Sabato 16 maggio la dodicesima edizione della Marcia promossa dalla Tavola Lecchese per la Pace con partenza da Olginate e arrivo a Lecco
“La nostra marcia è un atto di resistenza civile”: il corteo lungo l’Adda per rilanciare la cultura della nonviolenza e del dialogo
LECCO – Tornano i “Passi di Pace”, la marcia promossa dalla Tavola Lecchese per la Pace che sabato 16 maggio attraverserà il territorio con un percorso di 10 chilometri per ribadire il rifiuto della guerra e rilanciare la cultura del dialogo e della nonviolenza.
Giunta alla dodicesima edizione, l’iniziativa coinvolge oltre 60 associazioni del territorio e si inserisce quest’anno nel Giro d’Italia per la Pace promosso dalla Fondazione Perugia Assisi. Un appuntamento che, in un contesto internazionale segnato dai conflitti, vuole trasformare il cammino collettivo in un momento di riflessione e partecipazione civile.
Il ritrovo è previsto alle 14.30 a Olginate, in via dell’Industria sotto l’ex ponte ferroviario, luogo scelto anche per il suo valore simbolico di collegamento tra le sponde. La partenza della marcia è fissata alle 15. Il corteo seguirà la pista ciclopedonale lungo l’Adda fino ad arrivare intorno alle 17.30 in piazza Garibaldi a Lecco, dove la manifestazione si concluderà con testimonianze e la lettura di un appello collettivo.
Particolare attenzione sarà dedicata ai più giovani. All’Oratorio di Pescate sono infatti previsti laboratori artistici, creativi e di animazione, prima dell’ingresso dei ragazzi nel corteo per accompagnare l’ultimo tratto del percorso verso Lecco.
“La nostra marcia è un atto di resistenza civile”, spiegano gli organizzatori. “Il nostro messaggio è chiaro: ‘Basta guerre’. Non è uno slogan ingenuo e rituale, ma una necessità politica e umana. Manifestare significa rifiutare l’assuefazione all’orrore e alla guerra come soluzione dei conflitti”.
Nel richiamare le guerre in corso, dall’Ucraina alla Palestina fino ai conflitti dimenticati in Africa e Asia, la Tavola Lecchese per la Pace rilancia anche il monito di Papa Leone: “Fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli della mediazione, non a quelli dove si pianifica il riarmo”.
La scelta di partire da un ponte viene indicata come simbolo di dialogo e incontro in “un’epoca segnata da muri e divisioni”. “Vogliamo che il nostro territorio sia il segno visibile di una comunità schierata per la Pace e trasformata in un laboratorio permanente di dialogo”, sottolineano gli organizzatori, evidenziando il ruolo centrale delle nuove generazioni.
L’invito alla partecipazione è rivolto a cittadini, istituzioni e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di trasformare il cammino in una testimonianza collettiva contro ogni conflitto e a favore di una cultura della pace.

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