Nel pomeriggio di mercoledì lanci di bottiglie e vetri in centro, segnalata anche la presenza di un machete
Giacomo Mainetti: “Serve una visione nazionale e interventi a livello comunale”
LECCO – Un nuovo episodio di violenza nel centro cittadino riaccende il dibattito sulla sicurezza. A intervenire è Giacomo Mainetti, referente cittadino di Azione Lecco, che prende posizione dopo quanto accaduto nel pomeriggio di mercoledì, in piena “zona rossa”.
Secondo quanto riferito, durante l’episodio si sarebbero registrati lanci di bottiglie e la presenza di vetri disseminati nell’area, oltre alla comparsa di un machete. Una situazione che, sottolinea Mainetti, si sarebbe verificata sotto gli occhi di cittadini e famiglie. “Si tratta di un fatto gravissimo, che restituisce l’immagine di una situazione che non può più essere sottovalutata”, afferma.
Nel suo intervento, Mainetti evidenzia come episodi di questo tipo non possano diventare abituali, richiamando la necessità di affrontare il tema della sicurezza su più livelli. “È evidente che il tema della sicurezza non può essere affrontato solo a livello locale. Serve una visione nazionale, se non europea, capace di superare i fallimenti degli ultimi anni”, sostiene, criticando sia le politiche della destra sia quelle della sinistra.
Il referente di Azione richiama quindi le proposte del partito, che puntano su un approccio definito pragmatico e basato su misure concrete, tra cui il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, la certezza della pena, espulsioni eseguibili per chi commette reati e percorsi di integrazione legati a scuola, lavoro e conoscenza della lingua, oltre a un maggiore coordinamento europeo nella gestione dei flussi migratori.
Mainetti sottolinea inoltre la necessità di interventi anche a livello comunale. “Non è possibile demandare tutto ai livelli superiori”, afferma, indicando alcune possibili azioni: l’introduzione della figura del poliziotto di quartiere, il rafforzamento dei progetti educativi di strada e una maggiore presenza dei servizi di prossimità, con un lavoro di rete tra Comune, associazioni e realtà del territorio.
“Pensare che misure straordinarie o l’impiego dell’esercito possano risolvere il problema è illusorio”, aggiunge, ribadendo che “la sicurezza non si costruisce con gli slogan, ma con politiche intelligenti, coordinate e capaci di produrre risultati concreti”.


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