Autonomia differenziata, via libera dalla Lombardia. Piazza e Zamperini: “Più poteri ai territori”

Tempo di lettura: 3 minuti
Autonomia differenziata Lombardia 2026
Da sinistra, Attilio Fontana e Mauro Piazza

Il Consiglio regionale approva la Risoluzione con 48 voti favorevoli e 21 contrari: le intese riguardano quattro materie

Protezione civile, professioni, previdenza e tutela della salute al centro dell’accordo. Ora l’intesa passa al Governo e poi alle Camere

LECCO – Via libera del Consiglio regionale lombardo all’autonomia differenziata. L’Aula ha approvato con 48 voti favorevoli e 21 contrari la Risoluzione che adotta gli schemi d’intesa con il Governo per attribuire alla Lombardia ulteriori competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.

Autonomia differenziata Lombardia 2026

Il voto autorizza il presidente Attilio Fontana alla sottoscrizione definitiva dell’intesa e affida alla Giunta il mandato di proseguire il negoziato con lo Stato anche su altre materie. Un passaggio sul quale sono intervenuti anche i lecchesi Mauro Piazza, sottosegretario regionale con delega all’Autonomia, e Giacomo Zamperini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

“L’approvazione di questa Risoluzione chiude un cerchio che si è aperto nel 2015 quando il Consiglio regionale votò il via libera al referendum consultivo sull’autonomia, fortemente voluto dall’allora presidente Roberto Maroni”, ha commentato Piazza, ricordando il referendum del 22 ottobre 2017, quando il 95,1% dei votanti si espresse a favore di una Regione con maggiori poteri e competenze. “Oggi abbiamo dato attuazione a quel mandato popolare aprendo una nuova stagione autonomista”.

Autonomia differenziata Lombardia 2026
L’intervento di Giacomo Zamperini

Zamperini ha invece insistito sulla necessità di accompagnare le nuove competenze con risorse adeguate: “L’autonomia non può essere soltanto una questione di competenze: deve essere soprattutto un trasferimento di risorse e politica di prossimità”. Il consigliere ha citato il calo della quota FOSMIT della Lombardia, che nel 2026 scende da 11,03 a 9,35 milioni di euro, 1,67 milioni in meno in un anno, e indicato caccia, pesca, promozione turistica e infrastrutture locali tra le competenze che dovrebbero essere amministrate più vicino ai territori, anche attraverso le Province.

“Se esiste un centralismo romano, esiste anche un Milano-centrismo che danneggia la nostra regione”, ha aggiunto Zamperini, respingendo al tempo stesso una lettura separatista dell’autonomia: “L’autonomia che ci serve è fatta di politiche di prossimità, che rafforzino l’Unità Nazionale e rendano più efficiente l’Italia intera”.

Autonomia differenziata Lombardia 2026
Da sinistra, Matteo Forte, Mauro Piazza e Giovanni Malanchini

Fontana ha definito il voto “un risultato storico”, precisando che si tratta di “un primo tassello” e ribadendo l’intenzione di proseguire il negoziato sulle altre materie. L’Aula ha inoltre approvato un emendamento del presidente della Commissione Affari Istituzionali Matteo Forte per coinvolgere CAL, Anci Lombardia, UPL e Città metropolitana nel percorso di attuazione dell’autonomia differenziata.

Contrarie le minoranze, che hanno parlato di una “forzatura politica e procedurale”, contestando metodo e contenuti dell’iter ed esprimendo “fortissime perplessità e profili di illegittimità nel rapporto tra LEA e LEP”. Respinta a maggioranza la questione pregiudiziale di legittimità costituzionale e statutaria presentata dalle opposizioni.

Sul piano delle competenze, gli schemi d’intesa prevedono maggiori margini d’intervento regionale nella Protezione civile, anche attraverso ordinanze per le emergenze locali, nella disciplina delle Professioni legate al territorio e nella Previdenza complementare e integrativa. In ambito sanitario sono previste maggiori possibilità nella gestione delle risorse, degli investimenti e del personale, nella definizione delle tariffe di rimborso e nell’istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, ferma restando la garanzia dei LEA.

L’intesa passerà ora al Governo per la predisposizione del disegno di legge di approvazione, che dovrà poi essere esaminato da Camera e Senato secondo quanto previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.

Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.

AGGIUNGI ORA