Cerimonia al Politecnico di Lecco tra premiazioni e testimonianze dal mondo STEM
In gara studentesse di quarta superiore con prove su logica, matematica e problem solving
LECCO – Valorizzare il talento femminile nelle discipline scientifiche e tecnologiche, offrendo alle studentesse strumenti concreti per orientarsi e mettersi alla prova. È questo l’obiettivo delle Olimpiadi STEM promosse da AIDIA Lecco (Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette), protagoniste ieri, venerdì 20 marzo, nell’aula magna del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano con la cerimonia conclusiva della quarta edizione.

L’iniziativa, rivolta alle ragazze del quarto anno degli istituti superiori della provincia, si è sviluppata attraverso una prova articolata su 40 quesiti di logica, matematica e problem solving, pensata per misurare capacità analitiche e attitudine alle materie tecnico-scientifiche. Un percorso che coinvolge ogni anno diversi istituti del territorio, tra cui i licei Grassi, Badoni, Rota, Medardo Rosso, Agnesi, l’Istituto Viganò e l’Istituto professionale di Stato di Casatenovo.

La cerimonia non si è limitata alla premiazione, ma ha rappresentato un momento di confronto diretto con il mondo accademico e professionale. “È un’associazione di donne, ma non per donne: è per tutta la comunità – ha sottolineato la presidente di AIDIA Lecco Paola Triaca –. Quando avevo la vostra età avrei voluto sentirmi dire che potevo chiedere, osare, sognare, perché solo così si può pensare di fare qualcosa che non c’è”.

Un richiamo al valore dell’ambizione e del percorso personale ripreso anche dalla vicepresidente Annachiara Castagna: “L’ambizione è qualcosa che dobbiamo mostrare. Siamo qui per dimostrare che si può essere madri e donne che vivono un ambiente tecnico”.

Nel corso dell’incontro si sono alternati interventi istituzionali e contributi dal mondo delle professioni. Il prorettore del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, Marco Tarabini, ha evidenziato come “l’Italia abbia molto bisogno” di nuove generazioni femminili nelle STEM, sottolineando il valore dei team equilibrati: “I team bilanciati hanno una marcia in più” con l’auspicio che il Politecnico possa rappresentare un punto di riferimento per le studentesse.
A portare il saluto degli ordini professionali sono stati Adriano Alderighi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Lecco, che ha invitato le giovani a “fare ciò che amano di più”, e Massimiliano De Rose, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Como: “L’ingegnere è chi inventa, chi scommette, chi vede al di fuori del proprio recinto. Siate curiose, abbiate una visione sul futuro”.
A moderare l’incontro la giornalista del Sole 24 Ore Maria Chiara Voci, che ha richiamato il significato profondo della competizione: “Competenza e competizione vengono dalla stessa radice latina, che significa andare insieme verso qualcosa”.

Spazio quindi alle testimonianze. La professoressa Manuela Galli, ordinaria al Politecnico di Milano, ha raccontato il proprio percorso in ingegneria meccanica, intrapreso in un contesto ancora fortemente sbilanciato: “Eravamo in 3 ragazze su 350 iscritti. Con la determinazione sono andata avanti”, invitando le studentesse a scegliere “ciò che appassiona davvero”.

A portare la propria esperienza anche Ilaria Sanna, studentessa magistrale in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano e ambassador di Generazione STEM, che ha condiviso le difficoltà incontrate nel percorso universitario: “Non avevo molte basi, ma ciò che mi ha fatto andare avanti è stata la sicurezza di avere davanti un percorso che poteva portarmi lontano”. Un messaggio chiaro alle partecipanti: “Non ci sono limiti. Anche se siamo poche, non significa che non siamo fatte per questo, ma che stiamo aprendo le porte alle donne del futuro“.

Nel corso della cerimonia sono state premiate le tre studentesse che si sono distinte nella competizione: terzo posto per Alessandra Cossetta del liceo Grassi, secondo posto per Marta Castagna del liceo Badoni e primo per Sandra Buzzoni, sempre del Badoni. A tutte le partecipanti è stato consegnato un attestato, a riconoscimento dell’impegno e del percorso affrontato.
La premiazione ha previsto anche riconoscimenti concreti: tre buoni rispettivamente da 100, 150 e 200 euro per le vincitrici, oltre a un dispositivo per il rilievo della qualità dell’aria destinato alla prima classificata. Nello spirito della competizione, che considera il successo di una studentessa come il risultato di un contesto educativo condiviso, sono stati assegnati anche un buono da 250 euro alla classe, due dispositivi per la valutazione della qualità dell’aria alle scuole salite sul podio e un contributo da 500 euro all’istituto vincitore.

Alla premiazione erano presenti anche rappresentanti dell’Ufficio scolastico territoriale di Lecco, insieme ai soggetti che hanno sostenuto l’iniziativa – Confapi Lecco Sondrio e sponsor privati – a testimonianza della rete tra scuola, professioni e sistema produttivo che accompagna il progetto.
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