Anpi, sezione Lario Orientale, alle celebrazioni del 25 Aprile: “La Costituzione ci chiede di ripudiare la guerra”

Tempo di lettura: 3 minuti

 

I rappresentanti Anpi hanno preso la parola in tutte le manifestazioni sul territorio

“I valori, incardinati nella Costituzione nata dalla Resistenza, sono: la democrazia, i diritti sociali, la libertà e la pace”

COLICO – La sezione Lario Orientale di Anpi ha partecipato ieri alle celebrazioni del 25 Aprile che si sono svolte ad Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Varenna, Dervio, Bellano e Colico e, nella serata di ieri, a Perledo.

La celebrazione a Colico

I rappresentanti Anpi hanno preso la parola in tutte le manifestazioni. Dopo aver ricordato i fatti storici locali del 25 aprile 1945, i rappresentanti intervenuti hanno voluto sottolineare come, per Anpi, celebrare il 25 aprile è occasione di memoria, ma anche e soprattutto un momento del presente: “Un momento in cui cerchiamo, tra i valori della Resistenza, la bussola che ci indichi la strada in questo mondo difficile, dove le dittature, la povertà, la guerra sono ancora di drammatica attualità”, hanno detto.

La celebrazione a Varenna

“Quei valori, incardinati nella Costituzione nata dalla Resistenza, sono: la democrazia, come sistema politico, i diritti sociali, come garanzia di una vita dignitosa, la libertà e la pace, come patrimonio individuale e collettivo dell’intero pianeta. Siamo oggi di fronte a una sfida inedita che ci chiede di: innovare le istituzioni democratiche senza snaturarle; migliorare, anche con le tecnologie ‘buone’, i processi decisionali, aumentando gli spazi di partecipazione e di controllo; affrontare con il dialogo le controversie tra Paesi, nel pieno rispetto dell’art. 11 della Costituzione che ci chiede di ripudiare la guerra; ribadire sempre che i diritti politici e sociali valgono più di ogni efficientismo e le persone valgono più di ogni calcolo economico. Lo strumento di cui disponiamo è la partecipazione popolare, che è la vera risorsa delle democrazie. Senza partecipazione, le democrazie sono deboli, perché la loro forza non è data dagli eserciti ma dal consenso popolare”.

“Abbiamo ancora molto da fare, per attuare la nostra Costituzione. Non cediamo a chi ci dice che la guerra è inevitabile. Come ha detto in questi giorni Papa Leone: ‘Troppi innocenti continuano a essere uccisi. Perciò penso che qualcuno debba alzarsi per dire che un’altra via è possibile’. Pertanto, facciamo rivivere la speranza in un mondo migliore, unito nella ricerca di una buona convivenza tra i popoli, fondata anche sull’equa distribuzione delle risorse. È così che oggi possiamo onorare la nostra Liberazione dal fascismo e offrire al mondo la parte migliore della nostra storia civile”.

La celebrazione ad Abbadia