Dal CAI Merate all’Everest: Alessandro Fassò nella spedizione PYRAMID26

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Il Laboratorio-Osservatorio Piramide di EvK2CNR nella valle del Khumbu, Nepal, a circa 5.050 metri di quota. La struttura è da oltre trent’anni un punto di riferimento per la ricerca scientifica d’alta quota. (Foto: @Photo Archive EvK2CNR)

Dal 19 settembre al 13 ottobre i ricercatori studieranno gli effetti della carenza di ossigeno nella valle del Khumbu

Fassò sarà responsabile dell’elaborazione e dell’integrazione dei dati

MERATE – L’Everest come laboratorio per studiare il corpo umano e la sua capacità di adattarsi alla carenza di ossigeno. È questo l’obiettivo di PYRAMID26 – Exploration and Physiology, la spedizione scientifica internazionale che dal 19 settembre al 13 ottobre 2026 porterà un gruppo di ricercatori nel cuore della valle del Khumbu, in Nepal, ai piedi dell’Everest.

La ricerca ruoterà attorno ad alcune domande fondamentali: cosa accade al nostro organismo quando l’ossigeno comincia a scarseggiare? Come reagiscono cuore, polmoni, occhi e sonno? E quali meccanismi permettono al corpo di adattarsi a condizioni ambientali estreme? Per rispondere, la montagna diventerà un vero e proprio laboratorio scientifico.

Il cuore della spedizione sarà la Pyramid Laboratory-Observatory, il laboratorio-osservatorio situato a circa 5.050 metri di quota nella valle del Khumbu. La Piramide nasce alla fine degli anni Ottanta dall’intuizione di Ardito Desio e Agostino Da Polenza e viene realizzata nel 1990 nell’ambito delle attività di EvK2CNR. La struttura è stata progettata per consentire la permanenza e il lavoro dei ricercatori in uno degli ambienti più estremi del pianeta.

Da allora la Piramide ha ospitato centinaia di missioni scientifiche dedicate a discipline differenti, dalla medicina alla fisiologia, fino alle scienze della Terra, allo studio dell’ambiente, della meteorologia e del clima. Un luogo nel quale la montagna non è soltanto l’oggetto della ricerca, ma diventa essa stessa uno strumento scientifico.

La spedizione PYRAMID26 è guidata dal professor Vittore Verratti, docente di Fisiologia all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, e coinvolge università, ospedali e istituzioni scientifiche impegnate nello studio della fisiologia umana negli ambienti estremi.

Alessandro Fassò, professore all’Università degli Studi di Bergamo, past president e socio del CAI Merate, sarà responsabile della data science nella spedizione PYRAMID26. (Foto: Cai Merate)

Tra i partecipanti ci sarà anche Alessandro Fassò, professore all’Università degli Studi di Bergamo, past president e socio del CAI Merate, dove è iscritto dal 1991. Il suo contributo alla spedizione sarà legato alla data science, di cui sarà responsabile: avrà il compito di elaborare e integrare i dati raccolti nel corso della ricerca.

A circa 5.050 metri di quota, infatti, i ricercatori analizzeranno le reazioni del corpo umano alla carenza di ossigeno attraverso differenti linee di ricerca. Saranno osservati, tra gli altri, il sistema cardiovascolare, la respirazione, il sonno, la funzione oculare e retinica, il dolore e l’ipertensione, oltre ad altri ambiti ancora in fase di sviluppo.

Per Fassò, la partecipazione a PYRAMID26 rappresenta una nuova esperienza all’interno di una lunga storia di frequentazione della montagna. Ha salito numerosi 4000 delle Alpi, molti dei quali con gli sci, e ha affrontato montagne extraeuropee come l’Alpamayo in Perù, il Ruwenzori in Uganda e il Toubkal in Marocco. Nello scialpinismo ha raggiunto, tra le altre, cime come Ararat, Damavand, Lanín e Fuji.

Questa volta, però, la montagna sarà soprattutto terreno di ricerca. Il lavoro è iniziato già prima della partenza, con la raccolta dei dati necessari a definire le condizioni di base dei partecipanti. Durante la salita, strumenti portatili e dispositivi indossabili consentiranno di monitorare diversi parametri fisiologici e comportamentali.

La Pyramid Laboratory-Observatory di EvK2CNR nella valle del Khumbu, con una cima himalayana sullo sfondo. La struttura ospita attività di ricerca scientifica in alta quota. (Foto: @Photo Archive EvK2CNR)

Una volta arrivati alla Piramide, i dati raccolti confluiranno nelle diverse linee di ricerca. Ed è proprio in questa fase che il ruolo di Fassò assumerà particolare rilievo: le informazioni ottenute sul campo saranno numerose e differenti e dovranno essere integrate e analizzate per individuare le relazioni utili a comprendere meglio come l’organismo umano reagisce e si adatta alla carenza di ossigeno.

Dalla montagna alla tecnologia, quindi, e dalla tecnologia all’interpretazione dei dati. Un percorso nel quale l’esperienza alpinistica si intreccia con la ricerca scientifica e nel quale il CAI Merate trova un proprio rappresentante impegnato a vivere la montagna anche come luogo di conoscenza, esperienza e confronto.

La spedizione PYRAMID26 – Exploration and Physiology si svolgerà dal 19 settembre al 13 ottobre 2026.

Il Laboratorio-Osservatorio Piramide di EvK2CNR nella valle del Khumbu, Nepal, a circa 5.050 metri di quota. La struttura è da oltre trent’anni un punto di riferimento per la ricerca scientifica d’alta quota. (Foto: @Photo Archive EvK2CNR)

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