Nuovo Bione: la proposta divide ancora, ma il Consiglio approva la manifestazione di pubblico interesse

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Respinto l’emendamento delle minoranze, che chiedevano più garanzie sul progetto e maggiore coinvolgimento delle associazioni sportive

La maggioranza difende il percorso: “È una fase preliminare, nessun vincolo per il Comune”; opposizioni critiche sulle tempistiche

LECCO – Il progetto di riqualificazione del centro sportivo del Bione continua a dividere anche in sede di Consiglio comunale. Nella seduta di oggi, lunedì 30 marzo, l’aula è stata chiamata a esprimersi sulla dichiarazione di pubblico interesse della proposta di partenariato pubblico-privato relativa alla progettazione, riqualificazione, gestione e finanziamento dell’impianto. Un passaggio procedurale che consente al progetto di proseguire, ma che ha evidenziato ancora una volta una netta spaccatura politica: le minoranze, fatta eccezione per Italia Viva, hanno scelto di non partecipare al voto. La delibera è stata così approvata grazie ai voti della maggioranza.

Il confronto si è aperto sull’emendamento presentato dalla consigliera Lorella Cesana (Lecco Ideale) e sottoscritto dai consiglieri di Fratelli d’Italia, frenato già in partenza da pareri tecnici e contabili negativi. L’emendamento chiedeva di rafforzare alcuni aspetti ritenuti cruciali prima della dichiarazione di pubblico interesse: le richieste si concentravano sull’inserimento chiaro e dettagliato nella delibera dei rilievi dei consulenti Fabrizio Robbiano e Paola Roullet (emersi durante le scorse commissioni), sulla chiarezza riguardo i flussi economici e su un coinvolgimento più strutturato delle associazioni sportive. “Non possiamo prescindere dalle vere condizioni del Bione – ha sottolineato Cesana –. L’interesse pubblico è la riqualificazione e l’ammodernamento, non la trasformazione in qualcosa di diverso. Il centro non deve diventare un’area eventi o centro ricreativo”. La proposta mirava inoltre a subordinare esplicitamente il pubblico interesse alle prescrizioni tecniche introdotte per modificare la proposta originaria.

Centro sportivo Bione Lecco

A sostegno dell’emendamento si sono espressi diversi consiglieri di minoranza. “La proposta rientra nel buon senso – ha osservato Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco) –. Non c’è ancora un progetto né un piano definiti, infatti non si prevedono modifiche economiche, si chiede semplicemente più attenzione”, mentre Emilio Minuzzo (Fratelli d’Italia) ha evidenziato come l’obiettivo dell’emendamento fosse “puntare almeno un faro sul percorso che la maggioranza intende intraprendere, tracciando l’indirizzo di un progetto che deve vedere l’amministrazione come un soggetto attivo e garante”. Nonostante alcune aperture su singoli punti proposti, l’emendamento è stato respinto dalla maggioranza, alla luce dei pareri tecnici contrari e dell’impossibilità di accoglierlo solo parzialmente.

Da qui il dibattito si è spostato sulla delibera nel suo complesso, con le opposizioni che hanno ribadito le criticità già emerse anche nelle commissioni dei giorni precedenti: tempistiche, quadro economico e natura ancora preliminare della proposta. “Stiamo approvando qualcosa di embrionale, con molte prescrizioni – ha osservato Giovanni Tagliaferri (Orizzonte per Lecco) –. In un contesto ordinario avremmo dovuto chiedere modifiche e solo poi votare: qui stiamo invertendo il percorso”.

Dubbi anche sulla natura e la finalità del progetto. Giovambattista Caravia (Gruppo Misto) ha evidenziato come “l’operatore sia interessato solo ad alcune strutture”, mentre Stefano Parolari (Lega) ha parlato di un’operazione che rischia di essere “un danno per il bilancio” e di allontanarsi dalla funzione sportiva del centro. Ancora più netta la posizione politica di Minuzzo: “Siamo a 55 giorni dalle elezioni. La domanda è: di quale interesse stiamo parlando? Per chi vogliamo sistemare questo centro sportivo? Se non siamo in grado di dare una risposta chiara, dovremmo lasciar perdere”.

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Critiche anche sul piano procedurale. “La vostra è una scelta politica ed elettorale – ha affermato Valsecchi –. I consulenti vi hanno confermato che non è un vero partenariato pubblico-privato, come avrebbe dovuto essere. Bisognava chiudere questa partita e riaprirne un’altra a elezioni concluse”.

Di segno opposto le posizioni della maggioranza, che ha difeso la scelta di portare avanti l’iter. “In questa sede non stiamo approvando il progetto, ma dichiarando il pubblico interesse – ha chiarito Saulo Sangalli (Fattore Lecco) –. Non c’è alcun obbligo vincolante per il Comune. Stiamo dicendo agli operatori di procedere con la proposta, poi valuteremo”. Un passaggio preliminare, quindi, ritenuto necessario per sviluppare una proposta più dettagliata.

Sulla stessa linea anche il capogruppo del Partito Democratico Pietro Regazzoni, che ha richiamato l’impegno economico dell’ente: “Ci sono 10 milioni di euro a bilancio per il centro sportivo, il più grande investimento di questa amministrazione. Se non fosse una priorità li avremmo destinati ad altro, non è una scelta politica”. E ha aggiunto: “Il Bione è un interesse di tutti, infatti se le prescrizioni non verranno integrate, il progetto non andrà avanti”.

Per la maggioranza il nodo centrale resta proprio la necessità di sbloccare una situazione ferma da anni. “Sono almeno 15 anni che si parla di ristrutturazione senza mai arrivare a una soluzione”, ha ricordato Alberto Anghileri, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra – Cambia Lecco, mentre Casto Pattarini (Partito Democratico) ha sottolineato che “non si tratta di un progetto definitivo, ma di una fase iniziale che recepisce gran parte delle osservazioni dei consulenti”.

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A difendere il percorso si è espresso anche l’assessore all’Educazione e allo Sport Emanuele Torri, che ha respinto le critiche sul mancato coinvolgimento delle società sportive: “È dal 2021 che si parla di riqualificare il Bione, ci sono state diverse commissioni e manifestazioni di interesse. Le associazioni sportive sono state incontrate e ascoltate: non è corretto dire che non c’è stato confronto, le loro richieste sono parte delle prescrizioni”. E sul merito della natura del progetto ha aggiunto: “Non vedo nulla di negativo se il centro assume anche una funzione ricreativa: deve offrire occasioni per tutti, non solo per chi pratica sport agonistico”.
“Per quanto riguarda la ristrutturazione del palazzetto, ci sarà tempo per una seconda fase, ma per il momento ci occuperemo di riqualificare il centro e offrire più spazi a chi al momento non può usufruirne” ha concluso.

Tra le minoranze, solo Italia Viva si è espressa a favore della delibera. “Presentiamo finalmente un progetto organico richiesto da anni dalla città – ha dichiarato Andrea Frigerio (Gruppo Misto) –. Non è completo, chiaramente, ma risponde a gran parte delle esigenze”.

In seguito alla votazione, la delibera è stata approvata, ma il risultato fotografa un quadro politico ancora lontano da una sintesi. Tutti concordano sulla necessità di intervenire sul Bione, ma restano profonde le differenze su metodo, tempi e contenuti. Da un lato la maggioranza rivendica l’avvio di un percorso atteso da anni, dall’altro le opposizioni continuano a chiedere di fermarsi e chiarire le intenzioni prima di compiere scelte che potrebbero condizionare il futuro del centro sportivo e vincolare la prossima amministrazione comunale.