I funerali celebrati oggi a Milano nella chiesa di Santa Maria della Passione. Nel messaggio dell’Arcivescovo Mario Delpini il ricordo di un sacerdote capace di “scrutare le Scritture come un viandante assetato”
Parroco di San Giovanni dal 1973 al 1986, lasciò un segno profondo anche nella vita culturale lecchese
MILANO – Milano ha dato l’ultimo saluto a don Angelo Casati, ma nel giorno dei funerali il pensiero torna inevitabilmente anche a Lecco. Per tredici anni, dal 1973 al 1986, fu infatti parroco del rione di San Giovanni, lasciando nella comunità un’impronta che il passare del tempo non ha cancellato.
Le esequie del sacerdote ambrosiano, scomparso lunedì 31 agosto all’età di 95 anni, si sono svolte oggi, giovedì 3 settembre, nella chiesa di Santa Maria della Passione a Milano e sono state presiedute da monsignor Giuseppe Vegezzi, Vescovo ausiliare e Vicario episcopale per la città. All’inizio della celebrazione è stato letto un messaggio dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che ha affidato a poche immagini molto intense il ricordo di don Angelo.
“Ha scrutato le Scritture come un viandante assetato che cerca la sorgente e ha tradotto in parole i trasalimenti e lo stupore, la commozione e l’intuizione che le Scritture gli hanno regalato”, ha scritto Delpini. Nel messaggio dell’Arcivescovo emerge soprattutto il tratto che più ha caratterizzato il ministero di Casati: la capacità di usare la parola non per imporsi, ma per accompagnare. “Con la sua parola ha raggiunto molti e ha condiviso le inquietudini e le illuminazioni che hanno portato alla luce l’opera di Dio nell’intimo di ciascuno”.
Un prete dalla presenza discreta, mai sopra le righe, che Delpini descrive con “il fisico minuto, la voce sommessa, l’animo mite”, ma al tempo stesso senza rinunciare a una parola capace di interrogare e aprire strade. “A noi lascia parole che parlano ancora e la testimonianza che incoraggia il nostro cammino”, conclude l’Arcivescovo.
Per Lecco, don Angelo Casati resta prima di tutto il parroco arrivato a San Giovanni nel 1973 e rimasto fino al 1986. Erano anni nei quali la parrocchia non era soltanto luogo di celebrazione e catechesi, ma anche spazio di incontro, cultura e partecipazione. È in quel periodo, nel 1974, che nacque anche il Gruppo Corale San Giovanni, esperienza costruita insieme al maestro Angelo Biella e rimasta viva nella memoria della comunità fino alla reunion delle storiche “Voci del Biella” per il 50° anniversario. Don Angelo accompagnò quella stagione con uno stile aperto, attento alle persone e alla cultura, capace di mettere in dialogo la fede con le domande del tempo.
Proprio negli anni lecchesi si rafforzò anche il rapporto con padre David Maria Turoldo, al quale Casati fu legato da una profonda sintonia umana e spirituale. Fu a Lecco che uno degli episodi legati a Turoldo contribuì anche a far nascere il rapporto personale con il cardinale Carlo Maria Martini. Casati aveva invitato il religioso friulano a un incontro dedicato a monsignor Oscar Romero. L’iniziativa provocò alcune critiche e il parroco di San Giovanni decise di scrivere al nuovo Arcivescovo per spiegare le ragioni della propria scelta.
Da quel confronto prese forma un legame destinato a durare negli anni, costruito soprattutto su una profonda consonanza nel modo di leggere la Chiesa, il Vangelo e le inquietudini della società contemporanea. Un rapporto che aggiunge un altro tassello importante al periodo lecchese di don Angelo: anni nei quali San Giovanni fu per lui un luogo di ministero, ma anche un laboratorio di relazioni, cultura e apertura.
La biografia di don Angelo Casati
Nato a Milano il 9 maggio 1931, don Angelo Casati era stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1954. Prima di arrivare a Lecco aveva insegnato nei Seminari diocesani e, dal 1967 al 1973, aveva svolto il ministero di vicario parrocchiale a San Giovanni di Busto Arsizio.
Dopo i tredici anni trascorsi a Lecco, nel 1986 fu chiamato a guidare la parrocchia di San Giovanni in Laterano a Milano, dove rimase fino al 2008. Negli anni ricoprì anche diversi incarichi nella Chiesa ambrosiana: fu membro del Consiglio Presbiterale, del Collegio dei Consultori, decano di Città Studi e componente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo. Dal 2008 viveva nella parrocchia di San Francesco di Paola, sempre a Milano.
Accanto all’attività pastorale, don Angelo Casati ha costruito nel tempo un lungo percorso di scrittura, poesia e riflessione biblica. Già negli anni Novanta aveva dato vita al blog “Sulla soglia”, seguito da un pubblico ampio, nel quale pubblicava meditazioni e riflessioni. Ha firmato numerosi libri, passando dalla poesia ai commenti ai testi biblici, fino a pensieri sulla vita quotidiana, sulla fede e sulle domande dell’uomo contemporaneo.
Una voce che, anche dopo aver lasciato Lecco, ha continuato a parlare alla città: i suoi versi e le sue riflessioni sono tornati più volte in iniziative culturali e spirituali del territorio. Ed è forse proprio qui che si misura la permanenza del suo passaggio: don Angelo Casati lasciò Lecco nel 1986, ma Lecco non smise mai del tutto di sentirlo come uno dei suoi preti. Nel giorno dell’ultimo saluto, il ricordo che torna da Milano è quello di una figura capace di tenere insieme delicatezza e profondità, silenzio e parola, ascolto e inquietudine. Una presenza discreta, ma difficile da dimenticare.
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