L’appartamento ospiterà da 4 a 6 operatori sanitari con affitti calmierati
Il sindaco Gattinoni: “Inneschiamo un circolo virtuoso di accoglienza e restituzione sociale”
LECCO – Un bene confiscato alla criminalità organizzata torna alla collettività con una nuova funzione sociale. A Lecco è stato presentato il progetto di riutilizzo dell’immobile di via Bainsizza 48, che diventerà uno spazio di accoglienza temporanea per personale sanitario, con una restituzione alla comunità attraverso attività di volontariato.

La presentazione del progetto si è svolta oggi, sabato 21 marzo, direttamente all’interno dello stabile, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, alla presenza delle istituzioni cittadine e dei rappresentanti delle forze dell’ordine. L’iniziativa è promossa dal Comune di Lecco in collaborazione con ASST Lecco.

A illustrare il progetto è stato il sindaco Mauro Gattinoni, che ha evidenziato le caratteristiche dell’immobile e la logica alla base della scelta: “L’appartamento è in ottimo stato ed è un bene di pregio, già pronto per essere abitato. È organizzato su due livelli, con la zona notte al piano superiore. Abbiamo pensato di destinarlo a chi arriva a Lecco per lavoro, come medici, insegnanti o operatori delle forze dell’ordine, che spesso fanno fatica a trovare soluzioni abitative a costi sostenibili”.
Da qui l’idea, sviluppata insieme ad ASST, di destinare l’alloggio proprio a personale sanitario: “Potrà ospitare da quattro a sei persone e prevede anche una restituzione alla comunità: chi usufruirà di questo vantaggio abitativo sarà chiamato a mettersi a disposizione con attività di volontariato. L’obiettivo è creare un circolo virtuoso tra accoglienza, lavoro e impegno sociale”. Una modalità nuova per la città, come ha sottolineato lo stesso sindaco: “È la prima volta che sperimentiamo una soluzione di questo tipo, diversa dagli altri beni confiscati già attivi. È un passo in avanti che ci ricorda anche come i fenomeni criminali possano radicarsi in contesti apparentemente normali e richiedano quindi attenzione costante”.
Il progetto si inserisce nel percorso avviato negli anni dal Comune sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, in applicazione del codice antimafia del 2011, che prevede il trasferimento degli immobili agli enti locali per finalità istituzionali e sociali. Dopo esperienze come Il Giglio e la pizzeria Fiore, l’intervento di via Bainsizza rappresenta un’evoluzione, introducendo una forma di abitare temporaneo legata a una funzione sociale.

A sottolineare il valore simbolico dell’iniziativa è stato il prefetto Paolo Ponta: “Oggi celebriamo una vittoria dello Stato, ma soprattutto della comunità. In questo appartamento, dove un tempo vivevano persone legate ad attività criminali, arriveranno lavoratori onesti che si prenderanno cura degli altri. È un passaggio importante: da un luogo chiuso su interessi personali a uno spazio aperto alla collettività”. Il prefetto ha richiamato anche la necessità di mantenere alta l’attenzione: “Qui non siamo di fronte a una mafia visibile, ma a fenomeni più subdoli, che si inseriscono in contesti normali. Per questo iniziative come questa hanno un valore ancora più forte”.

La collaborazione con ASST rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. Il direttore generale Marco Trivelli ha spiegato come l’iniziativa risponda a un bisogno concreto: “Abbiamo accolto con favore la proposta del Comune perché risponde a una necessità reale e ha anche un forte valore simbolico. Il personale che sarà ospitato, a fronte di un affitto calmierato, si impegnerà a dedicare parte del proprio tempo ad attività di volontariato, favorendo così un inserimento attivo nella comunità”. Un’impostazione che, ha aggiunto, “trasforma un bene nato da una storia negativa in un’occasione di crescita e partecipazione”.

Sulla stessa linea l’assessore al Welfare Emanuele Manzoni, che ha richiamato il significato più ampio dell’operazione: “La mafia sfida lo Stato anche sul terreno della socialità, proponendo modelli alternativi di convivenza. Per questo la scelta di destinare questo bene a una funzione sociale è particolarmente significativa. Abbiamo pensato a figure che rappresentano lo Stato nei momenti più delicati della vita, legati alla cura, e a un progetto che favorisca condivisione e radicamento sul territorio”.

L’immobile di via Bainsizza 48 rientra tra i beni confiscati trasferiti al patrimonio comunale per finalità sociali ed è oggetto di un progetto approvato dalla Giunta comunale nel dicembre 2023. L’intervento si inserisce nel percorso di riutilizzo sociale avviato dall’ente sul patrimonio sottratto alla criminalità organizzata.
RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL












































