Medicina di base, specialistica e servizi sociali riuniti in un unico presidio attivo 7 giorni su 7
Attenzione a pazienti fragili e anziani: la struttura rientra nel piano delle otto Case di Comunità previste sul territorio
LECCO – Un nuovo punto di riferimento per la sanità territoriale, pensato per avvicinare i servizi ai cittadini e costruire una presa in carico più integrata e continua. È stata inaugurata oggi, giovedì 2 aprile, in via Ghislanzoni 9 la Casa di Comunità Hub di Lecco, struttura dell’ASST Lecco che segna un passaggio significativo nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria, in linea con il Decreto Ministeriale 77/2022 e con gli obiettivi del PNRR.
La nuova Casa di Comunità, afferente al Distretto di Lecco, è destinata a servire un bacino di circa 48mila abitanti e si propone come una piattaforma integrata di servizi, con particolare attenzione alle persone fragili, ai pazienti cronici e alla popolazione anziana. Un modello che punta sulla prossimità, sulla continuità assistenziale e su un approccio multidisciplinare, mettendo in relazione professionisti e servizi diversi.

All’inaugurazione hanno partecipato i vertici dell’ASST Lecco insieme alle istituzioni locali e regionali, con la presenza, tra gli altri, della presidente della Provincia Alessandra Hofmann, del direttore territoriale dell’ASST Lecco Luca Sesana e del presidente dell’Ordine dei Medici Pierfranco Ravizza.
Dal punto di vista organizzativo, la struttura è articolata in cinque macro-aree funzionali: dall’accesso ai servizi amministrativi, con sportelli polifunzionali, CUP e Punto Unico di Accesso, all’assistenza primaria con medici di medicina generale, pediatri, continuità assistenziale e infermieri di famiglia e comunità. A questi si affiancano la specialistica ambulatoriale e la diagnostica di base, le attività di prevenzione e promozione della salute – inclusi i programmi di screening – e l’integrazione sociosanitaria, sviluppata in collaborazione con i servizi sociali comunali e il Terzo Settore.
La Casa di Comunità garantisce inoltre una presenza medica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, mentre dal 20 aprile sarà attivo anche il servizio infermieristico quotidiano dalle 8 alle 20, festivi compresi. Il tutto in connessione con la Centrale Operativa Territoriale e con l’intera rete dei servizi sanitari e sociali, anche attraverso strumenti digitali e di telemedicina, per favorire percorsi di cura personalizzati e un reale collegamento tra ospedale e territorio.

“Con l’inaugurazione della Casa di Comunità di Lecco rafforziamo un presidio di prossimità importante per il territorio – ha sottolineato il direttore generale di Asst Lecco Marco Trivelli – pensato per avvicinare i servizi ai cittadini e rispondere concretamente ai bisogni della comunità. È una struttura accessibile e accogliente, che vuole promuovere anche la partecipazione attiva dei cittadini e valorizzare il ruolo del volontariato e del Terzo Settore”. Un modello che, nelle intenzioni, può incidere anche sul modo in cui si accede alla cura: “Spero che le Case di Comunità cambino il modo in cui le persone si curano – ha aggiunto – perché i pazienti sono sempre gli stessi, che si trovino nell’ambito della medicina generale, ambulatoriale o domiciliare. Qui questa integrazione diventa concreta”.

Proprio il tema dell’integrazione tra sanitario e sociale è stato più volte richiamato nel corso degli interventi. “Abbiamo cercato uno spazio centrale e facilmente accessibile, soprattutto per i cittadini più anziani – ha spiegato il sindaco Mauro Gattinoni –. Questa struttura nasce prima da un pensiero e poi dalla legge: a Lecco la riflessione su come mettere insieme dimensione sociale e sanitaria è iniziata da tempo, e oggi trova una realizzazione concreta. È uno dei pochi casi in cui queste due dimensioni collaborano così strettamente”.

Sulla stessa linea il sottosegretario regionale Mauro Piazza, che ha richiamato il contesto più ampio delle politiche sanitarie: “La vera sfida era evitare di creare ‘scatole vuote’. Qui invece abbiamo un luogo ben progettato, ma soprattutto ricco di servizi, che lo renderanno utile e frequentato. È una sfida non semplice, ma in questo caso è stata vinta, anche grazie al lavoro dei professionisti che animeranno questi spazi”.

Per l’assessore al Welfare Emanuele Manzoni, la Casa di Comunità rappresenta anche un punto di partenza: “Questa integrazione può diventare un modello per altre realtà del territorio. È un risultato importante, ma anche un cambiamento culturale che deve essere accompagnato nel tempo. I bisogni crescono e diventano sempre più complessi: per questo le risorse umane e la capacità di collaborare fanno la differenza”.

Un passaggio sottolineato anche dal consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, che ha evidenziato il valore del percorso legato al PNRR: “Stiamo vedendo risultati concreti di un investimento sulla sanità territoriale. La sfida ora è rendere queste strutture sempre più aderenti ai bisogni specifici dei territori e rafforzare il dialogo tra sanitario e sociale”.

Accanto agli aspetti progettuali, è stato ricordato anche il lavoro organizzativo che ha reso possibile l’apertura nei tempi previsti. “Abbiamo messo a terra un progetto complesso grazie all’impegno di tante figure, anche meno visibili, come tecnici e amministrativi – ha sottolineato la presidente di ATS Lecco Paola Palmieri –. Ora la sfida sarà quella della continuità, mantenendo nel tempo la collaborazione tra istituzioni”.
La Casa di Comunità di Lecco si inserisce in un più ampio piano che prevede l’attivazione di otto strutture sul territorio dell’ASST, tra cui quelle di Oggiono, Merate e Introbio. Strutture che, pur rispondendo a standard comuni, potranno sviluppare nel tempo caratteristiche specifiche legate al contesto locale.

“Questa casa può diventare un esempio emblematico di integrazione tra sociale e sanitario – ha concluso Trivelli –. Per curare davvero una persona bisogna considerare anche come vive, accompagnandola nel suo percorso. È questa la direzione in cui vogliamo andare, per fare la differenza nel modo in cui i cittadini si curano”.


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