aiutare il prossimo, senza chiedere nulla in cambio”. Poi un ricordo capace ancora di strappare un sorriso: “Pur essendo marocchino, parlavi il nostro dialetto meglio di tanti altri italiani. Era una delle tante cose che rendevano te semplicemente Tarek”.

Nelle parole dell’amico sono tornati anche gli anni trascorsi insieme da ragazzini e quella presenza che Tarek non gli aveva mai fatto mancare nei momenti più difficili: “Quando qualcuno mi prendeva in giro e mi bullizzava, tu mi difendevi, mi facevi sentire che non ero solo”. Fino alla promessa affidata all’ultimo saluto: “Oggi posso solo prometterti una cosa, mi farò forza, anche se sarà difficile. Mi farò forza perché so che è quello che avresti voluto per me”. E infine: “Non so cosa ci sia dopo questa vita, ma so che una persona come te non può semplicemente sparire. Ciao Tarek, grazie per essere stato mio amico”.
A quella dell’amico si è aggiunta la lettera della zia, che ha affidato il ricordo di Tarek soprattutto ai gesti e ai valori lasciati nelle persone che lo hanno incontrato. “Tu Tarek sei stato una persona capace di grandi gesti di umanità e di dimostrare una sensibilità rara. La gentilezza, la sincerità, la generosità, l’umanità sono tra le cose più belle che una persona possa lasciare nel cuore degli altri”.

“Ci sono persone impossibili da dimenticare, e tu Tarek sei quella persona”, ha proseguito. “Il tuo ricordo resterà nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incontrarti. Ciao Tarek, dalla tua zia”.
Durante la cerimonia è arrivato anche il ricordo del Centro Culturale Islamico, frequentato da Tarek insieme al padre. “Come associazione facciamo le nostre condoglianze alle famiglie di Tarek e Matteo. Non dobbiamo dimenticarli, sono nostri fratelli. Tarek era vicino a noi, frequentava il nostro centro, lui e suo padre venivano a salutarci e abbracciarci”.

Un pensiero che, ancora una volta, ha unito il ricordo dei due amici morti nell’incidente del 5 settembre. “La vita ha un percorso e il percorso che noi facciamo è anche ciò che lasceremo un domani. È importante come ci comportiamo nella vita, perché saremo sempre uguali, ricchi o poveri, a prescindere dal colore e dalla religione. Siamo tutti uniti per la stessa cosa”.
Terminato il momento di preghiera e di commiato a Lecco, per Tarek è iniziato l’ultimo viaggio verso Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo, dove è prevista la sepoltura. Un ultimo saluto arrivato a una settimana dalla tragedia e dopo giorni nei quali familiari, amici e comunità diverse si sono ritrovati più volte attorno a Tarek e Matteo, uniti nello stesso dolore.
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