Colico. Nuovo impianto sportivo di via Cariboni, definiti gli indirizzi per la gestione

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(foto archivio)

La concessione avrà una durata di 15 anni e riguarderà la struttura comunale con palestra di arrampicata, pump track, campo da basket, area skate, spogliatoi e sala conferenze

Il futuro gestore dovrà investire almeno 135 mila euro, garantire l’apertura per 250 giorni all’anno, applicare tariffe contenute e reinvestire gli eventuali utili in attività sportive e sociali

COLICO – Una concessione della durata di 15 anni, tariffe accessibili, attività rivolte ai giovani, collaborazione con le scuole e un investimento iniziale di almeno 135 mila euro a carico del futuro gestore. Sono questi alcuni dei principali indirizzi approvati dal Consiglio comunale di Colico per l’affidamento in gestione del nuovo impianto sportivo comunale in fase di realizzazione in via Cariboni.

La struttura, i cui lavori dovrebbero concludersi verosimilmente all’inizio del 2027, comprenderà una palestra dedicata all’arrampicata, spogliatoi, servizi, un magazzino sul retro rivolto verso la ferrovia, una sala conferenze, due piste pump track, una destinata ai ragazzi più grandi e una ai bambini, un campo da basket all’aperto, un percorso per lo skate e ulteriori aree esterne dedicate all’attività sportiva e alla socialità.

Con l’avvicinarsi della conclusione del cantiere, l’Amministrazione comunale ha deciso di affrontare con anticipo il tema della futura gestione del complesso, affidando all’ufficio tecnico la redazione di una relazione attraverso la quale sono state definite la natura del servizio, le modalità generali di affidamento e le condizioni che il concessionario dovrà rispettare. Il Consiglio comunale è stato quindi chiamato ad approvare il documento e a fornire agli uffici gli indirizzi necessari per avviare la successiva procedura pubblica di affidamento.

La relazione tecnica ha classificato l’impianto sportivo di via Cariboni come un servizio pubblico privo di rilevanza economica. La definizione non significa che la struttura non potrà generare entrate, ma che la gestione dovrà essere caratterizzata prevalentemente da finalità sportive, educative e sociali, anziché da obiettivi commerciali o dalla distribuzione di profitti.

La gestione potrà quindi essere riservata a soggetti con caratteristiche sportive e associative, quali associazioni sportive dilettantistiche, società sportive o enti del Terzo settore, in grado di garantire la prevalenza della funzione sociale dell’impianto.

La durata della concessione è stata fissata in 15 anni. Un periodo esteso, giustificato anche dall’investimento che il concessionario dovrà sostenere nella fase iniziale per rendere pienamente operativa la struttura. Il Comune realizzerà l’edificio e gli spazi principali, mentre il gestore dovrà occuparsi dell’arredamento interno e soprattutto dell’allestimento delle pareti destinate all’arrampicata. L’investimento minimo richiesto sarà pari a 135 mila euro.

Le modalità precise di installazione, la proprietà finale delle attrezzature, gli obblighi manutentivi, i controlli e le eventuali cause di risoluzione saranno dettagliati nella convenzione e negli atti della futura procedura di affidamento.

Il concessionario dovrà garantire l’apertura della struttura per almeno 250 giorni ogni anno. L’obiettivo è assicurare un utilizzo continuativo dell’impianto, evitando che il complesso rimanga accessibile soltanto in alcuni periodi o in occasione di eventi particolari.

Il gestore dovrà promuovere la pratica dell’arrampicata soprattutto tra i giovani e le famiglie, garantendo allo stesso tempo l’accesso alla struttura a tutti i cittadini senza discriminazioni.La concessione non riguarderà quindi soltanto la conduzione economica e materiale dell’edificio, ma comprenderà una serie di veri e propri obblighi di servizio pubblico.

Uno dei punti centrali degli indirizzi riguarda il costo di accesso. La tariffa ordinaria non potrà superare i 2,50 euro. Dovranno inoltre essere previste agevolazioni specifiche per i residenti e per i più giovani. I cittadini residenti a Colico avranno diritto a uno sconto di almeno il 10%, mentre per i ragazzi con meno di 16 anni la riduzione dovrà essere pari ad almeno il 15%. Il sistema tariffario dovrà essere definito in modo da favorire una frequentazione ampia dell’impianto e impedire che il costo possa trasformarsi in un ostacolo per le famiglie o per i ragazzi.

Il carattere accessibile delle tariffe costituisce uno degli elementi utilizzati dall’Amministrazione per riconoscere alla gestione la natura di servizio privo di rilevanza economica.

Il futuro concessionario dovrà organizzare eventi, manifestazioni e iniziative dedicate alla promozione dell’attività sportiva. Tra gli obblighi figura anche l’organizzazione di almeno 25 lezioni rivolte agli under 16, inserite all’interno di un percorso strutturato dedicato ai più giovani. La gestione dovrà inoltre prevedere la collaborazione con gli istituti scolastici, le associazioni e le realtà educative presenti sul territorio, con l’obiettivo di sviluppare progetti sportivi e formativi. La palestra di arrampicata dovrà quindi essere utilizzata anche come spazio educativo e di avvicinamento allo sport, non soltanto come impianto destinato alla libera pratica o alle attività delle associazioni.

Un altro vincolo fondamentale riguarda la destinazione degli eventuali utili prodotti dalla gestione. Qualora al termine dell’esercizio annuale risultassero degli avanzi economici, questi non potranno essere distribuiti liberamente dal concessionario. Dovranno essere reinvestiti esclusivamente in progetti, attività o interventi di carattere sportivo e sociale, concordati con l’Amministrazione comunale.

Le risorse potranno essere utilizzate, ad esempio, per migliorare le attrezzature, ampliare le iniziative, sostenere attività per i giovani, finanziare interventi sociali o contribuire al contenimento delle tariffe.

Il concessionario sarà inoltre obbligato a rendicontare in modo completo tutte le entrate e tutte le spese derivanti dalla conduzione dell’impianto. Il Comune dovrà quindi poter verificare i ricavi ottenuti, i costi sostenuti e la destinazione degli eventuali avanzi.

Il futuro gestore dovrà farsi carico della manutenzione dell’area esterna connessa alla struttura. Gli interventi sulla parte strutturale dell’edificio resteranno invece disciplinati dagli atti di concessione e dalla convenzione che verrà predisposta dagli uffici comunali. Durante la discussione è stato chiarito che le modalità di ispezione, i controlli sullo stato di conservazione dell’impianto, gli obblighi manutentivi e le possibili cause di risoluzione del rapporto saranno inseriti nella documentazione tecnica della procedura. Il Consiglio comunale ha infatti approvato gli indirizzi generali, mentre spetterà al responsabile del servizio tradurli nelle clausole operative del futuro affidamento.

Il nuovo polo sportivo di via Cariboni

L’impianto oggetto della futura concessione è in fase di realizzazione nell’area sportiva di via Cariboni, vicino ai campi da calcio, al tennis club e alle altre strutture già presenti nella zona. Il progetto punta a creare un polo dedicato a discipline differenti e rivolto a utenti di tutte le età.

Il nucleo principale sarà costituito dalla palestra indoor dedicata al bouldering, una specialità dell’arrampicata praticata su pareti di altezza contenuta e senza l’utilizzo di corde, con materassi di sicurezza collocati alla base. Accanto alla sala principale saranno realizzati gli spogliatoi, i servizi igienici, un locale magazzino collocato sul retro verso la ferrovia e una sala destinata a conferenze, riunioni e iniziative collettive.

Gli spazi esterni comprenderanno due piste pump track: una più articolata, rivolta ai ragazzi più grandi e agli utenti maggiormente esperti, e una più semplice destinata ai bambini. I percorsi potranno essere utilizzati con biciclette, skateboard, pattini e monopattini e saranno caratterizzati da curve, dossi e variazioni di pendenza.

Saranno inoltre presenti un campo da basket all’aperto, uno spazio dedicato allo skate e altre aree destinate alla pratica sportiva e alla frequentazione libera.

Le osservazioni della minoranza

Nel corso del dibattito consiliare la minoranza, e in particolare il consigliere Enzo Venini di Più Comunità, ha espresso alcune perplessità, soprattutto in relazione alla complessità della documentazione e al tempo limitato avuto a disposizione per esaminarla.

È stato osservato che il settore delle palestre di arrampicata e delle attività sportive analoghe sta registrando una crescente presenza di operatori privati, circostanza che, secondo l’opposizione, potrebbe indicare una potenziale convenienza economica della gestione. Venini ha inoltre giudicato poco incisive le agevolazioni previste per residenti e minori. Considerando una tariffa massima di 2,50 euro, gli sconti del 10 e del 15% produrrebbero infatti una riduzione economica limitata in termini assoluti. È stato quindi proposto di valutare ulteriori forme di agevolazione, in particolare per gli studenti e per le scuole.

Tra le proposte avanzate figura anche la possibilità di riservare gratuitamente al Comune l’utilizzo della sala conferenze per alcune giornate ogni anno. Il consigliere di minoranza ha ipotizzato, a titolo di esempio, almeno tre utilizzi annuali gratuiti, così da garantire all’Amministrazione la disponibilità di uno spazio pubblico per riunioni, incontri e iniziative istituzionali durante l’intera durata della concessione. La richiesta è stata collegata alla scelta di affidare la struttura per un periodo particolarmente lungo, pari a 15 anni.

Secondo Venini, il Comune dovrebbe quindi assicurarsi fin dall’inizio alcuni precisi diritti di utilizzo degli spazi. Un’altra osservazione ha riguardato la necessità di prevedere verifiche periodiche sullo stato di manutenzione e conservazione della struttura. Il consigliere di minoranza ha chiesto che l’Amministrazione si riservi espressamente il diritto di effettuare controlli annuali e che eventuali gravi inadempienze possano determinare la risoluzione del contratto. È stata inoltre sollevata la questione della proprietà finale delle attrezzature acquistate e installate dal concessionario. Secondo Venini, dovrebbe essere stabilito chiaramente che, alla scadenza dei 15 anni, le pareti di arrampicata, gli arredi e le altre dotazioni acquistate dal gestore rimangano al Comune.

Le richieste sono state motivate richiamando precedenti situazioni nelle quali, secondo la minoranza, l’esito concreto delle concessioni non avrebbe pienamente corrisposto alle aspettative iniziali.

L’Amministrazione ha replicato sottolineando che la collaborazione con gli istituti scolastici è già espressamente inserita tra gli indirizzi della gestione. Il concessionario dovrà infatti rapportarsi con scuole, associazioni e realtà educative del territorio per realizzare progetti sportivi e formativi. Quanto ai controlli, alle ispezioni, agli obblighi di manutenzione e alle clausole di risoluzione, è stato spiegato che si tratta di aspetti tecnici che verranno sviluppati dagli uffici comunali nella convenzione e negli atti dell’affidamento.

“Il Consiglio comunale approva gli indirizzi – è stato chiarito durante la seduta – mentre le questioni tecniche relative alle verifiche e alla risoluzione della convenzione saranno definite dal responsabile del servizio”.

Durante il confronto è stato precisato anche il ruolo giuridico del Consiglio comunale nell’intera procedura. Poiché un impianto sportivo costituisce un servizio pubblico, l’aula era chiamata innanzitutto a stabilire se la futura gestione fosse dotata o meno di rilevanza economica. Per formulare la valutazione, l’ufficio tecnico ha ipotizzato un concreto modello di gestione e ha considerato gli obblighi che il Comune intende imporre al concessionario.

Le tariffe contenute, gli sconti obbligatori, l’apertura minima di 250 giorni, le attività rivolte ai giovani, la collaborazione con le scuole, l’obbligo di reinvestire gli utili e la rendicontazione completa sono stati ritenuti elementi sufficienti a riconoscere la prevalente finalità sociale del servizio. L’Amministrazione ha sottolineato che il Consiglio non è chiamato a occuparsi direttamente della gestione quotidiana dell’impianto, ma a stabilire la natura del servizio, la modalità generale di affidamento e gli obblighi essenziali.

La classificazione come impianto privo di rilevanza economica permetterà al Comune di privilegiare una gestione riservata alle associazioni sportive e agli enti caratterizzati da finalità sociali. La concessione dovrà quindi essere costruita attorno alla promozione dello sport, alla formazione dei giovani, all’accessibilità delle tariffe e al rapporto con il territorio.

L’eventuale redditività della struttura non potrà tradursi nella libera distribuzione degli utili, che dovranno essere integralmente reinvestiti nel servizio o in altri progetti concordati con l’Amministrazione. Questa condizione è stata indicata come uno degli elementi principali per distinguere la futura gestione da una normale attività imprenditoriale.

Al termine della discussione, il Consiglio comunale ha approvato la relazione tecnica e gli indirizzi per l’affidamento. Non sono stati espressi voti contrari. Astenuto Venini, mentre i restanti componenti dell’aula hanno votato favorevolmente.

L’approvazione consente ora agli uffici di avviare la preparazione della procedura pubblica per individuare il futuro concessionario. Dovranno essere definiti nel dettaglio i criteri di selezione, gli obblighi di servizio, le modalità di rendicontazione, i controlli, gli interventi di manutenzione e le clausole relative alla proprietà delle attrezzature.

 

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