Manifestazione del 27 aprile, il Pd di Lecco: “Solidarietà ai cittadini sanzionati”

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(foto archivio)

Secondo il Partito Democratico, le sanzioni colpiscono una protesta pacifica e rischiano di creare un precedente per il diritto di manifestare

“Chiediamo che venga fatta piena chiarezza sui provvedimenti adottati e auspichiamo una loro revisione”

LECCO – Il Partito Democratico della Città di Lecco esprime piena solidarietà alle cittadine e ai cittadini raggiunti da sanzioni a seguito della manifestazione antifascista del 27 aprile scorso nei pressi dello stadio Rigamonti-Ceppi. Il partito chiede inoltre che venga fatta piena chiarezza sui provvedimenti adottati e auspica una loro revisione.

Secondo il Pd, quel giorno “decine di persone hanno espresso in modo pacifico il proprio dissenso” nei confronti di una commemorazione promossa, secondo il partito, “da gruppi dell’estrema destra nostalgici del fascismo”, utilizzando slogan, fischietti e altre forme di protesta non violenta “nel solco dei valori della Costituzione nata dalla Resistenza”.

Per il Partito Democratico è profondamente sbagliato sanzionare chi manifesta pacificamente in difesa dei principi antifascisti, perché “l’antifascismo non è un problema di ordine pubblico: è il fondamento della nostra democrazia repubblicana”.

Il Pd attribuisce inoltre la vicenda agli effetti del decreto Sicurezza, definito “un’impostazione sbagliata” voluta dal Governo Meloni e contrastata dal partito. A suo giudizio, il provvedimento “rischia di trasformare l’esercizio del diritto di manifestare pacificamente in un problema di ordine pubblico, anziché garantire una delle libertà fondamentali previste dalla Costituzione”.

Il partito richiama quindi il valore storico della città di Lecco, medaglia d’argento al valor militare per la lotta di Liberazione, sostenendo che quella memoria “non può essere equiparata a nostalgie autoritarie o a tentativi di riabilitazione del fascismo” e che difenderla significa tutelare “la Costituzione e i valori di libertà, pluralismo e giustizia su cui si fonda la Repubblica”.

Il Pd Città di Lecco auspica quindi una revisione dei provvedimenti adottati, ritenendo necessario evitare che possano costituire “un precedente pericoloso” per il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente il proprio pensiero.

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