Lecco, nasce Rift Project, la comunità che promuove lo sport outdoor tra i giovani

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Rift Project

Ideato dai lecchesi Davide Saverio e Francesco Caiani, il progetto propone attività all’aria aperta come momento di ritrovo

Dal trekking all’arrampicata fino agli sport stagionali, iniziative aperte a tutti per riscoprire il territorio e vivere lo sport come momento di condivisione

LECCO – Il “rift”, la spaccatura, la crepa imprevista che può lasciare inermi, oppure innescare una rinascita: è da questa immagine suggestiva – e, per certi versi, generazionale – che prende avvio Rift Project, l’iniziativa di due lecchesi, che mira a creare una comunità dedicata ai giovani e incardinata sui perni dell’amore per lo sport e della valorizzazione del territorio.

Tutto è nato da un’esigenza comune. Abbiamo sempre praticato sport a livello agonistico, ma gli impegni della quotidianità ci rendevano difficile continuare a farlo – dichiarano gli organizzatori -. Quindi abbiamo cambiato rotta, cominciando a praticare sport outdoor e scoprendo la bellezza e la varietà delle offerte del nostro territorio”.

Rift Project
Da sinistra, Davide Saverio e Francesco Caiani

Sono Davide Saverio e Francesco Caiani, classe 2001 e 2003, le anime di Rift Project. Lecchesi, laureati rispettivamente in Ingegneria della Produzione Industriale e in Scienze dell’Educazione e attualmente studenti di Management Engineering e di Scienze Motorie, vengono da un background sportivo. Saverio, ex giocatore di football americano e Caiani, ex calciatore, hanno deciso di dare una piega sociale alla loro passione, dedicandosi agli sport outdoor e all’organizzazione di eventi dedicati “a chiunque voglia passare del tempo in compagnia, all’aria aperta, cimentandosi in attività forse ancora troppo poco diffuse”.

Così Saverio descrive la nascita del progetto. “A Lecco mancava qualcosa. Sono molte e sono valide le iniziative musicali e serali per i nostri coetanei, ma lo spirito da cui nasce Rift è un altro. Avevamo voglia di offrire un’occasione diversa, quella di ‘ritornare bambini’, di riscoprire il piacere di trascorrere del tempo insieme all’insegna dello sport, per evadere dalla frenesia quotidiana e dalla cultura della performance. Lo sport non deve essere solo sfida: è anche socialità e divertimento”.

E’ assecondando un cambiamento interiore, quindi, e anche generazionale – considerando la tendenza contemporanea all’abbandono precoce della nightlife -, che i ragazzi hanno deciso di lanciare quello che è un vero e proprio progetto volto alla socialità, in un contesto partecipativo, dove lo sport non è sinonimo di ansia da prestazione, ma motivo di unione.

A fine febbraio, con la nascita della pagina Instagram ufficiale, quella che era solo un’idea è diventata realtà: “Il sogno? Quello di suscitare l’interesse dei giovani del territorio e stimolarli a prendere parte alle nostre iniziative, soprattutto se inesperti. Si tratta di attività all’aria aperta e di giornate organizzate con l’obiettivo di far conoscere e provare sport nuovi a chiunque ne abbia voglia – dichiara il team -. “Dal trekking in montagna all’arrampicata sportiva, fino a sport stagionali come lo sci, il surf e il wakeboard: il nostro obiettivo è quello di diffondere la cultura dello sport come stile di vita e come luogo accogliente per chi vuole fare nuove conoscenze”.

Gli organizzatori ambiscono proprio a questo: creare un contesto aggregativo dove grazie alle loro conoscenze e competenze – sono diversi i corsi che hanno frequentato, tra cui quelli di alpinismo e arrampicata organizzati dal Cai – possano dare vita a momenti di qualità e all’insegna della semplicità, lontano dalle abitudini e dalle ansie di una generazione “sempre di corsa”.

Rift Project

“Siamo ancora agli esordi, ma l’obiettivo è anche quello di coinvolgere gli atleti lecchesi in qualche iniziativa: infatti, ci teniamo sempre aggiornati sul mondo dello sport, non solo praticandolo” dichiarano.

Fare tutto, ma farlo con calma, insieme, in sicurezza: questo è lo spirito di Rift Project, che, con l’arrivo della bella stagione, ha in programma nuove iniziative, aperte a chiunque abbia voglia di ‘vivere la vibe’.

“Il nostro primo evento è stato la gita sul San Martino, il 22 marzo. Può sembrare strano, ma hanno partecipato persone che pur vivendo a Lecco non ci erano mai state: questa è stata una soddisfazione per noi. Si tratta di una passeggiata tranquilla, ma c’è stato molto coinvolgimento – dichiara Saverio -. Io e Francesco abbiamo organizzato la gita, preparato il vin brulé, aiutato chi faceva più fatica, e il risultato è stato una giornata diversa dal solito, con anche la presenza di ragazzi Erasmus che non conoscevano nessuno e hanno deciso di mettersi in gioco”.

Per gli interessati, è attiva la pagina Instagram di Rift Project, attraverso la quale è possibile rimanere aggiornati sull’attività del team.
Per partecipare alle iniziative, è sufficiente seguirla e contattare i ragazzi tramite messaggio.

“C’è stato un tempo in cui tutto era diverso, eravamo piccoli e aspettavamo con ansia le ore di motoria per staccare la mente e divertirci con i nostri amici. Crescendo, la dimensione del gioco è venuta meno. Noi vogliamo recuperarla, tornare alla natura con la mente e con il corpo, vivere il piacere di stare in mezzo alle persone” conclude Saverio.

In un contesto giovanile che tende spesso all’individualismo, iniziative come questa dimostrano che stare insieme è ancora possibile, e, superata qualche iniziale resistenza, “è anche facile, come quando raggiunta la cresta di un monte si può solo guardare a valle pensando ‘lo voglio rifare'”.