Soddisfazione per l’investimento da oltre 50 milioni di euro, accompagnata dal richiamo alla mobilitazione che interessò la fabbrica nel 2009
Nel ricordo del Circolo anche l’amministrazione guidata da Riccardo Mariani e la scelta di mantenere e rafforzare il vincolo industriale sull’area
MANDELLO DEL LARIO – Il nuovo stabilimento Moto Guzzi e la grande partecipazione al motoraduno segnano per Mandello un momento di festa, ma dietro il presente dell’Aquila c’è anche la mobilitazione che nel 2009 coinvolse lavoratori, sindacati, istituzioni e guzzisti in difesa della fabbrica. A richiamare quella stagione è il Circolo del Partito Democratico di Mandello del Lario-Abbadia Lariana, che invita a non dimenticare il percorso compiuto negli ultimi diciassette anni.
Il PD esprime soddisfazione per il nuovo stabilimento e per la partecipazione al motoraduno dello scorso weekend, rivolgendo un ringraziamento a volontari, forze dell’ordine, personale sanitario e associazioni che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Al tempo stesso, il Circolo riporta l’attenzione al 2009, quando, sostiene, lo stabilimento rischiò seriamente lo smantellamento.
“Chi oggi festeggia un investimento da oltre 50 milioni di euro non dimentichi che nel 2009 quello stesso stabilimento rischiò seriamente lo smantellamento. Fu allora, non oggi, che si giocò la partita decisiva per il futuro dell’Aquila di Mandello e il famoso Moto di Protesta ne resta l’emblema più forte e significativo”.
Una mobilitazione che, ricorda il PD, vide impegnati su più fronti lavoratori e sindacato, la Provincia di Lecco, la comunità dei guzzisti e l’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Riccardo Mariani. Il Circolo sottolinea in particolare il sostegno e la partecipazione dell’amministrazione al Moto di Protesta e la decisione, durante quel mandato, di mantenere e rafforzare il vincolo industriale sull’area, impedendo una diversa destinazione dei terreni.
“Senza quella scelta, oggi non ci sarebbe né lo stabilimento né il motoraduno da celebrare”, sostiene il Circolo. Un passaggio che il PD inserisce però in una mobilitazione più ampia e condivisa: “Ricordarlo non è nostalgia, ma un atto di giustizia verso chi allora si è battuto: sindacati, istituzioni, cittadini e amministrazione insieme. È un merito collettivo, che nessuna parte politica può intestarsi da sola“.
Dal richiamo al passato, il Circolo sposta quindi l’attenzione sul futuro di Mandello, indicando la necessità di proseguire lungo un modello di sviluppo capace di tenere insieme lavoro, innovazione industriale, tutela del paesaggio e dell’ambiente del lago e cura del territorio. Una condizione ritenuta necessaria perché Mandello possa conservare la propria attrattività anche tra dieci o vent’anni.
“Continueremo a lavorare con questo spirito: nell’interesse delle nostre comunità”, conclude il Circolo del Partito Democratico di Mandello del Lario-Abbadia Lariana.
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